Sognando un porto commerciale moderno ed efficiente

Domenica, ore 15:42

Lettera del prof. Walter Laganà

Gentile Direttore,
dopo la recente decisione del Governo Italiano di unificare le Autorità Portuali di Puglia a Taranto, sarebbe opportuno revocare l’atto deliberativo consiliare del Comune di Monopoli n.52 del 27 giugno 2007, esecutivo per legge, e il successivo Protocollo d’Intesa firmato dal Sindaco pro-tempore, perché, a nostro giudizio, non c’è una continuità amministrativa e perché i termini dell’accordo stabiliti tra il Comune di Monopoli e l’Autorità Portuale del Levante di Bari dovrebbero essere necessariamente decaduti tra contraenti andati in pensione o per inadempienza o per altro.
Anche perché l’Autorità Portuale del Levante di Bari, furbescamente, aveva messo il porto di Monopoli a sistema dell’intera attività portuale della Puglia in una funzione strategica che avrebbe visto la Regione Pugliese come elemento di scudo e di interscambio con i mercati del vicino Oriente, ma in realtà sarebbe servito soltanto al porto di Bari per una sua maggiore operatività senza la pericolosa ed atavica concorrenza monopolitana e soprattutto per ottenere maggiori finanziamenti nazionali ed europei (che poi ha trattenuto solo per sé) per ottimizzare le strutture esistenti dello scalo marittimo barese, a discapito degli ingenui consiglieri comunali locali che non hanno avuto alcun vantaggio per il loro porto tranne una sporadica presenza di qualche modesta nave mercantile e un’ancora più sporadica presenza di qualche traghetto durante la stagione estiva che poi hanno messo in chiara luce una paurosa insufficienza dei fondali e un’ancora più inesistente politica dell’accoglienza, dimostrando quanto fosse necessario provvedere ad urgenti ed improcrastinabili scelte operative ed organizzative per un prossimo futuro.
Oltre naturalmente vedere per il porto monopolitano un documento di indirizzo di linee programmatiche per lo sviluppo dell’economia dello stesso scalo marittimo e del vasto e fertile hinterland con notevoli scelte infrastrutturali contenute in un Piano Operativo triennale che forse è già finito nel dimenticatoio. La defunta Autorità Portuale del Levante prevedeva per i porti di Monopoli e Barletta, con i quali voleva fare sistema, un’ipotetica riorganizzazione di strutture da realizzare ai fini di una maggiore operatività che poi non ha mai realizzato, specialmente per il porto di Monopoli. Infatti a tutt’oggi nel porto monopolitano manca una Stazione Marittima con servizi igienici, docce, aree coperte, esercizi commerciali per il ristoro e mancano anche gli indispensabili uffici (Dogana, Capitaneria di porto, Guardia di Finanza, Carabinieri, sportelli bancari, Sicurezza, etc.) cioè manca un luogo civile ed accogliente per poter gestire il traffico crocieristico, soprattutto nel periodo estivo, per dare la possibilità ai turisti di ogni nazionalità di raggiungere le mete ambite delle grotte carsiche, dei trulli, delle masserie fortificate, delle chiese rupestri e del barocco di Martina Franca. Attualmente, solo per la cronaca, i crocieristi vengono accolti nei gabbiotti alla radice del Molo Foraneo del locale porto in una sorta di bolgia infernale, che potrebbe nel tempo diventare anche un problema di ordine pubblico e di protezione civile.
Pertanto, mentre il porto di Bari ha cambiato radicalmente il suo volto, grazie e soprattutto all’allargamento della circoscrizione ai porti di Barletta e Monopoli, lo scalo marittimo locale langue e batte la fiacca proprio a causa della mancanza di fondali e di tutte le altre opere previste nel piano Operativo dell’Autorità Portuale del Levante, mai
realizzate. Infatti non si vedono lavori di dragaggio necessario al fondo dell’intero specchio d’acqua al fine di rendere
pienamente funzionale la parte destinata al traffico mercantile a navi di grande cabotaggio, né si vedono lavori di allestimento di strutture idonee da dedicare all’accoglienza dei crocieristi, ma si intravede da lontano il fantasma di una gru. Anche la banchina e i piazzali attualmente funzionanti e destinati al traffico commerciale sono rimasti inutilizzati con grave danno per il lavoro e l’economia locali e zonali. Eppure in tempi passati il porto era fiorentissimo ed era una grandissima fonte di lavoro con una numerosissima ed efficiente Compagnia Portuale “Pepe”. Ma oggi sembra che non interessa più a nessuno l’attività dello scalo marittimo che assicurava sempre lavoro e benessere alle agenzie portuali e ai cittadini monopolitani e non. Si spera che l’unica Autorità Portuale della Puglia con sede a Taranto voglia meglio disciplinare il funzionamento dei porti di rilevanza nazionale di Bari, Brindisi e Taranto e che voglia attraverso il Corridoio 8, creare rapporti stabili fra i sottosistemi rappresentati dai porti di Barletta, Manfredonia e Monopoli con i suddetti porti nazionali. Altrimenti a nulla sono serviti i lavori di ristrutturazione e di allungamento del Molo di Tramontana con l’Interreg Italia-Albania per una spesa complessiva di 24 miliardi delle vecchie lire che doveva servire per lo scambio di merci e passeggeri fra le due sponde e il mondo intero, tenendo presente che l’Unione Europea pare voglia puntare sugli scali marittimi, e su quelli pugliesi in particolare, per dare nuovo lavoro alle giovani generazioni. Infatti lo sviluppo e il progresso dell’Europa sono stati sempre legati al Commercio e ai Porti e ancora oggi potranno essere un sicuro traino di crescita negli anni a venire. Il tutto dipenderà dalla nuova e unica Autorità Portuale Pugliese di Taranto, dalla Regione Puglia e dai Comuni interessati con gli scali marittimi efficienti e pronti ad entrare in questa nuova ed avveniristica programmazione.
All’uopo sono sempre convinto di riprendere il mio vecchio progetto del nuovo porto in modo che esso possa svolgere un ruolo importante nel panorama socio-economico europeo e mondiale.

