Tumori, i dati sulle diagnosi e le guarigioni in Italia

C_17_notizie_1968_paragrafi_paragrafo_0_immagineLunedì, ore 19:12

Il messaggio da dare è innanzitutto di concretezza e speranza, scientificamente siamo passati dalla sopravvivenza alla guarigione. Lo ha detto il Ministro della salute Beatrice Lorenzin nella Conferenza stampa di presentazione dei risultati dello studio “I tumori in Italia – Rapporto 2014. Prevalenza e guarigione da tumore in Italia” condotto dall’Associazione Italiana Registri Tumori –AIRTUM.
I tumori stanno aumentando e mutando nella loro aggressività – ha spiegato Beatrice Lorenzin –ma il malato è una persona e la malattia è una fase transitoria. Una volta guariti si deve tornare ad una vita normale. Quaranta anni fa il cancro veniva chiamato brutto male, faceva tanta paura che non veniva chiamato col suo nome. Dal tumore oggi si guarisce, una persona su quattro guarisce.
Poi il Ministro ha sottolineato l’importanza di maggior attenzione e risorse per la prevenzione e la diagnosi precoce: la prevenzione deve diventare un “mantra’“. Bisogna spostare l’attenzione per far sì che le persone che si ammalano siano sempre meno. E rispettare gli screening sia per le donne che per gli uomini, che sono più restii. Le istituzioni locali devono fare piani di screening, devono invitare e cercare la persona per fare gli screening.

Alla Conferenza stampa, che si è tenuta il 9 marzo 2015 a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, hanno preso parte: Ranieri Guerra, Direttore Generale DG Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Emanuele Crocetti, Segretario Nazionale AIRTUM, Stefano Guzzinati, Coordinatore Scientifico del Rapporto AIRTUM e Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato-FAVO.

I risultati principali del Rapporto AIRTUM 2014 mostramo che il numero degli italiani con una diagnosi di tumore, recente o passata, continua a crescere: erano 2.600.000 nel 2010 e sono 3 milioni nel 2015. Ma di questi 3milioni, 1 persona su 4 può considerarsi “già guarita” perchè è tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore.
Per i 50 tipi di tumore AIRTUM, la rete che riunisce 45 Registri tumori monitorando oltre il 53% della popolazione italiana, ha calcolato:

  • la distribuzione dei pazienti per sesso, età e area geografica
  • la quota dei pazienti che guariscono
  • il tempo che occorre lasciar passare dopo la diagnosi per potersi considerare guariti

Lo studio è stato coordinato da ricercatori del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, della Regione Veneto e dell’Istituto Superiore di Sanità- Cnesps e ha visto la collaborazione di rappresentanti dei malati e volontatri in campo oncologico e di altre Società scientifiche. Airtum è sostenuta da molti anni, nel suo ruolo di rete epidemiologica dell’oncologia, dal Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie – CCM del Ministero della Salute. Il Rapporto è stato pubblicato dalla rivista Epidemiologia & Prevenzione, organo ufficiale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia ed è scaricabile dal sito AIRTUM

Quante persone si ammalano di tumore? Quante guariscono? Dopo quanto tempo si guarisce?
Ecco le risposte per i 9 tumori più importanti

Tumore della mammella
Nel 2010 erano 581.373 le donne, il 2% di tutte le italiane, che hanno avuto una diagnosi di tumore della mammella, sono circa 700 mila nel 2015. Oltre il 50% di esse non morirà a causa della malattia, ma occorreranno quasi 20 anni affinché le pazienti raggiungano un’attesa di vita simile alle non ammalate. Una lunga attesa che fa sì che le donne già guarite siano il 16%.

Tumori del colon retto
Nel 2010 erano 353.965 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore del colon retto, sono circa 430 mila nel 2015. Oltre il 50% di essi non morirà a causa della malattia, il 40% se la malattia si è manifestata oltre i 60 anni di età. Occorreranno meno di 10 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Sono già guariti, il 30% dei pazienti maschi e il 44% delle femmine.

Tumore della prostata
Nel 2010 erano 295.624 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore della prostata, sono circa 400 mila nel 2015. Oltre il 40% di essi non morirà a causa della malattia anche se non è possibile definire una quota di già guariti in quanto i pazienti manterranno un eccesso di rischio di morte fino oltre 20-25 anni dalla malattia.

Tumori della vescica
Nel 2010 erano 233.853 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore della vescica (80% maschi), sono circa 250 mila nel 2015. Un terzo (32%) di essi non morirà a causa della malattia, oltre la metà se la malattia si è manifestata prima dei 60 anni di età. Occorreranno oltre 20 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati e, di conseguenza sono molto pochi (2%) quelli che possono essere considerati già guariti.

Tumori della tiroide
Nel 2010 erano 116.485 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore della tiroide (78% femmine), un numero che si prevede in forte aumento nel 2015 a 160 mila persone. Circa tre quarti (74%) dei pazienti non morirà a causa della malattia, oltre il 90% se la diagnosi avviene prima dei 60 anni di età. Occorreranno meno di 5 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Sono già guariti tre quarti dei pazienti (l’81% delle femmine).

Tumori di testa e collo
Nel 2010 erano 111.520 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di tumore di testa e collo (77% maschi), un numero che si prevede rimanere costante anche nel 2015 pur se con un aumento della quota di donne. Il 33% di essi non morirà a causa della malattia. Occorreranno da 15 a 20 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Sono già guariti un quarto dei pazienti (23% dei maschi e il 26% delle femmine).

Linfomi non-Hodgkin
Nel 2010 erano 106.168 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di linfoma non-Hodgkin (28 mila nelle forme croniche a piccoli linfociti, 26 mila a grandi cellule B e 20 mila linfomi follicolari), sono circa 130 mila nel 2015. Il 24% di essi non morirà a causa della malattia. Per l’insieme dei linfomi non-Hodgkin non si raggiunge un’attesa di vita simile ai non ammalati prima dei 20 anni dalla diagnosi anche se le differenze di prognosi a lungo termine tra sottotipi sono molto rilevanti.

Tumori dell’endometrio
Nel 2010 erano 102.088 le donne italiane che hanno avuto una diagnosi di tumore dell’endometrio, sono 110 mila nel 2015. Oltre i tre quarti (78%) di esse non morirà a causa della malattia. Occorreranno una decina d’anni affinché le pazienti raggiungano un’attesa di vita simile alle non ammalate. Sono già guarite oltre la metà delle pazienti (53%).

Melanomi cutanei
Nel 2010 erano 100.910 gli italiani che hanno avuto una diagnosi di melanoma cutaneo, sono circa 130 mila nel 2015. Il 67% di essi non morirà a causa della malattia. Occorreranno circa 10 anni affinché i pazienti raggiungano un’attesa di vita simile ai non ammalati. Sono già guariti il 44% dei pazienti (36% dei maschi e il 51% delle femmine).

Tutti i tumori (dato complessivo)
Nel 2010 erano 2.587.347 gli italiani (4,4%dell’intera popolazione) che in passato hanno avuto una diagnosi di tumore, sono circa 3 milioni nel 2015. Le persone con una diagnosi di tumore da oltre 5 anni (lungosopravviventi) erano il 60% del totale dei pazienti, pari a oltre un milione e mezzo di persone, il 2,7% della popolazione italiana. I pazienti con un’attesa di vita simile a quella delle persone non affette da tumore, che definiamo già guariti, erano 704.648, pari al 27% di tutti i pazienti e all’1,2% degli italiani.


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