Formulata una richiesta di inizio di Beatificazione per Marianna Farnararo

Giovedì, ore 18:17

 

Il documento che il prof. Walter Laganà ha rivolto al Papa

Una richiesta di inizio di Beatificazione per Marianna Farnararo (alla quale il Comune di Monopoli intende intitolare una via), è stata avanzata dal prof. Walter Laganà al Papa.

Qui di seguito, vi riportiamo il documento inviato dall’ex Sindaco di Monopoli e dell’invito nuovamente rivolto a Sua Santità per la sua partecipazione alla ricorrenza, il 16 dicembre 2017, dei 900 anni dell’approdo della zattera con la Madonna della Madia nella nostra città.

L’EPISTOLA

Papa buono, generoso e misericordioso mi rivolgo umilmente a Lei, quale Vicario di Cristo in terra, a favore della monopolitana Marianna Farnararo per iniziare il suo doveroso processo di Beatificazione come il suo coniuge già Beato Bartolo Longo, quale fulgido esempio di santità familiare e di amore caritatevole e cristiano verso il prossimo sofferente ed emarginato. Marianna Farnararo è nata a Monopoli (Bari) il 13 dicembre 1836 in un palazzo del centro storico in Via Forno Romano n.12 nella parrocchia S. Salvatore sul mare, da Biagio e da Rosa Martinelli ed è morta a Pompei il 9 febbraio 1924.

Moglie giovanissima di appena 16 anni del Conte Albenzio de Fusco di Lettere, madre di cinque figli, è rimasta vedova a soli 27 anni ed ha sposato in seconde nozze l’avvocato Bartolo Longo di Latiano (Brindisi). Insieme legarono il loro nome a numerose opere di carità a favore degli ultimi e degli emarginati della Valle di Pompei, aprendo i loro cuori alla speranza di una vita migliore e alla convivenza civile in una zona infestata da briganti, tormentata dall’ignoranza e dalla miseria e da ogni degrado, con la creazione di un orfanotrofio femminile, un istituto a favore delle famiglie dei carcerati, una tipografia e altro. Soprattutto i coniugi Longo dedicarono tutte le loro forze alla costruzione della Basilica della Madonna del Rosario di Pompei, anche attraverso le offerte provenienti da tutto il mondo per i miracoli della Vergine stessa, nella cui vasta cripta sono sepolti insieme dopo 50 anni della loro unione, come un esempio concreto di santità familiare. Marianna, moglie e madre esemplare, ha curato scrupolosamente e amorevolmente, secondo i canoni ed i principi cristiani del tempo, l’educazione dei suoi cinque figli nati dal matrimonio con il Conte Albenzio de Fusco di Lettere avvenuto nel 1852.

Il Conte poi morì a 40 anni e Lei rimase vedova all’età di 28 anni. Marianna abitava in Via Port’Alba a Napoli nel Palazzo delle famiglia Volpicelli. La vita della Farnararo si incrociò con l’avvocato Bartolo Longo, che conobbe nella casa della Beata Caterina Volpicelli (1839-1894), la quale, come è noto, praticava opere di carità e la recita del Rosario, e da questa unione amicale nacque l’ordine delle “Ancelle del Sacro Cuore”, fondato dalla Volpicelli, di cui la Farnararo divenne terziaria. Marianna affidò tutta la sua cospicua proprietà, lasciatale dal defunto marito, a Bartolo Longo, in qualità di amministratore e grazie a questo grande patrimonio, iniziarono insieme un cammino di vita e di fede con un solo intento: la cura della anime dei contadini della valle di Pompei con una serie di opere di carità e soprattutto con la promulgazione del culto mariano e con la recita del Rosario.