È bene sapere che nel lontano 1964 si svolse a Monopoli nei locali della Biblioteca Comunale “Prospero Rendella” un interessante convegno: “Il Porto di Monopoli e il relativo nuovo Piano Regolatore” alla presenza del Sottosegretario pro-tempore alla Marina Mercantile e di numerose altre autorità civili, militari e religiose e delle varie categorie interessate, dati i nuovi sviluppi, all’epoca, dell’economia del Mezzogiorno e data l’impellente necessità della costruzione in loco di uno scalo marittimo moderno ed adeguato al sempre crescente traffico mercantile tra Bari e Brindisi, nell’ambito della programmazione del Governo pro-tempore a favore dei porti e delle relative attrezzature.
In quell’occasione da studente universitario avanzai l’ipotesi di destinare l’attuale specchio d’acqua, privo di fondali adeguati, anche per la famosa “secca del trave”, a porticciolo turistico con l’opportunità di valorizzare il centro storico e costruire una nuova diga dalla punta della “Grotta Azzurra” (oggi ex-Gigom), che in parallelo con la diga di tramontana del porto stesso, avrebbe dotato la città di Monopoli di uno scalo marittimo-commerciale con fondali idonei per l’attracco di navi di grande stazza e di grande cabotaggio per servire l’allora fiorente economia di Monopoli e dell’intero hinterland. Purtroppo la mia idea avveniristica non trovò facile terreno nella città di Bari, sempre invidiosa e sempre disposta a tarpare le ali ai progressi di Monopoli. Così il mio progetto fu soltanto oggetto di una pubblicazione sulla rivista mensile del comprensorio “Eco del Sud” del Marzo 1965 con il titolo “Il Porto di Monopoli: rivelazione di un inchiesta”.
Oggi come ieri si ripropone la stessa necessità di un porto commerciale moderno ed efficiente, trasformando l’attuale
scalo marittimo a porticciolo turistico e costruire una nuova diga dalla punta dell’ex-Gigom per realizzare un nuovo porto commerciale che risponda egregiamente all’attuale navigazione. Ben venga dunque la nuova ed unica Autorità Portuale Pugliese di Taranto se provvederà a realizzare questo nostro sogno, che è stato anche recentemente
accarezzato da qualche illuminato imprenditore locale.
Nello stesso tempo è necessario provvedere alla ristrutturazione e allargamento delle due arterie stradali indispensabili che collegano il porto di Monopoli a Matera e a Martina Franca.

Monopoli 19 Ottobre 2015
Walter Laganà

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Redazione The Monopoli Times

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