Mercoledì, ore 17:30

 

AltraPolis, Unione degli Studenti , Arci di Monopoli e Michele Suma sollevano la questione

 

Lunedì 26 ottobre 2015 alle ore 18, il Presidente “Giuristi per la Vita” avv. Gianfranco Amato sarà ospite di un incontro a Monopoli per discorrere sull’IDEOLOGIA GENDER nella scuola italiana.

In questo, non ci sarebbe nulla di strano, ma a fare specie è la location scelta per dibattere sull’argomento: l’Auditorium della scuola media inferiore “V. Sofo”.

A sollevare la questione sono le Associazioni AltraPolis, Unione degli Studenti e Arci di Monopoli, oltre che il Consigliere Comunale (PD) prof. Michele Suma.

Il “caso” scoppia all’indomani della pubblicazione di un nostro servizio, in cui avevamo annunciato l’evento in programma che mirerebbe ad informare genitori, insegnanti e cittadini sulle nuove frontiere educative che si vorrebbero introdurre nelle scuole previste dalla “Buona scuola” e che sarà moderato dal Dirigente del 1° Istituto Comprensivo Liliana Camarda.

I FATTI

Tramite gli organi di stampa abbiamo appreso che lunedì 26 ottobre si terrà un incontro pubblico a tema “ideologia gender” nell’Auditorium della Scuola “V. Sofo” con l’ avv. Gianfranco Amato, esponente dell’associazione “Giuristi per la vita” – si legge nella nota pervenutaci a firma di AltraPolis – Laboratorio Urbano di Cittadinanza Attiva,  Unione degli Studenti Monopoli e ARCI Monopoli – Ci preme sottolineare che l’incontro verrà utilizzato anche per la presentazione del libro “Gender (D)Istruzione – Le nuove forme d’indottrinamento nelle scuole italiane”, scritto dallo stesso avvocato. L’evento sarà moderato dalla dirigente scolastica del Primo Istituto Comprensivo, dott.ssa Liliana Camarda. Ci chiediamo, allibiti, cos’è che un genitore “dovrebbe sapere sull’ideologia gender nella scuola italiana” e con che presunzione l’avv. Amato ritenga di poter insegnarlo in un luogo predisposto alla formazione prospettica quale è una scuola media inferiore, contravvenendo al concetto stesso di educazione. Proprio nella circolare n. 1972 del 15/09/2015 diffusa dal Ministero dell’Istruzione c’è scritto che: “Nell’ambito delle competenze che gli alunni devono acquisire, fondamentale aspetto riveste l’educazione alla lotta ad ogni tipo di discriminazione, e la promozione ad ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna discriminazione. Si ribadisce, quindi, che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”. L’Associazione Italiana di Psicologia ha anche dichiarato, in un documento del 5 ottobre 2015, che “l’inserimento nei progetti didattico-formativi di contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale aiuta a fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni””.

Il pomo della discordia tuttavia potrebbe ricercarsi nelle dichiarazioni che l’avv. Amato avrebbe rilasciato recentemente: “è inaccettabile che l’evento possa svolgersi in uno dei luoghi istituzionalmente deputati all’istruzione dei nostri figli. Chiediamo – avanzano – nel pieno rispetto della sensibilità di tutti, che l’incontro non si svolga nell’auditorium della scuola “V. Sofo” di Monopoli”.

Dello stesso parere è parso anche il prof. Suma che, tramite il social network di Facebook, attacca: “Quando gli intenti di informazione si trasformano in infondati e devianti allarmismi, allora o vi è una forte intenzionalità nel costruire i medesimi allarmismi oppure vi è una scarsa conoscenza degli argomenti su cui si crede di (dis)informare gli adunati. Entrambi gravi sono i presupposti, ancor più grave gli intenti, gravissimi gli esiti.L’incontro programmato per il prossimo 26 ottobre presso la Scuola “V. Sofo” di Monopoli è un atto di grave offesa all’istituzione scuola, al lavoro pedagogico degli insegnanti e, non in ultimo, agli indirizzi ministeriali, molto chiari ed inequivocabili sull’argomento oggetto dell’incontro. Possiamo comprendere le esigenze editoriali di un qualsiasi autore, disposto a creare terrorismi psicologici ed intercettare legittime preoccupazioni genitoriali, ma esse vanno collocate al di fuori del prezioso luogo della formazione del futuro cittadino italiano, destinato dalla Costituzione Italiana a non fomentare odio e discriminazione. Certo, la democrazia concede libertà di espressione a savonaroliani scrittori, ma i solitari predicatori vanno tenuti lontani dai luoghi sacri dell’educazione, dove quotidianamente maestre e insegnanti, docenti e dirigenti, in ossequio alla missione ricevuta dallo Stato (e non in osservanza alle loro fedi religiose e politiche) devono operare per la costruzione di cultura inclusiva e solidale, che viene espressa nelle linee del governo, ispirate ai trattati internazionali e al modello educativo che nella cornice europea è sostenuto in tutti gli Stati membri. Il Miur promuove, infatti, attivamente tutte le iniziative relative alla prevenzione del contrasto di ogni tipo di violenza e discriminazione, anche con riferimento specifico al tema della discriminazione sessuale, dell’omofobia, in ottemperanza ai trattati internazionali e alle convenzioni, in particolare a quella di Istanbul, che è stata ratificata due anni fa dal Parlamento della Repubblica! Si consideri che anche la Diocesi di Padova ha dichiarato pubblicamente e a gran voce che “La Riforma non introduce la teoria gender nelle scuole” (24 agosto 2015). Non si sottolinea l’assenza di un contraddittorio, invocato dalla stessa curia veneta, o di un confronto ricco sul tema, dato che la solitaria formula predicatoria dell’incontro non sembra nemmeno sfiorarlo, ma si denuncia l’assoluta INFONDATEZZA del tema rispetto alle indicazioni ministeriali della “Buona Scuola”, dato che l’introduzione della “IDEOLOGIA GENDER nella Scuola Italiana” (come recita il sottotitolo dell’incontro!) è solo il prodotto di qualche incubo notturno o l’invenzione di qualche avventuriera penna.Basti leggere, lontano da assunzione di alcool o di uso illegale di stupefacenti, quanto recita la nota di chiarimenti del Ministero dell’Istruzione del 15 settembre 2015, nella quale si ribadisce che tra i diritti e di doveri e tra le conoscenze che la scuola deve trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo. Invece, il comma 16 dell’art. 1 della legge 107/2015 sulla “buona scuola” recita: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori …” .Insomma, il governo italiano si sta preoccupando di costruire delle comunità locali e una nazione non attraversate quotidianamente da maltrattamenti, violenze sessuali e di genere, omofobia, atti persecutori, tutele per gli stranieri che vogliono diventare italiani. Non eravamo a conoscenza della sopraggiunta indipendenza della Città di Monopoli dalla Repubblica Italiana, né sapevamo che la Scuola “Vincenza Sofo” avesse avviato pratiche di adesione ad altra nazione, ma, se ciò non fosse avvenuto, vogliamo impedire che la nostra città e la nostra comunità divengano caso nazionale, per demeriti e non per meriti.“La cultura è un’altra cosa”. E l’informazione pure”.


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