RE/PLAY – RE/PLACE

10603819_624025801031958_2201585220712950131_oDomenica, ore 08:13

Incontri e reincontri nel segno della musica da camera

Sabato scorso, il Salone del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli ha ospitato “RE/PLAY – RE/PLACE”, incontri e reincontri nel segno della musica da camera.

Roberto Mansueto Nato nel 1990, si è diplomato in violoncello presso il Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli con votazione Dieci e Lode con Menzione d’Onore, sotto la guida di Marcello Forte (violoncello).
Negli anni si è perfezionato con musicisti come Enrico Bronzi, Michael Flaksman, Olaf Maninger, Kostantin Bogino, Julian Steckel, Massimo Polidori, Vittorio Ceccanti, Piernarciso Masi, Marco Fiorini.
Affermatosi in numerosi concorsi nazionali ed internazionali per giovani musicisti, nel 2006 è stato vincitore del Premio Nazionale delle Arti per “(…) precoce talento strumentale e l’ equilibrio stilistico espresso nell’esecuzione del Concerto n. 1 di J. Haydn (…)“ (così la Giuria presieduta da Michael Frischenschlager). Lo stesso anno debutta, in veste di solista, con il Concerto n. 1 di J. Haydn (ultima esecuzione nell’ottobre 2008 con l’orchestra d’archi Nino Rota concertata da M. Fiorini) e successivamente con le Variazioni su Tema rococò op. 33 di P. I. Čaikovskij. Dal 2005 al 2007 frequenta i corsi dell’Accademia Mahler, perfezionandosi in violoncello e musica da camera con le prime parti dei Berliner Philarmoniker ed esibendosi con loro nel repertorio cameristico di Brahms. Dal 2009 al 2011 è primo violoncello dell’Orchestra Giovanile Italiana presso la Scuola di Musica di Fiesole, dove prosegue il suo perfezionamento. Fondamentale l’incontro, nel 2009, con Luigi Piovano, con il quale si perfeziona tutt’ora, rafforzando la tecnica e acquisendo una notevole solidità esecutiva. Ha collaborato in qualità di primo violoncello con numerosi complessi orchestrali, e dal 2011 è invitato a ricoprire lo stesso ruolo nell’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti. Nel 2013 è vincitore del concorso di violoncello presso l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, con la quale collaborava già dal 2010: con la prestigiosa orchestra ha potuto esibirsi con alcuni tra i più grandi direttori e solisti dei nostri tempi (Valery Gergiev, Antonio Pappano, Gustavo Dudamel, Yuri Temirkanov, Kirill Petrenko, Martha Argerich, Evgeny Kissin, Leonidas Kavakos, e molti altri) nei più importanti teatri di Europa, Asia e America. È membro del gruppo da camera Gli Archi di Santa Cecilia, con il quale incide per Eloquentia, e si esibisce stabilmente in duo con il pianista Vito Venezia. Attualmente continua a perfezionarsi con Antonio Meneses presso l’Hochchule der Kunste di Bern.

