Mercoledì, ore 00:33

L’intenzione sarebbe di fondere due PUE

La fusione di due Piani Urbanistici Esecutivi sarebbe la soluzione più consona per riuscire a tirare fuori dal degrado più assoluto la struttura in disuso del Palazzetto dello Sport di via Procaccia.

All’indomani della risoluzione del contenzioso che ha permesso di fruire dell’utilità dell’immobile comunale, sentendo forte la responsabilità di decidere sul futuro dell’area, l’attuale Amministrazione Comunale starebbe valutando e ragionando sul “compromesso” migliore per la città di Monopoli: «Speriamo di fare una proposta che lasci una traccia, in quanto nel governo della città la programmazione delle cose è necessaria; insomma – ha asserito il Sindaco Emilio Romani, approfittando della conferenza stampa tenutasi ieri mattina nella sala riunioni a Palazzo di Città per la presentazione del progetto di due opere pubbliche – nonostante  è chiaro che i tempi non li potremo governare noi, dobbiamo elaborare un progetto affinchè, in virtù di una continuazione amministrativa, la futura Amministrazione Comunale possa prendere il testimone per portare avanti le cose se le si condivide».

«In via Procaccia ci sono tre opere – ha spiegato – due calde e mi riferisco ai campi alternativi ed alla piscina, nel senso che si tratta di opere su cui si può decidere di metterle in concessione/gestione perché hanno una loro redditività, mentre esiste un’opera ovviamente fredda, quasi morta, che è il palazzetto costruito, bello esteticamente, ma incompleto. Abbiamo fatto fare uno studio di fattibilità – ha proseguito entrando nel merito – che ci ha permesso di sapere che sono necessari diversi milioni di euro per pensare di completare quella struttura. Perciò ci stiamo ragionando. Siccome abbiamo alcuni piani urbanistici esecutivi in corso che dovrebbero dar luogo ad alcune opere pubbliche, stiamo valutando con gli uffici – anche se è prematuro presentarlo – se mettere insieme un paio di piani urbanistici esecutivi dalle cui opere pubbliche creare due lotti funzionali e pensare di poter recuperare quel palazzetto, anche se l’Amministrazione non decide i tempi. Con i privati è diverso – asserisce il Primo Cittadino – l’opera pubblica parte nella misura in cui il privato decide di fare il suo intervento edilizio e le norme gli danno anni per decidere quando cominciare».


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