Ancora sosta selvaggia in via Tommaso Moro

IMG-20150718-WA0002Martedì, ore 16:33

Persiste il pericolo di crollo della “Grotta delle Mura”

Anche quest’anno, la pista ciclopedonale di via Tommaso Moro torna ad essere un parcheggio abusivo.

La sosta selvaggia, però, non fa altro che minare all’integrità dell’antica “Grotta delle Mura” in cui è stato ritrovato lo scheletro di un bambino di 18 mesi in perfetta connessione anatomica rischia di crollare a causa del peso delle autovetture lasciate in sosta selvaggia in via Tommaso Moro.

In passato, abbiamo nuovamente affrontato l’argomento per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni a mobilitarsi per salvaguardare uno dei più importanti giacimenti preistorici: la “Grotta delle Mura”, unica in Italia per il ritrovamento in perfetta connessione anatomica dello scheletro di un bambino di due anni e mezzo, alto 60 centimetri, risalente alla fase centrale del Paleolitico-Epigravettiano finale (11.420 anni a.C.).

È il professor Raffaele Santo (speleologo) che, tempo fa, ci aveva spiegato che la parte superiore della sepoltura, una scoperta unica nella sua cronologia fatta all’interno della nota grotta di origine marina (esplorata per la prima volta nel 1952 dal prof. Franco Anelli) nel 1998, oggetto di costanti campagne di scavo archeologico da parte del Professore-Archeologo Mauro Calattini (Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena – Sezione di Preistoria), che il monopolitano dott. Maurizio Pastore ci ricorda abbiano anche evidenziato una stratigrafia scientifica relativa alla cultura materiale a partire dal livello Musteriano del Paleolitico (44.530 a.C) fino a giungere al Neolitico antico (5.000-7.000 a.C)., si trova in uno stato precario, tanto che così come avvenuto per il grottone di Porto Rosso, a causa del peso cui viene costantemente sottoposta, potrebbe presto cedere.

A segnalarci la problematica, è stato un nostro attento lettore a cui sta a cuore il patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale della nostra città.

Il nostro appello è pertanto quello che le autorità preposte possano presto fronteggiare la problematica.

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Redazione The Monopoli Times

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