Mercoledì, ore 08:54 

La IV Commissione presieduta da Ruggiero Mennea, ha approvato a maggioranza (astenuti i consiglieri di Forza Italia), il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti in materia di politiche agricole dell’assessore Fabrizio Nardoni.
Si tratta di introdurre su alcune leggi regionali modifiche ed integrazioni sia per adeguarle a seguito di talune modifiche legislative intervenute nel tempo, sia per attivare nuovi procedimenti amministrativi più adeguati alle esigenze di maggiore trasparenza.
In particolare, per quanto riguarda le modifiche alle norme in materia di bonifica integrale e di riordino dei consorzi di bonifica il Consiglio regionale ad agosto 2014, nell’ambito dell’assestamento e prima variazione al bilancio di previsione esercizio 2014″, ha stabilito che i Consigli di Amministrazione dei Consorzi di Bonifica debbano essere costituiti da nove membri, di cui sette eletti dall’Assemblea dei consorziati.
Ciò, determina la necessità di procedere all’armonizzazione delle norme relative alla composizione del Consiglio di amministrazione dei Consorzi di Bonifica, con l’attribuzione di un solo rappresentante dell’Assemblea dei Consorziati per fascia di appartenenza.
Con  la modifica quindi, si ritiene di dover intervenire stabilendo che il numero dei consiglieri eletti venga distribuito tra le fasce in proporzione al totale della contribuenza della singola fascia rispetto al totale complessivo della contribuenza, con arrotondamento per difetto da 0,1 a 0, 5 e per eccesso da 0,6 a 0,9.
Sono anche modificate le norme  riguardanti le modalità di presentazione delle liste concorrenti ed i criteri per l’assegnazione dei seggi secondo il criterio proporzionale.
Con la modifica relativa al conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di boschi e foreste, protezione civile e lotta agli incendi boschivi, si esclude la necessità di richiedere autorizzazione per la trasformazione del bosco e il rimboschimento compensativo nel caso di manutenzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo di edifici esistenti, conformi alle destinazioni urbanistiche, che non comportano incrementi di volumetria e che siano censiti dall’Agenzia del Territorio.
La modifica è motivata dal fatto che le manutenzioni sui manufatti esistenti non sottraggono bosco.
È  stato introdotto nella Regione Puglia, con la I.r. 12/2012 inserita nella I.r. 18/2000, l’istituto giuridico della trasformazione del bosco con compensazione delle aree sottratte al pubblico godimento.
In fase applicativa delle norme approvate sono emerse difficoltà operative riconducibili alla formulazione delle norme stesse che potevano apparire contraddittorie.
Da qui la necessità di intervenire nell’ambito della cosiddetta “manutenzione della norma”,  rimuovendo ostacoli interpretativi e riscrivendo le parti non chiare.
La legge regionale n. 20/1999 disciplina le procedure di assegnazione e vendita di beni della Riforma Fondiaria e necessita di talune modifiche ed integrazioni per renderla più adeguata agli obiettivi che con la legge si intendono perseguire.
In particolare, la proposta di modifica ed integrazione, si ritiene  utile e opportuna per la soluzioni di numerosi casi di assegnazione e vendita rimasti insoluti dopo il decesso dell’originario assegnatario. Il comma in questione prende in esame, in particolare, i conduttori originari deceduti, ma già autorizzati all’assegnazione con formali provvedimenti deliberativi degli organi istituzionali dell’Ente soppresso o del Commissario Liquidatore, ivi compresi anche quelli che successivamente sono stati autorizzati dagli organismi della Riforma Fondiaria.
La modifica viene articolata in modo da favorire la dismissione di unità produttive e quote a quegli eredi che a seguito del decesso dell’assegnatario originari,  hanno continuato direttamente la conduzione dei terreni assegnati con autorizzazione provvisoria al proprio congiunto, pur non in possesso della qualifica di manuale coltivatore della terra.
Tanto al fine di evitare sia il rischio concreto di lunghi contenziosi per il rilascio del fondo, sia le richieste di pagamento dei miglioramenti fondiari effettuati sulle unità produttive.
Il legislatore ha disposto che « Il prezzo di vendita in favore dei soggetti individuati ai sensi è determinato valutando la classe del terreno sulla base delle tabelle della Commissione provinciale prezzi, competente per territorio, con riferimento all’anno di inizio del possesso delle unità produttive, maggiorando il relativo importo del costo rivalutato delle eventuali opere realizzate dall’Ente di sviluppo dopo tale data.
