Promozione in B1 per il Cagliari. Intervista esclusiva alla centrale Angela Prestanti

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Martedì, ore 17:14

La 23enne (ex Apuliese) è una pugliese doc nel panorama della pallavolo femminile nazionale

Angela Prestanti, classe 1992. Una pugliese doc nel panorama della pallavolo femminile nazionale che, quest’anno, con l’A.S.D. Cagliari Volley nel ruolo di centrale ha conquistato la promozione in serie B1.

Figlia d’arte nel mondo dello sport (ricordiamo il padre, il grande calciatore Valeriano Prestanti in forze al Monopoli ai tempi della Serie C1; oggi Presidente dell’A.S.D. Esperia Monopoli), però, Angela ha iniziato la sua carriera in tutt’altra disciplina, che nulla ha a che vedere con la pallavolo: la ginnastica ritmica.

Una storia che fa bene all’animo degli sportivi, senz’altro ricca di aneddoti che ci è stata raccontata in un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione di “The Monopoli Times” dalla Prestanti assieme all’ex giocatrice Carmela Paulangelo, all’allenatore Roberto Zazzera dell’A.S.D. Apulia Volley Monopoli ed all’ex promessa del calcio, Valeriano Prestanti.

Dopo un trascorso di ben dodici anni come atleta di ginnastica ritmica, per la quale l’altezza non giocava di certo a suo favore, all’età di sedici anni, la centrale entrò nell’Apulia, stringendo il “patto” da tempo immane proclamato, ma mai stipulato con la Paulangelo: «Angela, a livello monopolitano, è una bandiera importante – spiega – l’ho conosciuta quando era piccola ed io tenevo corsi gratis all’Alessandro Volta: questa bambina mi guardava dietro le vetrine, ma poi scappava, forse perché le avevano parlato male di me. Quando ebbe all’incirca dieci anni e mezzo, suo padre ed io avemmo un colloquio, nel quale lui mi comunicò che sua figlia avrebbe frequentato la scuola media: ricordo che mi chiese di farla appassionare alla pallavolo. Perplessa accettai nonostante ero consapevole del grande incarico che mi aveva affidato e gli risposi che di certo, ne avrei avuto cura e avrei potuto farla partecipare ai corsi gratis».

Soltanto all’età di dodici anni, la Prestanti si concesse un allenamento: «la mia felicità è durata un giorno – asserisce Carmela – ma alla ragazza non era stato permesso di fare un’altra disciplina. Ricordo che mi ha chiamata ed è venuta garbatamente a chiedermi scusa perché non poteva partecipare ai giochi studenteschi – tra il dispiacere generale, quello – degli insegnanti: ne erano rimasti dispiaciuti perché pensavano di avere un’atleta che avrebbe rappresentato la scuola. Non ricordo se arrivammo alle semifinali o alle finali provinciali, ma lei non c’era nella squadra».

Nonostante la piccola Angela ammirava le gesta delle pallavoliste nel noto cartone animato di “Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo”, infatti, trascorsero altri anni fino a che si decise a lasciare la ginnastica ritmica ed a seguire quello che le dettava il suo cuore: ovvero darsi anima e corpo alla pallavolo.

In estate, la Prestanti incontrava la Paulangelo e le comunicava che avrebbe partecipato alla successiva stagione sportiva; il tempo passava, ma la decisione definitiva la assunse soltanto all’età di sedici anni quando disse basta alla ginnastica ritmica: in questa disciplina sportiva, otteneva scarsi risultati e l’anno precedente si era addirittura lussata una spalla per cambiarsi il body.

A scatenare la risolutezza di dare una svolta alla sua vita, l’ultima gara a Catania alla quale arrivò da ultima: «ero alta già 1,87 cm e ricordo che un’allenatrice di ginnastica mi disse che ero troppo alta per proseguire; arrivai nel momento in cui meno te l’aspettavi – confessa la Prestanti, rivolgendosi alla Paulangelo – l’anno precedente infatti Carmela mi disse che non mi voleva più in squadra perché in quegli anni avevano delle belle squadre giovanili, ma mancava sempre la punta di diamante».

Ad Angela, infatti, mancava la personalità giusta per imporsi e comunicare la piega che sperava prendesse la sua vita.

