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Continuerà ad essere gelosamente custodito presso la Pinacoteca “Corrado Giaquinto” Provinciale di Bari, il “San Pietro Martire” di Giovanni Bellini, per preservarne la conservazione e l’efficacia del restauro

Il “San Pietro Martire” del Giambellino torna nella Chiesa di San Domenico

Una panoramica storica ed artistica, nonché il restauro dell’opera pittorica rappresentante San Pietro Martire, dipinta dal pittore italiano Giovanni Bellini, meglio noto come “Giambellino”, fu oggetto dell’ennesimo evento realizzato dall’Associazione Culturale “Pietre Vive Cattedrale Monopoli”, tenutosi il 19 gennaio 2013 all’interno della suggestiva Sala Conferenze del Museo Diocesano e che ha avuto l’onore di avere come relatrice, la dottoressa Clara Gelao, Direttrice della Pinacoteca “Corrado Giaquinto” Provinciale di Bari, presso cui il dipinto è oggi gelosamente custodito.

Nonostante l’accurata ricostruzione storica dalla realizzazione al “trafugamento” dell’opera in questione da parte della Pinacoteca Provinciale, avvenuta attraverso le nostre pagine grazie al prezioso contributo dell’ex Sindaco di Monopoli, Walter Laganà ed al nostro caro lettore Ferruccio Ferretti, figlio di un altro ex Primo Cittadino di Monopoli, Remigio Ferretti, in quest’occasione (così come fortemente voluto dall’Associazione Pietre Vive) non si consumò la discussione sulla contesa (il “San Pietro Martire”, inizialmente, apparteneva alla Chiesa di San Domenico di Monopoli, ndr), anche se, prima il professor De Palma (Direttore del Museo Diocesano) e successivamente la relatrice stessa, accennarono alla necessità di continuare a custodire il “San Pietro Martire” nella sua collocazione attuale, per una sua migliore conservazione ed efficacia del restauro stesso.

L’intervento del Direttore del Museo Diocesano, il professor De Palma
A riassumere brevemente i contenuti della serata ed ad introdurre la relatrice, il professor De Palma: «Per tradurre in atto le immagini della fantasia, non sono sufficienti, nel campo dell’arte pittorica, la genialità e l’ispirazione. Occorre la salda conoscenza di cognizioni tecniche. Il tempo impone spesso immediate risposte ai vari e complessi problemi tecnici di deterioramento dei dipinti, determinati da ambienti non idonei in cui vivono oppure da altri agenti dannosi. I progressi scientifici del restauro raggiunti durante gli ultimi cinquant’anni, consentono il risanamento delle opere a coloro i quali operano in questo settore. Il difficile e magistrale restauro della bella tavola del “Giambellino”, la cui realizzazione è da porre in rapporto con l’occupazione di Monopoli da parte dei Veneziani dal 1495 al 1530, è stato affidato ad uno dei più esperti e stimati restauratori italiani. Il dipinto, di impostazione veneta nella forma e negli effetti tonali, è tornato dopo il pulimento della superficie pittorica ed il restauro, alle originarie tonalità. Il cielo nitido della composizione in cui si scorge la figura del Santo, oggi è in perfetta resa pittorica. Sono inoltre riemerse le cadenze essenziali illuminate con una luce che viene dall’interno dell’immagine. Le scelte meditate e gli interventi tecnici hanno concorso al rinsaldare la struttura ed a rinsaldare le ferite causate dal tempo e da vecchie ed inopportune operazioni. Tali risultati sono stati raggiunti in seguito alla caparbia volontà e competenza storica ed artistica della Gelao, nell’aver affidato la tavola a mani esperte e nell’aver seguito il corso del lavoro, con mente ed animo lungimirante critici. Clara Gelao (Direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari) è impegnata da tempo ad assolvere in Puglia e fuori, la funzione di ricerca e gli spinta verso alte mete culturali, contribuendo così con altri intellettuali alla provincializzazione della pittura e dell’arte nel nostro Paese – tornando al “San Pietro Martire” – L’opera pittorica è esposta in uno spazio climatizzato della Pinacoteca di Bari, per ottenere un accettabile tonalità dei due dopi del supporto del dipinto. Quando l’agonia di un’opera del passato e del presente si prolunga inutilmente, diventa più gravoso il costo per il recupero verso il quale si devono proiettare i nostri sforzi in tutti i campi e in special modo in quello culturale ed artistico. L’auspicio che accompagna il restauro del dipinto, raffigurante San Pietro Martire, così ben seguito dalla nostra direttrice, è di capire che per eseguire o fare questi lavori, oltre all’esperienza, alla professionalità e all’efficienza, occorre la forza delle idee ed un grande amore per le cose dell’arte».

In successione, seguì l’intervento del Presidente dell’Associazione Culturale “Pietre Vive Cattedrale Monopoli”, Francesco Latorre e, infine, la relazione della dottoressa Gelao, la quale ha brevemente accennato alla storia della nascita dell’arte veneta in Puglia, alle relazioni intercorse tra la nostra regione e Venezia (per l’importanza ricoperta in passato, paragona il Veneto agli attuali Stati Uniti d’America, ndr), elencando una serie di dipinti ammirabili a Monopoli e, abbandonandosi ad un’accurata descrizione del “San Pietro Martire”, seguita dall’approfondimento delle fasi del restauro.
In chiusura, si aggiunse l’intervento del Presidente onorario dell’Associazione Culturale “Pietre Vive Cattedrale Monopoli”, nonché rettore della Basilica Cattedrale, don Vincenzo Muolo, e del Presidente Latorre che ringraziò i presenti per l’ennesima calorosa dimostrazione d’affetto e procedette con la consegna di un omaggio floreale per la Gelao.


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