Alle stelle anche il termometro dei rimborsi degli specialisti Bari

Questo slideshow richiede JavaScript.

Venerdì, ore 00:56

Altri nove milioni ai medici Consulcesi

Continuano le sentenze dei Tribunali a favore dei camici bianchi specializzati tra il 1982 e il 2006
Lo Stato rischia un esborso complessivo di 4 miliardi. Per far risparmiare le finanze pubbliche
in Parlamento è vicino l’accordo con tre Ddl: transazione solo per chi avrà già fatto ricorso
Il presidente Anelli: «Resa giustizia per tanti colleghi della Puglia e restituito loro quanto da tempo dovuto.
Ora sarebbe auspicale una soluzione istituzionale per sanare definitivamente la vicenda»
L’Ad Andrea Tortorella: «Migliaia di professionisti ancora da rimborsare: la prossima azione parte il 20 luglio. Forte l’attenzione di Consulcesi anche sui turni massacranti e le irregolarità bancarie»
BARI, 9 LUGLIO 2015 – Nove milioni per i medici pugliesi. Maxi riconoscimento per gli ex specializzandi che, tra il 1982 e il 2006 si erano visti negare il corretto trattamento economico per gli anni di scuola post-laurea, nonostante precise direttive europee. Dopo aver presentato ricorso con la tutela legale di Consulcesi, arriva oggi il giorno dei rimborsi per decine di camici bianchi che ricevono assegni, completamente esentasse, direttamente dagli avvocati e dai consulenti legali che li hanno costantemente seguiti in questo percorso per il riconoscimento di un diritto certo.
«Mi rallegro per il risultato raggiunto da tanti colleghi – afferma Filippo Anelli, presidente dell’OMCeO di Bari – e riservo un plauso all’iniziativa di Consulcesi, che conferma la sua efficacia nel rendere giustizia ad una categoria professionale sempre più esposta e penalizzata dalle criticità del sistema come nel caso dei turni massacranti a cui sono sottoposti tanti camici bianchi. Ci sono, però, ancora tanti medici specialisti in attesa di rimborsi e sentenze. A questo punto, ora che l‘iter si è velocizzato, una soluzione istituzionale, come da più voci si sente ripetere, appare auspicabile. Sarebbe fondamentale per i diritti dei medici e per evitare un ulteriore salasso per le casse dello Stato».
«La giurisprudenza è ormai a favore dei camici bianchi – spiega infatti Marco Tortorella, l’avvocato specialista dei rimborsi agli ex specializzandi – e le sentenze favorevoli, così come la liquidazione delle somme dovute, arrivano sempre più velocemente. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – aggiunge l’Avv. Tortorella – ci contatta non appena arriva la notifica della sentenza per risparmiare su interessi e more».
Proprio negli ultimi giorni sono saliti ad oltre 400 i milioni riconosciuti soltanto ai medici Consulcesi, la più grande realtà di settore in Italia ed in Europa con oltre 70mila camici bianchi tutelati. Per lo Stato quella dei rimborsi è una emorragia incontrollabile: il rischio, sempre più concreto, è un esborso complessivo di oltre 4 miliardi. Tutte le forze politiche ne hanno preso però atto e pare davvero prossima la trasformazione in legge dei tre Ddl, già all’attenzione del Parlamento, che propongono un accordo transattivo, valido però solo per chi avrà precedentemente presentato ricorso.
A tal proposito, è prevista per il 20 luglio la prossima azione collettiva di Consulcesi che, attraverso l’Amministratore Delegato Andrea Tortorella, conferma di «aver già trovato una forte adesione tra OMCeO, Enti e Società scientifiche, insieme alle quali si faranno valere i diritti di migliaia di professionisti ancora in attesa di vedersi rimborsare ciò che è loro diritto ricevere. Resta alta – aggiunge Andrea Tortorella – la nostra attenzione anche sul fronte della mancata applicazione della direttiva europea 2003/88 relativa alle ore di lavoro in più. Dal 2008 i camici bianchi italiani sono gli unici professionisti a non vedersi riconosciuto il diritto ad orari di lavoro e riposo consoni alle loro esigenze. Ed inoltre siamo pronti anche ad una nuova battaglia contro le irregolarità bancarie: saremo i primi a difendere i medici su questo tema. Per questo motivo, per qualsiasi informazione specifica sono già a disposizione oltre 350 avvocati e consulenti legali che rispondono gratuitamente al numero verde 800.122.777 e sul sito www.consulcesi.it».
APPROFONDIMENTI
La vicenda risale agli inizi degli anni Ottanta, quando furono promulgate le direttive europee (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE) che imponevano a tutti gli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai medici durante gli anni della scuola di specializzazione in medicina. Nonostante l’obbligo entrasse in vigore all’inizio del 1983, lo Stato italiano non ha corrisposto le borse di studio dovute ai medici immatricolatisi tra gli anni accademici 1982-1983 e 1990-1991. Più di recente si è aperto anche un secondo fronte per coloro che si sono iscritti tra il 1994 e il 2006. In quest’ultimo caso le borse di studio sono state pagate, ma non comprendevano il riconoscimento della rivalutazione periodica, delle coperture previdenziali e assicurative e delle differenze contributive. Il mancato adempimento ha creato un enorme contenzioso di fronte ai tribunali di tutta Italia da parte dei camici bianchi ingiustamente discriminati. Il mancato rispetto delle precise indicazioni contenute nelle direttive ha anche portato a una condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia europea, con le sentenze del 25/02/1999 e del 03/10/2000.
Consulcesi, oltre a essere attiva da 20 anni sul fronte della difesa dei diritti dei camici bianchi e ad aver già ottenuto sentenze positive per migliaia di medici, per un totale di oltre 400 milioni di euro, ha anche coinvolto il mondo politico e istituzionale per trovare una soluzione definitiva alla questione. Tre Disegni di legge, volti a trovare un accordo transattivo, sono già all’attenzione del Parlamento. L’ultimo è stato depositato al Senato dalla principale forza di governo, a riprova di un interesse bipartisan alla risoluzione del problema. Si tratta in tutti e tre i casi di una soluzione valida, l’unica praticabile per garantire allo stesso tempo i legittimi interessi dei medici che non hanno ricevuto quanto loro dovuto e l’esigenza dello Stato di contenere i costi.

468 Visite totali, 1 visite odierne

Redazione The Monopoli Times

“The Monopoli Times, la nuova frontiera dell’informazione” – www.monopolitimes.com

Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Bari R.G. 4349/2014 Reg. Stampa 33