In questa attività caritativa Bartolo Longo aveva trovato in Marianna Farnararo un’abile, intelligente e preziosa collaboratrice, ma, more solito, la loro cooperazione suscitò invidia e maldicenza. Per questo motivo su consiglio del Papa Leone XIII (1810-1903) si sposarono. Il matrimonio tra Bartolo e Marianna fu celebrato il 1^ aprile 1885 nella cappella privata del Vicario Generale di Napoli nella chiesa di S.Maria delle Vergini. Marianna aveva 48 anni e Bartolo 44. Entrambi continuarono a proseguire un solo obiettivo: fare del bene al prossimo.

Questo loro atteggiamento è stato il filo conduttore di ogni loro relazione umana, interpersonale e sociale ed anche uno stimolo a capire l’altro, ad ascoltarlo, ad aiutarlo, facendosi carico dei bisogni di tutti attraverso le opere di carità. La nascita della Basilica di Pompei, dedicata alla Madonna del Rosario, prese il via con la prima pietra l’8 maggio 1876 per onorare l’immagine che era stata regalata a Bartolo Longo da una suora di Napoli. Oggi, però, dopo la canonizzazione dei coniugi Luis Martin e Zelie Guérin durante il Sinodo sulla Famiglia dei 18 ottobre 2015 in Piazza S.Pietro da parte di Papa Francesco, quale esempio concreto di santità familiare, si pone lo stesso problema, se lo riterrà opportuno, per la coppia LongoFarnararo. Bartolo Longo è già Beato e lo stesso potrebbe essere possibile per Marianna per il suo amore profuso per la Madonna del Rosario, per i propri figli e per il prossimo attraverso numerose opere di carità, al di fuori anche del circolo familiare, e per la diffusione della recita del Rosario.

La castellanese Ada Ignazzi in Mangiarano, cittadina adottiva di Monopoli, dove opera e vive, con la sua interessante pubblicazione: “Marianna Farnararo, contessa De Fusco, cofondatrice del Santuario di Pompei” edita da Giuseppe Laterza Bari 2004, presentata nella locale chiesa cinquecentesca S.Domenico il 1 giugno 2004, in presenza di autorità civili, militari e religiose e di un numerosissimo pubblico e dei parenti di Marianna Farnararo: Vincenzo Vita, Coccola Farnararo e Assunta Bellantuono vedova Farnararo, ha trattato con intelligenza viva, rara generosità, puntualità scientifica ed anche con una dovizia di particolari, storie e temi che riguardano la carità nel Mezzogiorno ad opera di donne impegnate come la nostra Marianna alla quale è stata intitolata una strada cittadina. A Monopoli recentemente è stata costruita, in una ridente contrada, una nuova e splendida Chiesa intitolata proprio alla Vergine Santissima del Rosario. Pertanto sono fermamente convinto, conoscendo la grande sensibilità e disponibilità del Papa Francesco, che prenderà in considerazione durante il Giubileo straordinario sulla Misericordia la possibilità di Beatificare Marianna Farnararo, come già è stato fatto col marito il Beato Bartolo Longo, quale esempio fulgido di santità familiare e di amore cristiano verso il prossimo sofferente ed emarginato. Se poi questo grande e umanissimo Papa Francesco vorrà essere presente a Monopoli come graditissimo ospite, in occasione del millesimo anniversario (16 dicembre 2017) della venuta miracolosa dal mare su una zattera di travi della Sacra Icone della Madonna della Madia il 16 dicembre 1017 per rispondere alle ferventi preghiere del Vescovo dell’epoca Romualdo che aveva urgente bisogno di coprire il tetto della nuova cattedrale romanica con travi di grandi dimensioni, e anche per esaudire la pia richiesta della Sig.ra Laura Mastronardi, vedova dell’Avvocato Olindo Annese, donna di elette virtù umane e cristiane, sarà accolto a braccia aperte da tutta la numerosa popolazione di Monopoli e dintorni. In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, contando moltissimo sulla Sua sensibilità e sul Suo indiscusso amore per la Madre di Dio, Le porgo, insieme ai miei più devoti e referenti ossequi, gli auguri più fervidi di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

Monopoli (Bari) 30 Novembre 2015

Walter Laganà (Due volte Sindaco della Città di Monopoli)

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