Rifiuti: incombe la minaccia dell’ecotassa

Mercoledì, ore 21:59

Comes: «a maggio, scade il contratto di affidamento provvisorio del servizio»

«Se non arriva una svolta, l’anno prossimo non riusciremo a non pagare ecotassa». Viva è la preoccupazione del locale Circolo del Partito Democratico di Monopoli che, nella persona del Consigliere Comunale PD Paolo Comes, ha affrontato la scottante tematica dei rifiuti nel corso della conferenza stampa, tenutasi questa sera presso la sede di via Castelfidardo, 37.

 

«Il nostro problema – spiega Comes, che ritorna su alcuni dei chiarimenti, chiesti all’attuale Amministrazione Comunale attraverso un’interrogazione – è che ci troviamo in una situazione fallimentare per le basse percentuali di raccolta differenziata, che non superano l’11-13 % e per un affidamento provvisorio, ma “stabile” del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che scade a maggio; ciò determina il fatto che il servizio vada verificato».

«Non affermiamo – precisa il Consigliere Comunale – che il servizio non sia espletato correttamente, ma che il contratto di prossimità stesso sia inefficace ed applicato con mezzi inadeguati. Nel calcolo giusto erano previsto ben 970 cassonetti con una riserva del 10% in cantiere, mentre ora ne abbiamo meno di 500 a disposizione. Si tratta di un contratto di impiego – commenta – per camuffare il fallimento del precedente contratto».

Il PD auspica che alla scadenza del contratto si possa fare una gara breve “legittima e trasparante”, oltre che accelerare sull`appalto definitivo ed aprire dibattito con la città ed in Consiglio Comunale per avere la possibilità di «confrontarci serenamente per fare le nostre proposte. Non siamo disposti a fare una guerra di logoramento, ma che ci confronti sul futuro – ha sottolineato Comes – vorremmo un sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che assicurasse la massima percentuale di differenziata, tenendo conto delle caratteristiche del territorio, cercando di eliminare gli spot elettorali – ha aggiunto prendendo ad esempio il servizio delle casette dell’acqua – così come le fontanelle che non coprono i bisogni della città, smettiamola con le isole ecologiche da 100 mila euro, che sono lo spot elettorale di un consigliere (Antonio Rotondo, n.d.r.)»

 


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