Angelo Montanaro Originario di Martina Franca attualmente risiede a Madrid ed è nel periodo di prova come Section Leader della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra. Dopo il diploma consguito a Monopoli con il massimo dei voti nella classe del M° Angelo Clemente, ha ottenuto vari premi in Concorsi Internazionali come Unisa Pretoria, Città di Chieri, Marco Fiorindo, CNME Riddes, Rino Viani, Giuseppe Tassis, Pedro Bote, Città di Carlino, Saverio Mercadante e Audimozart, intraprendendo un’intensa attività cameristica, solistica e orchestrale. Ha suonato con orchestre come Chamber Orchestra of Europe, Orchestra Mozart, Gustav Mahler Jugendorchester, Verbier Festival & Chamber Orchestra, Orchestre de la Suisse Romande, Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Stresa Festival Orchestra, Ensemble Contrachamps, Orquestra de Castilla y Leon, Teatro Real e Teatro la Fenice, diretto da Claudio Abbado, Zubin Metha, Charles Dutoit, Frans Bruggen, Antonio Pappano, Valery Gergiev, Gianandrea Noseda, Fabio Luisi, Manfred Honeck, Daniel Harding e Yannick Nezet-Seguin.
Come solista, ha suonato con Kwazulu-Nation Orchestra (Durban), Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Filarmonica di Torino, Tibor Varga Festival Orchestra, Orchestra G.Verdi, Ensemble ’05, Società dei Concerti di Bari e Orchestra della Magna Grecia. Ha partecipato a festival come Verbier, Ritratti, Nuove Carriere, Ravenna Musica e ai concerti da camera dell’Orchestra Mozart. Si è esibito al Koblenz Guitar Festival registrando la prima mondiale di Morning in Iowa di Mario Castelnuovo-Tedesco con la partecipazione di David Knopfler dei Dire Straits e l’ Ensemble ’05. Ha collaborato con artisti come, tra gli altri, Eddie Daniels, Ray Chen, Adrian Brendel, Kirill Troussov, Lorenzo Micheli. Oltre alla sua attività di concertista, tiene masterclasses in Italia, Spagna, Svizzera e Sudafrica. E’ endorser Selmer-Paris Clarinet e D’Addario Woodwinds.
Lello Narcisi Diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio
“Nino Rota” di Monopoli, dove ha studiato ha proseguito i suoi studi presso il Conservatorio
della Svizzera Italiana conseguendo diplomi di perfezionamento (con lode), di solista e di pedagogia. Deve la sua formazione flautistica in particolare ai Maestri: Angelo Ragno, Mario Ancillotti e Andrea Oliva.Sin dai primi anni di studio ha seguito masterclass di flauto e di musica dacamera con illustri concertisti e didatti. E’ stato premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali e per quattro anni consecutivi tramite audizione ha vinto la borsa di studio nell’Accademia Gustav Mahler. Ha esordito poco più che ventenne come solista con l’Orchestra della Svizzera Italiana e collaborato in qualità di primo flauto solista con l’Orchestra della Società dei Concerti di Bari (già orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari dal 1985). In ambito cameristico, ha suonato al fianco di musicisti di fama internazionale, tra cui: Luisa Castellani, Anahi Carfi, Michele Fedrigotti, Mauro Loguercio,Yehezkel Yerushalmi, Pascal Moragues, Francesco Tamiati, Lucas Macìas Navarro, Giuseppe Ettorre e Daniele Damiano (alcuni dei quali prime parti di prestigiose orchestre come Teatro alla Scala, Orchestre de Paris, Berliner
Philharmoniker, Royal Concertgebow, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ecc.) Vivace promotore di progetti nuovi, in questi ultimi ha formato anni alcuni gruppi stabili, tra cui: la Follia Duo, il Quintetto Dioniso, la compagnia teatrale Lupus in Fabula e Frock Mimemusic. Tiene regolarmente corsi di flauto e musica da camera ed è docente presso l’Accademia Vivaldi e il Conservatorio della Svizzera Italiana. Ha inciso un cd dedicato a versioni per flauto e pianoforte di composizioni di Robert Schumann.

Domenico Di Leo Formatosi al Conservatorio di Bari nelle classi di Pierluigi Camicia (pianoforte) e Antonio Florio (musica da camera), ha attinto conoscenza ed esperienza alla scuola di importanti solisti, cameristi, specialisti degli archi, dei fiati, della musica vocale (Konstantin e Svetlana Bogino, Joaquin Achucarro, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Alain Planès, Boris Bechterev, Gjorgij Chugajev, Vladimir Ogarkov, Paul von Schilavsky, Pavel Vernikov, Anatole Liebermann, Karine Georgian, Michael Flacskman, Mario Ferraris, Evgenja Chugajeva, Vincenzo Mariozzi, Romeo Tudorache, Ovidio Danzi e altri) ma anche dalla concreta pratica e dagli incontri con musicisti noti, meno noti e sconosciuti, attraverso anni di attività concertistica in Italia e all’estero e un lungo lavoro di insegnamento, che gli hanno meritato la stima e l’apprezzamento di eminenti musicisti e addetti ai lavori. Vincitore di una lunga serie di concorsi solistici e cameristici e in seguito vincitore della cattedra di musica da camera al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, Domenico Di Leo ha sempre evitato di rinchiudersi in una “scuola” e in un ambito accademico, vivendo la musica come il campo di una continua ricerca. Una ricerca “nella musica”, nel suono e nei i repertori, condotta esplorando e praticando, come solista, in formazioni da camera e concertatore/direttore di ensemble, anche angoli diversi e spesso poco rari e poco noti del repertorio, dal periodo barocco fino ai nostri giorni (tra l’altro Di Leo è tra i pochi pianisti italiani annoverati tra gli specialisti della musica pianistica del grande virtuoso francese Charles Valentin Alkan). Ma anche la ricerca di nuovi modi per far incontrare la musica con il pubblico, attraverso la divulgazione. Lo studio, il concertismo e l’insegnamento per Di Leo solo momenti complementari di una indagine che non è astrattamente “musicale” e tecnicistica, ma anche culturale e umana e mira ad abbattere gli ostacoli che separano la musica da chi la pratica e da chi la ascolta. Un lavoro condotto nel tempo mirando a rimuovere le barriere, culturali, tecniche, mentali, sociali, facendo troppo spesso della musica una pratica per pochi anziché un “bene comune”, a disposizione di tutte le persone. Un lavoro che ha già formato alla fondamentale pratica della musica da camera alcune generazioni di giovani musicisti, che si sono spesso distinti in campo nazionale e internazionale, come i tre giovani colleghi che insieme, insieme al loro ex docente, daranno vita al concerto di stasera.


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