Chiesa di Santa Maria degli amalfitani - Foto Paola Calabretto
Chiesa di Santa Maria degli amalfitani – Foto Paola Calabretto

Martedì, ore 14:56

Mercoledi 7 ottobre alle 21 presso la chiesa dell’Amalfitana

Tra i più grandi interpreti di viola da gamba, Guido Balestracci guida l’Ensemble Amoroso nel recital «ItalianSolace» con cui il Festival Ritratti, diretto da Massimo Felici e Antonia Valente, celebra lo strumento già caro a Claudio Monteverdi. Il concerto, realizzato in coproduzione con Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense di Modena e il festival Anima Mea, è in programma mercoledì 7 ottobre, alle ore 21, a Monopoli, nella Chiesa di Santa Maria Amalfitana (ingresso libero – info 3393770307 e www.orfeofuturo.it).

In realtà, sono ben tre le viole da gamba utilizzate in questa performance in cui il discorso musicale sull’antico strumento cammina sul filo rosso che lega Italia e Gran Bretagna tra XVI e XVII secolo. Accanto a Balestracci figurano, infatti, altri due specialisti di viola da gamba, Gioacchino De Padova e Patxi Montero, cui si affiancano il soprano Caroline Pelon e Ugo Di Giovanni al liuto.

E da questo filo rosso prende origine il titolo del concerto, Italian Solace, che rimanda al trasferimento in Inghilterra di alcune famiglie di solisti e compositori italiani (i Lupo e i Ferrabosco), cui si deve l’inaugurazione di scuole all’origine del successo della viola da gamba oltre Manica.

Con uomini e strumenti emigrano, pertanto, anche usi musicali, generi e prassi. Così, la moda di inventare contrappunti da linee vocali molto semplici del repertorio profano (come il Browning Tune) o sacro (come l’In Nomine) ha origini nelle più antiche prassi italiane della polifonia strumentale sul Cantus Firmus. Con gli italiani in Inghilterra nasce, infatti, una “lingua musicale”, che si intreccia continuamente con la ricerca sui “modi del canto”, cioè l’utopia di ripetere con gli strumenti ogni piega retorica e poetica della voce. Ed è la viola da gamba ad essere indicata costantemente come lo strumento più capace di raccogliere la sfida già consegnata alla musica da Leonardo da Vinci: “raffigurare le cose invisibili”.

Il programma della serata prevede l’esecuzione di musiche di William Cobbold, Elway Bewin, Salomone Rossi, Luzzasco Luzzaschi, Benedetto Ferrari, Christophe Tye, John Taverner, Orlando Gibbons, John Dowland, William Byrd, Girolamo Frescobaldi e Benedetto Ferrari.

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