Mercoledì, ore 12:28

Alla presentazione del libro di Maria Grazia Pani seguirà un concerto-spettacolo imperdibile

G​iovedi 9 aprile 2015 nel Salone del Conservatorio “N. Rota” alle ore 18,30 è in programma la presentazione del libro “TEATROPERA – ESPERIMENTI SCENICI” di MARIA GRAZIA PANI.

L’evento sarà introdotto dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Livio Costarella, assieme alla direttrice di Florestano Edizioni, Roberta Magarelli e all’autrice.

Seguirà un concerto – spettacolo tratto dai copioni teatrali contenuti nel libro “Puccini, mon amour” e “Mi chiamano Frou Frou”
con:

Giusy Frallonardo, voce recitante
Paola Leoci e Oh Jihye, soprani  
Livio Lerede, tenore
al pianoforte la Prof.ssa Raffaella Migailo. 

ALCUNE RECENSIONI

Fabrizio Versienti su Corriere del Mezzogiorno

“Maria Grazia Pani canta da soprano lirico e insegna al Conservatorio di Monopoli, ma oltre a quella per la musica in lei c’è una passione altrettanto forte per il teatro che in palcoscenico la rende una “cantattrice” e la spinge anche a prodursi come regista e autrice di testi drammaturgici.

Il “TeatrOpera” nasce dalla volontà di rappresentare il melodramma sfrondandolo di tutte le sue pesantezze, in una forma quasi “da camera” che lo renda meno costoso e più fruibile da parte di un pubblico anche non introdotto.

Un ritorno alle origini del melodramma ma con la consapevolezza di lavorare per il futuro della lirica” .

Annamaria Ferretti su I Like Puglia

“Dell’innovativo modo di “parlare alle sensibilità teatrale di oggi con inedite rimodulazioni e spostamenti di accenti inventivi all’interno del melodramma” scrive Franco Perrelli, scrittore e studioso di teatro di livello europeo, professore all’Università di Torino, nella sua magistrale introduzione a “TeatrOpera”. E due spettacoli di Maria Grazia Pani ne sono prova di particolare evidenza: “La Traviata allo specchio” e “Otello il sinistro incanto”, prodotti nella stagioni del Teatro Petruzzelli del 2002 e 2003, che segnano un’alternativa possibile nell’organizzazione di stagioni teatrali, non più condizionate dagli altissimi costi ma da una proposta culturale nuova, al passo con i tempi.

Resta, quindi, questo prezioso volume come testimonianza ed al tempo stesso insopprimibile tensione verso un modo nuovo, possibile della rappresentazione musicale, nel tempo della crisi, non soltanto economica, ma delle idee e della creatività.

“TeatrOpera” di Maria Grazia Pani si colloca “all’incrocio di dinamiche storiche e creative sulla” tradizione melodrammatica, nella vertigine e nella vitalità della sperimentazione”, e resta ancora un sfida al futuro.

Ed il volume che ne raccoglie i testi e gli scritti è una lettura curiosa, colta, invitante, dell’opera.

Il libro scritto da Maria Grazia Pani può rappresentare una valida soluzione per la messa in scena di un’opera lirica per qualsiasi compagnia teatrale, orchestra o Fondazione Lirica. Si tratta di un modo nuovo di intendere la messa in scena del melodramma, più fruibile, più funzionale alle necessità della società odierna. Per questo ci auguriamo che possa trovare una copiosa diffusione nei luoghi deputati al teatro e alla musica e che gli spettacoli di TeatrOpera possano rivivere con rinnovata passione.”

Italo Interesse sul Quotidiano di Bari

“Le successive tappe di TeatrOpera, l’ultima delle quali (‘Puccini mon amour’) risale al 2008, hanno confermato la bontà di una trovata senza precedenti. A distanza di alcuni anni, Maria Grazia Pani, sente di fare il punto sul cammino sin qui percorso nell’idea, pensiamo, di studiare il prossimo passo. TeatrOpera suggerisce l’idea di una Pani ‘minatrice’ che s’immerge nel repertorio operistico e ne esce carica di materiale che poi rimodula con creatività sempre opportuna e rispettosa. l’aspetto pragmatico e ‘militante’ del progetto. Un progetto dalla formula essenziale, perciò affatto costosa, che suggerisce una strada ‘democratica’ verso l’universo del melodramma. Un universo che invece un pregiudizio (più piccolo che alto-borghese) vorrebbe circoscritto ad un’ èlite. Attenta a non cadere nel populismo, Maria Grazia Pani si muove con sottile vena polemica. Perché soprattutto in Italia il teatro lirico va morendo, per quanto il suo guscio scintillante faccia pensare il contrario. Chi pretendono d’incantare questi enti lirici prestati al potere e che funzionano come slot-machine? Né incantano questi allestimenti milionari e inutilmente enfatici dove non ci si fa scrupolo di violentare Maestri pur di fare notizia. Inconsapevolmente, il disegno di Maria Grazia Pani segna la via della ricostruzione. Quando il gran castello sarà venuto giù e si dovrà ricominciare, e questa volta da zero, la lezione di TeatrOpera si rivelerà salvifica.”

 

 

 


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