Lunedì, ore 19:35

Riceviamo e pubblichiamo dal prof. Walter Laganà

Gentile Direttore,

recentemente con una logica egoistica è stata messa una sbarra di impedimento di accesso alla spiaggia del “Golfetto” in via Procaccia. Le giustificazioni possono essere anche plausibili in mancanza di una manutenzione e pulizia della pubblica amministrazione. Però il mare e la costa non possono essere chiusi, perché sono il patrimonio di tutti. A tal proposito l’11 luglio 2015 inviai al vostro giornale una lettera, da lei gentilmente pubblicata, a proposito del risanamento delle coste” monopolitane in cui sostenevo che la legge di stabilità del 2014, promulgata dal governo, prevedeva uno stanziamento di 1584 miliardi di euro su tutto il territorio nazionale per la progettazione e l’esecuzione di opere necessarie per la prevenzione del rischio idrogeologico, di cui non è immune la costa monopolitana, invitando la Regione Puglia e i Comuni interessati, di comune accordo con la Capitaneria di porto di competenza, a provvedere ad assicurare un pronto intervento comunale, regionale ed europeo per risolvere l’annoso problema in questione. Inoltre chiedevo agli enti competenti di fare un sopralluogo di tutto il litorale per assicurare l’accesso al mare dei cittadini, ma anche ad eliminare le appropriazioni indebite del demanio, affermando che la proprietà privata è sacrosanta se non usurpa gli interessi pubblici dei cittadini, come l’occupazione abusiva del demanio e delle relative strade di accesso. Il mare è patrimonio di tutti e non può essere chiuso. Nessuno può vantare di essere proprietario del demanio e delle relative strade di accesso, perché con la proclamazione della Repubblica Italiana tutto il territorio nazionale è di proprietà dello Stato Italiano e, a maggior ragione, il demanio e le strade di accesso a 300 metri dal mare. Pertanto nessuno può accampare diritti che rinvengono da tempi e regimi morti e sepolti, perché non v’è nessuna continuità amministrativa. Si possono anche innalzare muri, sistemare sbarre di impedimento di accesso come è accaduto recentemente in Via Procaccia per il “Golfetto”, Porto Marzano e la Scaletta, o installare cartelli di divieto, ma rimarchiamo ancora una volta l’opinione che il mare e la relativa costa non possono essere di proprietà privata, ma dello Stato Italiano e delle comunità interessate sempre al servizio dei cittadini. È logico, però, che lo Stato e i comuni interessati devono curare il demanio e le strade di accesso, spendendo risorse per la pulizia e la sicurezza, evitando anche che diventino delle discariche a cielo aperto e provvedendo anche alla manutenzione delle strade dissestate ed impraticabili per le enormi buche e i costoloni creati dalle piogge, con la sistemazione e la riparazione delle scale di pietra esistenti ed in pessimo stato di conservazione e con la messa in opera nelle zone alte di scale di legno e di pedane mobili per l’utilizzazione proprio delle calette piene di sabbia del “Golfetto”, in modo da assicurare l’accesso al mare dei cittadini e dei disabili, possibilmente con la sistemazione di bagni chimici nelle spiagge più frequentate dai bagnanti. A questo dovrebbe servire la tassa di soggiorno. Altrimenti potrebbe sembrare una specie di rapina legalizzata. Inoltre Monopoli, come città turistica per eccellenza, di comune accordo con la locale Capitaneria di Porto, faccia rispettare i diritti dei cittadini a Cala Verde, alle calette dei Trebuchi, a Porto Marzano e altre, anche attraverso un’opera coatta per pubblica utilità e faccia rispettare anche l’opera encomiabile degli operatori turistici che hanno, con enormi sacrifici, installato strutture precarie lungo il litorale, dando, durante il periodo giugno-settembre lavoro ai giovani, senza imporre , se non in caso di necessità o di calamità naturale, la rimozione delle strutture stesse con grave danno economico degli interessati e con un’inutile dispendio di denaro a causa del deperimento delle strutture stesse per il loro montaggio e smontaggio, tenendo doverosamente conto che sono strutture precarie autorizzate e che in caso di necessità possono essere sempre rimosse.

Monopoli 16 Novembre 2015

 

Prof. Walter Laganà

(Due volte Sindaco della Città di Monopoli)

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