Angelo Barnaba
Angelo Barnaba

Giovedì, ore 00:05

Intervista esclusiva all’avvocato

Nell’intervista dal titolo “Elezioni Regionali: il perché della “disponibilità” della Napoletano”, rivolta al Consigliere Comunale del Comune di Monopoli Marilù Napoletano indicata dal locale Circolo del Partito Democratico quale migliore scelta come candidata – in una delle liste del candidato Presidente Michele Emiliano – al Consiglio Regionale alle imminenti Elezioni Regionali, immancabile è stato un riferimento all’avvocato Angelo Barnaba, cui abbiamo chiesto di esporre in esclusiva per la nostra redazione di “The Monopoli Times” la propria “versione” dei fatti.

Il monopolitano, infatti, nelle scorse settimane ricopriva il ruolo di papabile candidato per lo stesso PD, che pare avesse inteso avviare una consultazione interna.

«Trovo che la vicenda della proposta di mia candidatura nella lista del PD alle prossime elezioni regionali sia stata per molti aspetti paradossale – commenta l’avvocato Barnaba – Ero stato chiamato dal Segretario del circolo di Monopoli per incarnare la volontà di aprire un nuovo corso, caratterizzato a livello locale da una maggiore apertura nei confronti di persone che non erano mai state organiche al partito. Prima di accettare, avevo voluto parlare con i consiglieri comunali del PD e con alcune persone di riferimento, poiché non intendevo scombinare i piani di nessuno. Anche la dott.ssa Napoletano, che ho incontrato presso il suo studio, mi aveva comunicato la propria indisponibilità a candidarsi, per motivi del tutto rispettabili, tanto sul piano politico quanto su quello personale. Diverse settimane dopo, Marilù ci ha ripensato: la circostanza è legittima, perché cambiare idea ci sta, ma ha creato indubbiamente disagio. A me, perché nel frattempo avevo dato la disponibilità ed il mio nome circolava già in città e nel circuito mediatico. Al partito, perché la linea politica che era stata tracciata e prescelta quasi all’unanimità già nel Direttivo del 22 novembre, non corrispondeva in nessun modo all’eventuale candidatura della Napoletano. Il nodo della vicenda però non verte su un conflitto personale tra me e lei, che è del tutto inesistente. Marilù ha le sue legittime ambizioni, conosce la politica, essendo figlia e sorella d’arte, è persona che si impegna da anni nel partito e, a mio modesto avviso, l’unico suo torto è quello di essere circondata da strateghi di dubbia affidabilità. Le auguro di cuore le fortune che saprà meritare, perché ha preso in carico una grande responsabilità. Il tema che rileva per me è quindi certamente un altro. L’idea che nel circolo di Monopoli del Partito Democratico un gruppo di persone che era solidissima maggioranza – e comprendeva anche il Segretario – abbia potuto in breve tempo abiurare il proprio progetto politico, che sembrava guardare lontano e mirava ad allargare partecipazione e consenso, è inaccettabile. Non vi sarà mai controprova, quindi per onestà intellettuale credo sia inutile ragionare adesso su quale candidatura avrebbe avuto più chance. Il fatto eclatante, dal mio punto di vista, è che il PD di Monopoli non abbia saputo (o voluto…) rivendicare il proprio diritto di scegliere da chi essere rappresentato in questa importantissima prossima competizione elettorale. Che – in altre parole – proprio all’interno del circolo sia stato negato il principio della democrazia interna. Posso comprendere che in un partito strutturato come il PD esistano delle gerarchie e si debbano rispettare gli organi di partito, ma temo che, continuando a privilegiare logiche di questo tipo, vi sarà sempre un “altrove” dove si decideranno i destini della nostra città.

Nei mesi in cui ho avuto l’opportunità di conoscere dall’interno il circolo PD di Monopoli, ho incontrato molte persone di grande valore, che mi hanno tributato un affetto ed una stima che non mi aspettavo. Il mio rammarico è soprattutto nei loro confronti: spero possano emanciparsi al più presto da quella parte del partito che continua ostinatamente a far prevalere i vacui tatticismi e le ambizioni personali sull’attenzione ai problemi reali della città e della gente. Non mi sembra che questa strada abbia portato finora a grandi successi elettorali: ti vota chi condivide con te emozioni e passione, finanche interessi, ma se si continua a restare troppo freddi e cerebrali, distanti dalle persone e dalle loro vite, alcune corde non si toccano mai… Il fatto è che forse a qualcuno nel PD locale non interessa crescere e non dispiace troppo l’idea di restare minoranza: il futuro dirà se e quanto questa mia impressione sia errata».


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