Educare alla legalità, parlando di calcio

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Giovedì, ore 16:31

Educare alla legalità partendo dallo sport più amato e seguito dai ragazzi: il calcio. È un ottimo modo per riflettere sul rispetto delle regole alla base del comune vivere civile. Se a farlo è poi un assistente arbitrale monopolitano di serie A la riflessione è ancora più interessante. Presso l’Aula magna dell’IPSIAM “San Francesco da Paola” – IISS “Luigi Russo” il 18 marzo u.s. si è svolto un incontro con l’avv. Fabrizio Posado, assistente arbitrale CAN A della sezione di Bari, rivolto agli studenti del primo biennio di Manutenzione e Assistenza Tecnica dell’IPSIAM. Grande interesse da parte degli alunni su tutti gli aspetti legati ad una figura così importante all’interno del gioco. Tante le curiosità e gli interventi dei ragazzi guidati nella riflessione dalle parole e dalla testimonianza portata da Posado. Forte il parallelismo tra gioco e vita, per l’impegno necessario a raggiungere uno scopo, per il rispetto dei ruoli all’interno di un sistema, per la necessità di conoscere, prima ancora che applicare, un insieme di regole, senza le quali la vita civile non potrebbe esistere. Era proprio questa la finalità dell’incontro: portare gli alunni a riflettere sullo sport come microcosmo in cui si concretizzano tutte quelle dinamiche della vita reale. Il calcio è spesso sotto i riflettori per episodi di illegalità, sul versante prettamente sportivo, amministrativo, ma anche tra gli spalti dello stadio dove i tifosi dovrebbero vivere l’aspetto più aggregante e socializzante. Come ha sottolineato Fabrizio Posado, nella doppia veste di avvocato e arbitro, è necessario partire dalla cultura della legalità e non limitarsi ad atteggiamenti esclusivamente punitivi. La scuola ha nei suoi obiettivi primari proprio questo: formare cittadini responsabili, consapevoli e attivi, capaci di conoscere e rispettare le regole della convivenza civile. Se può valere la metafora che la vita è la partita più importante che ognuno di noi deve giocare, è ancor più significativo pensare che se in una partita di calcio l’arbitro è colui che assicura la correttezza e il rispetto delle regole, nella nostra vita siamo noi i primi arbitri di noi stessi. La speranza è che non ci siano, o ce ne siano davvero pochi, cartellini gialli o rossi.

Prof.ssa Laura Turi


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