Porto, lettera aperta del Comitato promotore

Sabato, ore 13:16

“Il porto è un bene comune della città. Non lo dimentichino né il sindaco Romani né il Presidente dell’autorità portuale dr. Mariani”

Un breve excursus storico sino ai giorni nostri dell’area dell’ex Cementeria, in incipit ad una lettera aperta rivolta al Sindaco, all’Amministrazione e ai Cittadini di Monopoli, al Presidente della Regione Puglia, al Presidente della Città Metropolitana di Bari, al Presidente dell’Autorità Portuale del Levante e al Comandante della Capitaneria di Porto di Bari affinchè non si dimentichi che “il porto è un bene comune della città”, è quello elaborato dal Comitato promotore che qui di seguito vi riportiamo integralmente.

Lettera aperta al Sindaco, all’Amministrazione e ai Cittadini di Monopoli, al Presidente della Regione Puglia, al Presidente della Città Metropolitana di Bari, al Presidente dell’Autorità Portuale del Levante e al Comandante della Capitaneria di Porto di Bari

 

 

 

Un po’ di storia

Sono trascorsi quasi due anni dalla spontanea mobilitazione cittadina intorno all’area portuale dell’ex cementeria. Tema: il controllo sulle opere di demolizione/bonifica dell’ex stabilimento industriale e la partecipazione al processo di pianificazione dell’area portuale definita, da politici e amministratori, strategica per lo sviluppo della Città.

Il 2014 vive di pochi incontri della Commissione consiliare urbanistica permanente, aperta alla cittadinanza, inutili e privi di un costrutto progettuale,

A gennaio del 2015 la Solemare invia al Sindaco Romani una bozza di progetto che, oltre a ridurre a puro supporto agli interessi privati l’area di cessione al pubblico prevista dal piano urbanistico, non tiene in alcuna considerazione le attività portuali esistenti sulle aree demaniali. Il Sindaco renderà pubblici i disegni solo un mese dopo, in occasione della sua risposta ufficiale alla Solemare. Quest’ultima, che nel frattempo si è affidata a un importante studio di progettazione spagnolo, ai primi di maggio presenta un altro progetto, questa volta, pare, esteso all’intero ambito portuale. Il Sindaco, dopo averlo visionato insieme all’assessore all’urbanistica Lacatena, rifiuta di prenderlo in consegna e invita i rappresentanti della Società privata a sottoporlo al parere preventivo degli enti preposti, in primis all’Autorità Portuale del Levante. Nessuna informativa agli operatori portuali e delle attività produttive, alle forze politiche e soprattutto ai Cittadini.

Oggi

Con l’approvazione della legge  84/94, tutte le istituende autorità portuali avrebbero dovuto redigere i piani regolatori portuali adeguandoli alla nuova normativa. Tuttavia, nonostante dal 2007 la Corte dei Conti abbia mosso ripetute sollecitazioni, il Piano Regolatore Generale del porto di Monopoli è fermo al 1966. Durante il Comitato portuale del 6 maggio 2015, si incalzava ancora per la redazione del documento programmatico preliminare si dichiarava che “sono in corso alcuni studi di pianificazione da parte di privati che insistono pesantemente sull’area portuale e quindi è importante portare a compimento il documento programmatico per definire la destinazione di tali aree”.

In questo costante “oscuramento” dei processi in atto si giunge alla recente convocazione del Comitato dell’Autorità Portuale del Levante. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del Piano Operativo Triennale con le solite previsioni degli scorsi anni per due dei tre porti di competenza (Bari e Barletta) mentre per quello di Monopoli c’è una modifica della destinazione d’uso di una parte di banchina, proprio in corrispondenza dell’area sulla quale è stato presentato il progetto della Solemare (coinvolgente suoli anche pubblici), che prevede fabbricati privati per oltre 150.000 metri cubi complessivi.

Quindi, invece di procedere con la redazione del documento programmatico preliminare, si decide di saltare tale fase – che certamente avrebbe imposto un confronto con gli operatori portuali – e di inserire nel POT anche dettagliate linee guida per la futura redazione del Piano Regolatore portuale, che non potrà che essere vincolante per la futura pianificazione.

L’azione promossa dal partito democratico, dal movimento “manisporche”, da monopoli 5 stelle, da sinistra ecologia e libertà, dai 3 sindacati confederali, dai comitati e dalle associazioni ambientaliste locali, con cui si chiedeva di rimandare la decisione dell’Autorità portuale, ha messo in luce come l’approvando POT sarebbe in netto contrasto con le prospettive di crescita declinate dagli operatori portuali e in completa sudditanza degli interessi privati della Solemare e del Marseglia suo socio di maggioranza e proprietario dell’Italgreen energy srl.

Lo scorso 15 giugno, si è tenuto un incontro tecnico di tutti gli operatori portuali, trasparente e partecipato, con cui si sono poste le premesse per l’unificazione di tale settore produttivo. E’ di queste ore, però, il tentativo del Sindaco Romani di rompere sul nascere il nuovo fertile connubio, imponendo incontri separati per componenti parziali di operatori.

In seguito al rimando della decisione dell’Autorità portuale, per la sollecitazione del Presidente Vendola, che ha ritenuto legittime le perplessità avanzate dai firmatari dell’istanza cittadina datata 9 giugno 2015, sono emersi il comportamento anomalo, rispetto alla consueta professionalità e disponibilità, del presidente Mariani, che, in una nota al Governatore, così scrive:“non sarà possibile confrontarsi con le forze politiche e la rappresentanza eterogenea della società civile che hanno sollecitato il Tuo intervento in quanto riteniamo che le stesse non possano essere un interlocutore diretto”; e l’atteggiamento purtroppo frequente ed equivoco del Sindaco Romani che dichiara di non poter fare gli interessi di parte alludendo ai sottoscrittori dell’istanza di cui sopra.

Nulla può giustificare una tale chiusura da parte dell’esecutivo cittadino. Il sospetto è che si tratti di un modo di fare utile ad avallare procedure e finalità poco trasparenti e forse poco legittime poste in atto dal privato. Il Sindaco dimentica che il proprio ruolo lo interpella continuamente ed esclusivamente ad azioni di difesa del bene comune.
Tutto ciò ci preoccupa molto. Si è smarrita la voglia di ricercare insieme le risposte ai bisogni dell’oggi e alle prospettive del domani. Si stanno annidando posizioni di potere e di rendita a tutto discapito dell’efficienza del Paese e della qualità della vita dei singoli cittadini.

Monopoli 18 giugno 2015

Il Comitato Promotore

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