Domenica, ore 20:49

I festeggiamenti in onore della Patrona dell’Arma dei Carabinieri a Monopoli

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Questa mattina, le autorità civili e militari, nonché le associazioni combattentistiche e d’arma, si sono ritrovate all’interno della Chiesa di San Domenico (dove è venerato il radicato culto dei SS Medici Cosma e Damiano) per celebrare la “Virgo Fidelis”, la Patrona dell’Arma dei Carabinieri.

Per l’occasione, che cade nel 201° anniversario dalla fondazione della Benemerita, una sentita celebrazione eucaristica è stata officiata dal Vicario Generale don Vito Fusillo, il quale nell’omelia ha ripercorso le tappe della vita di Maria Vergine. Come ha ricordato infatti in chiusura il Comandante Magg. Giuseppe Campione dei Carabinieri della Compagnia di Monopoli nel suo prezioso intervento, il 21 novembre si celebra anche la presentazione della Madre di Dio al Tempio e la ricorrenza della battaglia di Culqualber.

Alla sobria cerimonia animata liturgicamente dal giovane monopolitano Davide Deleonibus all’organo, c’erano il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Capitaneria di Porto di Monopoli, T.V. (CP) Salvatore De Crescenzo, il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli Cap. Pietro Mazzarella, il Dirigente del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza Vice-Questore Aggiunto dott. Walter Lomagno, l’Assessore al Bilancio del Comune di Monopoli Serafino Mitrotti, l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia sezione di Monopoli presieduta dal Cav. Martino Tropiano, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci sezione di Monopoli presieduta dal Cav. Pietro Pipoli, l’Associazione Nazionale Polizia di Stato sezione di Monopoli presieduta dal Cav. Antonio Bucci e l’immancabile Associazione Nazionale Carabinieri sezione di Monopoli.

La messa si è conclusa con la recita della preghiera del Carabiniere.

Preghiera del Carabiniere

Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra,
noi Carabinieri d’Italia,
a Te eleviamo reverente il pensiero,
fiduciosa la preghiera e fervido il cuore!

Tu che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice
con il titolo di “VIRGO FIDELIS”.
Tu accogli ogni nostro proposito di bene
e fanne vigore e luce per la Patria nostra.

Tu accompagna la nostra vigilanza,
Tu consiglia il nostro dire,
Tu anima la nostra azione,
Tu sostenta il nostro sacrificio,
Tu infiamma la devozione nostra!

E da un capo all’altro d’Italia
suscita in ognuno di noi
l’entusiasmo di testimoniare,
con la fedeltà fino alla morte
l’amore a Dio e ai fratelli italiani.

Amen!


Virgo Fidelis

“Virgo Fidelis” é un titolo di onore e di lode, che la Chiesa da e con il quale invoca la Madonna nelle Litanie Lauretane, che solitamente sono cantate dal popolo Cristiano. Insigni cultori di Maria hanno dimostrato che questo titolo risale al secolo XI o XII, trovandosi in altri gruppi litanici che sono autentici e mirabili poemi popolari mariani, nei quali i titoli cantati alla Vergine Maria traggono origine dalla Sacra Scrittura, dagli scritti dei Padri della Chiesa e dalla Tradizione. Il titolo “Virgo Fidelis” racchiude in sé tutto il significato dette vita di Maria e della sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidatale da Dio. Maria, promessa, figurata, simbolizzata, profetizzata, venne al mondo nella pienezza dei tempi senza la colpa originale. Degna di Dio, benedetta fra le donne, ripiena di grazia, è stata chiamata a collaborare all’opera della restaurazione universale, che avrebbe compiuto Gesù Cristo. Mentre la gloria di Maria è la sua maternità, e la sua beatitudine è la fede, la sua vita invece è nella fedeltà alla missione ricevuta ed accolta. E’ fuori dubbio infatti che Maria abbia ricercato continuamente la volontà di Dio nell’accoglienza della Parola Divina, nella coerenza di una vita umile e servizievole, nella perseveranza di un impegno assiduo. Questa profonda ricerca, unita ad un’accoglienza generosa, irrobustita da una forte coerenza e vivifacata da una perseveranza assidua, fa di Maria la donna fedele in assoluto.

Madre di Dio e degli uomini

L’editto di Cesare Augusto, per il censimento della popolazione dell’impero romano, mise Maria in viaggio da Nazareth a Betlemme. Qui in una grotta si avverrò la profezia del profeta Michea, e Maria “diede alla luce il suo Figlio primogenito”. Quel bambino era l’unigenito di Dio, Gesù Cristo, Dio egli stesso, il Salvatore degli uomini. Maria, “Vergine Fedele”, diventava ed è la vera Madre di Gesù Cristo, la vera Madre di Dio. La chiesa giustamente onora Maria con culto speciale, proprio perché “Madre Santissima di Dio, che prese parte ai misteri di Cristo”. Fin dai tempi più antichi infatti la Beata Vergine è venerata con il titolo di “Madre di Dio”, sotto il cui presidio i fedeli imploranti si rifugiano in tutti i pericoli e necessità (cfr. L. G. n. 66 del Conc. at. II). Sul Calvario troviamo Maria ai piedi della croce, mentre Gesù consuma il sacrificio di espiazione per la salvezza degli uomini. Maria, che aveva consentito a diventare la Madre di Dio, diventa pure la Madre degli uomini con alto solenne di vera e propria adozione: “Donna, ecco tuo Figlio! – Figlio, ecco tua Madre!”. Attraverso i secoli, gli uomini con voce unanime hanno corrisposto alla fedeltà di Maria con un culto fatto di onore, venerazione e amore, acclamando la “Vergine Fedele” nella tentazione, nel peccato, nelle necessità, nelle difficoltà, nel dolore e nella morte, come loro Consolatrice, Rifugio, Ausiliatrice e Regina.

Icona raffigurante la Virgo FidelisLa Patrona dei Carabinieri

Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime in tutto significato della vita di Maria e della Sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidataLe da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia.

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo.
Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri.
Lo scultore architetto Giuliano LEONARDI rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte” (Apoc.2,10).
La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII di v.m., accogliendo l’istanza di S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber.


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