Venerdì, ore 22:36

 

Spiccata curiosità per l’evento “Le mummie del Purgatorio. Riti e pratiche della morte a Monopoli in età moderna”

 

L’alone di mistero che avvolge il macabro, la sottile linea che divide la vita dall’oltretomba, ma soprattutto l’affascinante tema ricorrente della morte che caratterizza la suggestiva Chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove questa sera si è svolta la conferenza intitolata “Le mummie del Purgatorio. Riti e pratiche della morte a Monopoli in età moderna”, è il leitmotiv che avrebbe indotto i numerosi intervenuti a partecipare all’evento.

Notabili, avvocati, il Governatore di Monopoli, ma anche semplici confratelli di Nostra Signora del Suffragio vissuti nel XVII-XIII secolo; attraverso un’ispezione eseguita il 1° settembre scorso è stato appurato che, soltanto uno di questi nove corpi disidratati, mediante un lungo processo di disseccamento naturale del corpo – all’epoca in auge nel Regno di Napoli – eseguito all’interno dei due colatoi della Chiesa del Purgatorio (la cui presenza farebbe supporre che dovessero essere diverse le mummie lavorate), però, sarebbe quello di una donna invece che due; una delle incongruenze (tra nomi ed anni riportati dalle etichette) che è emersa attraverso l’attento approfondimento fatto dagli studiosi, verificando le poche informazioni ricavate dai documenti custoditi nell’archivio della confraternita e nell’archivio diocesano.

Tra le teche della cappella, però, c’è anche la piccola Plautilla Indelli di due anni d’età, l’unica mummia imbalsamata che, così come si era soliti mummificare i bambini dal 1830 in poi, mentre si utilizzava della cera per rinvigorire il viso, si applicavano anche delle protesi metalliche o in legno (di imprecisabile provenienza) nella cavità degli occhi, che donavano all’infante un aspetto che facesse credere che fosse ancora in vita.

Dopo i saluti del Rettore don Mauro Sabino e del Sindaco Emilio Romani, a svelare questi dettagli, accennando al volume che sarà pubblicato sul luogo di culto e che vedrà un consistente capitolo dedicato alle Mummie del Purgatorio, sono stati la prof.ssa Annastella Carrino, il prof. Francesco Paolo De Ceglia e l’illustre dott. Dario Piombino Mascali delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, nonché antropologo della National Geographic, il quale ha auspicato che sia fatta maggiore promozione di quest’importante testimonianza.


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