La paura del “diverso”

Giovedì, ore 16:58

Don Giovanni: “guardate con gli occhi misericordiosi di Gesù Cristo”

Converrete con me che, per semplificare il concetto, potremmo chiamarla “diversofobia”, la paura del “diverso”.

Badate bene, però, che non mi riferisco al timore di appartenere ad un genere piuttosto che ad un altro, di professare un’altra religione o ancora di avere la pelle di un altro colore, per il quale va di moda fare – senza giustificazione alcuna – discriminazione in questo particolare ed al contempo difficile momento storico. Assolutamente no.

Queste distinzioni sono infatti soltanto convenzionali, frutto dell’ignoranza, contraddistinte dalla superbia e mosse dal pregiudizio; quello stesso pregiudizio che tuttavia incombe sulle nostre vite, che pesa quasi come un macigno e che viene fatto malvagiamente rotolare dalla società addosso a chi ha l’unica presunzione di voler esprimere il proprio io senza farsi condizionare dalla mentalità consumista e provinciale che ci circonda, prodotta dalla globalizzazione.

La “diversofobia” è la paura di essere incompresi, emarginati, giudicati soltanto perché non comuni alla massa nei modi di fare, ma soprattutto di pensare in una societá che pensa solo a lanciare delle mode; modelli di vita da seguire perché l’apparire è più importante che l’essere.

Ogni gesto è motivato da un “ritorno”; nulla viene fatto con sincero spirito disinteressato.

In questo clima, aiutare il prossimo diventa così un’impresa ardua.

Due domeniche fa, in conclusione del Sínodo, nell’omelia di una santa Messa celebrata all’interno della Chiesa di San Francesco d’Assisi, è stato proprio il rettore della Basilica Cattedrale “Maria SS della Madia” don Giovanni Intini a lanciare un importante messaggio: quello di guardare gli altri con gli occhi misericordiosi di Gesù Cristo.

Questo è il significato più profondo della nostra fede…


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