Passarono i 13, i 14 ed i 15 anni: era aprile e la sedicenne si presentò all’Istituto d’Arte di Monopoli per sbandierare ai quattro venti la sua decisione: « la stagione era finita. Mi sentì bussare alle spalle – spiega la Paulangelo – mi girai, ma non capì di chi si trattasse perché alla mia altezza c’era soltanto il bacino. Alzai lo sguardo e la vidi: “Sei venuta ancora a sfottermi?” affermai. Ma stavolta mi accorsi che era diverso: Angela aveva gli occhi lucidi ed era venuta nella sua casa (l’Istituto d’Arte), dove noi venivamo felicemente ospitati dalla New Egnazia. Fatto sta che ribadì che per lei non c’era più posto, sino a che non comunicò la sua decisione di lasciare la ginnastica anche ad Aprile. Ho provato sensazioni stranissime che ho provato solo per me – svela – l’estate realizzai una pianificazione tecnica che mio marito condivise: ero felice di dargli un altro giocatore».

La carriera della Prestanti inizia come palleggiatrice: il ruolo che le permise di riuscire a recuperare gli anni perduti.

Alle sue spalle, infatti, può contare di due campionati per giocare di più: la serie C e l’Under18: «è stata una di quelle giocatrici che abbiamo preso in consegna anche sotto l’aspetto familiare – raccontano Carmela e Roberto Zattera – difatti, ricordo quando dopo tanto allenamento, alla prima partita, si era distorta entrambe le caviglie: una cosa che non avevo mai visto in trent’anni; la presi, le misi un giubbotto rosso e la trascinai a bordo campo. Trascorremmo la notte insieme: mi feci spazio nella sua camera per massaggiarla, metterle tanto ghiaccio e pomate per curarla».

Prima di andare via da Monopoli per fare un’esperienza più forte, la Prestanti ha onorato il nostro Paese, vincendo due titoli in un anno nel famoso periodo dei “due tituli” di Mourinho: quello Under18, il Campionato Provinciale di Brindisi: «in quell’occasione stavano perdendo per 3 a 0 – argomenta la Paulangelo – feci una scommessa con l’altro allenatore che mi disse che fossi una pazza: riuscì a mettere su le ragazze al terzo set, massaggiandole per farle sciogliere l’acido lattico e vincemmo; una soddisfazione incredibile: mi rivolsi a lui – rivela – e gli risposi che era un idiota», il campionato di Serie D a surclasso e la Coppa di Serie D, quando il gruppo era formato da Anna Paola Tarulli, Marica L’Abbate, Maria Teresa Carrieri, Emanuela e Federica Lapertosa.

La Prestanti aveva diciannove anni e decise di andare a Bologna, dove ha giocato da Under18 in B2.

L’anno seguente ambiva ad altro e si tesserò per il Bari, distruggendo il lavoro fatto sino a quel momento.

A Cagliari, infatti, avevano già due centrali e perciò non avrebbero potuto tenerla in panchina: nessuno, però, l’aveva dimenticata; l’anno seguente fu richiamata ed è qui che ha portato a casa la promozione.

In merito al servizio intitolato “Promozione in B1 per il Cagliari. Intervista esclusiva alla centrale Angela Prestanti” (pubblicato il 19 maggio scorso), la nostra redazione di “The Monopoli Times” precisa che l`intervista esclusiva si e` svolta come un`informale chiacchierata (avuta con la pallavolista Angela Prestanti assieme a suo padre Valeriano Prestanti, all`allenatore Roberto Zazzera ed a Carmela Paulangelo) per raccontare una bella pagina di sport.

Lungi dai presenti, l`intenzione di voler denigrare qualcuno: il servizio infatti e` propedeutico alla ricostruzione della carriera sportiva della centrale nella disciplina sportiva della pallavolo, ponendo l`attenzione sulle casualita` (determinante ne e` stata l`elevata altezza) che hanno portato la giovane ad indirizzarsi verso un altro sport.

Cio` pero` non prescinde dalle gioie sicuramente vissute nel corso dell`esperienza maturata con la ginnastica ritmica che, come ha piu` volte ribadito in passato la stessa Paulangelo, pone le basi per qualsiasi disciplina sportiva.


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