Dante e la politica: da Firenze all’ISLAM

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Giovedì, ore 14:49

Per celebrare il 750° compleanno del sommo poeta

Quanto lontano può sembrare Dante se ci fermassimo alla data del suo compleanno, quanto attuale il suo pensiero se abbiamo assistito all’incontro che il 15 dicembre si è svolto presso l’Auditorium del Polo Liceale “G. Galilei” di Monopoli. Il primo di cinque appuntamenti dedicati a Dante, letto in una veste nuova, moderna, interdisciplinare. Gli incontri, organizzati interscolasticamente dall’IISS “Luigi Russo” e dal Polo Liceale “Galileo Galilei” con il patrocinio del Comune di Monopoli in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante, mirano ad avvicinare gli studenti del triennio finale dei corsi di studio alla poetica e all’ideologia dantesca in modo innovativo. Il primo incontro, tenuto dal prof. Pasquale Annese del Polo Liceale “G. Galilei” e dal prof. Vincenzo d’Amelj Melodia dell’IISS “L. Russo”, è stato incentrato non solo sul volto politico di Dante, ma sul valore filosofico della politica che precede Dante e travalica la sua stessa opera. Il sommo poeta riesce a costruire tutta la Divina Commedia in un’ottica politica, caratterizzata da una dura e tagliente invettiva contro la Chiesa, contro Firenze, contro l’Italia, ma anche dalla convinzione che l’Impero e la Chiesa non possano essere luoghi di corruzione, avidità e sregolatezza. Già nel I canto le tre fiere allegoricamente danno un taglio politico al viaggio dantesco nei regni dell’oltretomba, così come il canto III, in cui Dante colloca gli ignavi “coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo … a Dio spiacenti e a’ nemici suoi”, discredita il disimpegno, la viltà e l’incapacità di coloro che “mai non fur vivi”. I canti politici della Divina Commedia hanno offerto tanti spunti per letture che non si fermano certo alla storia del Trecento fiorentino, ma che hanno da dire tanto ancora oggi. Da Firenze, amata e odiata da Dante in modo passionale, all’Islam, che traspare nel mondo dantesco, non solo per la presenza di Maometto tra gli scismatici nel XXVIII canto dell’Inferno, ma per quella cultura filosofica, geografica, storica di matrice islamica giunta a Dante attraverso Brunetto Latini. Sicuramente positivo l’esito di questo primo incontro che ha visto l’Auditorium gremito di studenti, attenti, interessati, sorpresi da quanto attuali e profondi siano gli insegnamenti di Dante.

I prossimi incontri, previsti da febbraio a maggio, vedranno rivolgere la lente di osservazione al mondo della musica, alla fisica, alla storia dell’arte e alla cinematografia.

L.T.

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