sbarbara

Venerdì, ore 14:33

La Patrona della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco

Quest’oggi ricorre la solennità di Santa Barbara, la Patrona della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, degli architetti, minatori, moribondi, fucilieri ed artificieri.

Anche in città, i festeggiamenti in onore della Santa (invocata contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa) si rinnovano con la celebrazione di una Santa Messa che, domenica 6 dicembre, sarà officiata dal rettore della Basilica Cattedrale “Maria SS della Madia” don Giovanni Intini all’interno della chiesa di San Francesco d’Assisi di Monopoli alle ore 10:15, alla quale presenzieranno l’Ufficio Circondariale Marittimo – Capitaneria di Porto diretto dal Comandante T.V. (CP) Salvatore De Crescenzo e l’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) Sezione di Monopoli presieduta dal Cav. Martino Tropiano.

BARBARA DI NICODEMIA

Santa Barbara nacque a Nicodemia nel 273 d.C..

La leggenda narra che durante la regnanza dell’imperatore Massimiliano, il suo collaboratore Dioscoro (padre di Barbara di Nicodemia) rinchiuse la figlia all’interno di una torre, perché adulata da diversi pretendenti che si contendevano tra loro per averla in sposa.

Sebbene la torre dovesse avere soltanto due finestre, Barbara convinse a farsene costruire una terza come simbolo della SS Trinità. La santa, infatti, aveva segretamente consacrato la sua vita a Dio.

Quando il padre Dioscoro scoprì che sua figlia professava la fede cristiana, decise di condurla al martirio: nonostante le atroci torture, Barbara non manifestò segno di cedimento e così il prefetto Marciano ne ordinò la decapitazione; fu lo stesso padre a decapitarla con la sua spada, venendo nel 288 d.C. circa incenerito da un fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redimersi.

Santa Barbara fu così prescelta perché rappresenta la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo e fu eletta a Patrona di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa.

Infatti, la martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: “… tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita la orazione della tua ancilla… Pregoti Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio,… mandali grazia per tua misericordia”…

La compenetrazione leggenda/momenti di vita mistica spiega le ragioni per cui subito dopo l’invenzione della polvere da sparo ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, da sempre ha attaccato sulle pareti un’immagine della santa “perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto Santebarbare”… (Padre Alberto Guglielmotti).

Preghiera del Marinaio

A Te, o grande  eterno Iddio,

Signore del cielo e dell’abisso,

cui obbediscono i venti e le onde, noi,

uomini di mare e di guerra,Ufficiali e Marinai d’Italia,

da  questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.

Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.

Dà giusta gloria e potenza alla  nostra bandiera,

comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;

poni sul nemico il terrore di lei;

fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,

più forti del ferro che cinge questa nave,

a lei per sempre dona vittoria.

Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti.

Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,

benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.

Benedici!

Autore della “Preghiera del marinaio” fu lo scrittore Antonio Fogazzaro, nato a Vicenza il 25 Marzo 1842. Fogazzaro la scrisse nel 1901, sollecitato dal vescovo di Cremona, Bonomelli, cui stava a cuore lo spirito religioso dei marinai.

Il comandante del “Giuseppe Garibaldi” Capitano di Vascello Cesari Agnelli, colpito dalle parole della preghiera del Fogazzaro, chiese e ottenne nel Marzo di quell’anno, dall’allora ministro della Marina, Ammiraglio Costantino Morin, l’autorizzazione a recitarla in navigazione prima dell’ammaina bandiera, quando l’equipaggio è schierato a poppa. Da allora tale consuetudine si diffuse rapidamente su tutte le navi della flotta, tanto che nel 1909 la “Preghiera Vespertina” era già comunemente conosciuta come “Preghiera del marinaio italiano” e ne era stata resa obbligatoria la lettura a bordo.

La “Preghiera del marinaio” viene attualmente letta, oltre che prima dell’ammaina bandiera in navigazione, anche al termine delle messe a bordo, nelle caserme e negli stabilimenti della marina e alla conclusione delle funzioni religiose celebrate in suffragio di marinai deceduti.


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