Monopoli vs Andria: trasferta vietata ai biancazzurri. Insorgono le due società

Giovedì, ore 09:29

“Forse il ricorso al divieto è una medicina peggiore del male che si vuole curare”.

Così, le società della Fidelis Andria e dell’SS Monopoli 1966 commentano la decisione assunta dalla Prefettura di Bari con l’ordinanza che vieta la vendita dei biglietti del match in programma per domenica prossima allo Stadio Comunale “Vito Simone Veneziani” tra i biancazzurri e la squadra biancoverde ai residenti della provincia BAT (Barletta, Andria e Trani).

“Un atto disarmante, oltre che disonorevole nei confronti della società e della sua storia, così come del suo pubblico” comunica la società biancoazzurra, tirando in ballo il fatto che “proprio in occasione della partita di andata, disputatasi ad Andria il 12 ottobre 2014 e selezionata dall’Osservatorio Nazionale per le manifestazioni sportive come partita “campione”, circa trecento tifosi monopolitani hanno potuto tranquillamente assistere al match dal proprio settore e, né prima, né durante e né dopo l’incontro vi è stato il minimo screzio con la tifoseria andriese”.

“È indispensabile a questo punto – prosegue la Fidelis Andria – un nuovo confronto con la Lega e le altre società per arginare una deriva preoccupante che mina alla base la crescita del movimento. Questo trattamento riservato ai tifosi andriesi e monopolitani, dunque, non solo è ingiusto, ma anche poco rispettoso verso due società e due cittadine che hanno dato lustro negli anni al calcio pugliese”.

Ergo, “molto più proficuo (ed educativo) sarebbe, invece, individuare in collaborazione con le due società, le giuste soluzioni organizzative per consentire ad entrambe le tifoserie di assistere all’atteso derby e di fortificare la propria cultura sportiva come avvenuto in occasione del precedente incontro, disputatosi ad Andria”.

Una proposta su cui è concorde anche la società del Monopoli, ritenendo che “solo, con una costante opera di moralizzazione e di educazione, isolando quelle frange (poche unità) che nulla hanno a ché vedere con lo sport e la vita civile, si possa far trionfare la giustizia e la convivenza civile, che le Forze dell’Ordine e Istituzionali devono assicurare e garantire”.

D’altronde, l’ospitalità e la sportività sono i due punti cardine su cui la S.S. Monopoli 1966 ne ha fatto il suo elemento qualificante, sin dalla sua nascita, “ma a nulla valgono le intenzioni – spiega la società biancoverde – se poi non sono appoggiate da chi è preposto all’Ordine Pubblico per isolare e colpire i violenti che si infiltrano non solo nel calcio, ma in tutta la vita civile”.


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