La mancata costituzione della Commissione da oltre quattordici anni (ultime tabelle redatte nell’anno 1999) e, di conseguenza, l’oggettiva assenza di un riferimento tabellare prezzi aggiornato dei terreni agricoli, rende inapplicabile la legge. Pertanto, al fine di evitare determinazioni di prezzi di vendita di terreni da assegnare, incongruenti e non corrispondenti al loro valore effettivo, si rende necessario una revisione dell’art. 4 della normativa regionale, adottando come parametro di riferimento per la determinazione dei prezzi di vendita, le tabelle V.A.M. —Valori Agricoli Medi — predisposti dalla Commissione Provinciale Espropri.
Ancora, si propone l’inserimento di un 5° comma per intervenire sul patrimonio di fabbricati ed immobili, molti dei quali superano abbondantemente i 50 anni, che nel corso degli anni sono stati abbandonati o utilizzati impropriamente con continui interventi manutentivi necessari per la loro messa in sicurezza. La proposta si conforma, quindi, ad una possibile utilizzazione, esclusivamente, per pubblica utilità da parte degli Enti che ne farebbero richiesta valorizzando nel contempo il patrimonio immobiliare di riforma senza alcun onere per l’erario regionale
Viene definita la modalità di alienazione dei terreni, fabbricati e altre opere di riforma non idonei a uso di pubblico generale interesse facenti parte del patrimonio acquisito o realizzato ai sensi delle leggi di riforma fondiaria che, per effetto di intervenute modificazioni nella strumentazione urbanistica, non ricadono in tutto o in parte in zone tipizzate a verde agricolo, o comunque, abbiano perduto tale vocazione.
Per tale tipologia di beni, una volta determinato il valore iniziale del bene, si procede alla pubblicazione di un Avviso Pubblico per un periodo non inferiore ai 20 giorni, specificando il bene in vendita ed il prezzo posto a base d’asta e la specificazione che chiunque può presentare, entro il termine all’uopo fissato, offerte migliorative.  Alla scadenza del termine l’Ufficio competente comunicherà al possessore il prezzo di vendita che potrà risultare quello determinato come prezzo base o, in caso di offerte migliorative, quello più alto proposto.
Le nuove disposizioni per la determinazione del prezzo di vendita dei beni di che trattasi si applicano a tutte le procedure di acquisto non ancora definite con la sottoscrizione di atto di compravendita alla data del 31 gennaio 2015.
Per l’applicazione della La L.R. n. 18/99 ” Disposizioni in materia di ricerca ed utilizzazione di acque sotterranee” che recita la ” Durata della concessione” e riporta: ” La concessione è rinnovabile, su istanza dell’interessato, con apposito provvedimento del dirigente responsabile dell’ufficio del Genio Civile che verificherà la sussistenza delle condizioni che diedero luogo alla concessione”.
Orbene, per l’applicazione di tale disposto normativo, le aziende agricole hanno presentato, nel tempo, istanze di rinnovo ai competenti uffici ( del Genio Civile prima e delle Amministrazioni Provinciali in seguito).
La gran mole di istanze presentate, in uno con il trasferimento delle funzioni alle Amministrazioni Provinciali pone nella condizione, diverse aziende agricole, di non beneficiare di accredito d’imposta per il tramite del carburante ad accisa agevolata, per assenza del relativo provvedimento di rinnovo della concessione ad estrarre acque sotterranee.
Di contro coloro i quali erano al 31.12.2010 in pendenza di riconoscimento di utenza o di richiesta di sanatoria sono nella condizione, pagando la sanzione di  360,00 euro, di beneficiare dell’accredito d’imposta.
Pertanto si propone che, anche per il rinnovo delle concessioni “all’emungimento di acque sotterranee”, le cui istanze siano state presentate sia all’ex Ufficio del Genio Civile sia ai competenti uffici delle Amministrazioni Provinciali competenti per territorio, sino alla data di entrata in vigore della presente legge, e non ancora rilasciate in rinnovo dai medesimi uffici, sia possibile, pagando una sanzione di C. 100,00 alla Regione Puglia, ritenerle rinnovate con validità sino alla data del 31.12.2016.

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