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Mercoledì, ore 23:22

Immancabile un riferimento all’avvocato Angelo Barnaba

All’indomani della scelta del locale Circolo del Partito Democratico di convergere sulla figura della Consigliera Comunale Marilù Napoletano come candidata al Consiglio Regionale in una delle liste a sostegno della candidatura del candidato Presidente Michele Emiliano per le imminenti Elezioni Regionali 2015, la nostra redazione di “The Monopoli Times” ha inteso rivolgere una breve, ma “intensa” intervista alla moderata.

Cosa ti ha spinto a decidere di candidarti al Consiglio Regionale?
«È giusto parlare ancora oggi di una mia “disponibilità”alla candidatura – spiega la Napoletano – visto che le liste a supporto del candidato presidente Michele Emiliano non sono ancora definite ma credo verranno rese note a breve. Ho riflettuto abbastanza prima di fornire questa disponibilità anche perché sinceramente ritenevo che il mio partito potesse puntare oltre che su di me, su altre personalità capaci di ricoprire questo ruolo. Nel corso di questi mesi ho compreso che mi sarebbe piaciuto mettere la mia esperienza, la mia voglia di fare, il mio entusiasmo e le mie idee a disposizione di uno scenario più ampio e che sarebbe stato davvero bello se questa scelta potesse ricadere positivamente sulla nostra città. Ho seguito con entusiasmo e partecipazione le primarie del PD per la scelta del candidato presidente e in questo cammino al fianco di Michele Emiliano ho maturato la voglia di partecipare attivamente alla costruzione di una nuova Puglia, più moderna, più attenta ai bisogni dei pugliesi, con l’idea ambiziosa ma secondo me perseguibile, di far decollare una regione dalle potenzialità incredibili».

Cosa ti avrebbe favorita all’interno del Partito Democratico rispetto ad Angelo Barnaba?
«Ci tengo a precisare che Angelo Barnaba non è stato escluso da qualcuno in base a caratteristiche più o meno diverse dalle mie, non credo sia giusto ridurre la questione in questi termini. Io ho fornito una disponibilità maturata consapevolmente e rispondendo alle sollecitazioni che in merito mi sono venute anche dal segretario del mio partito, vero è che Angelo aveva già fornito la sua disponibilità a candidarsi, ma questo ho sempre pensato e detto non rappresentava un problema, primo perché non vi era un termine ufficiale di scadenza di presentazione delle candidature, secondo perché è noto che le proposte di candidature vengono vagliate dai livelli provinciali del partito che decidono in base alle varie situazioni territoriali e ad altri criteri quali di queste proposte inserire definitivamente in lista. Alla luce di ciò avere due personalità da spendere come probabili candidati credevo non fosse un limite per il mio partito, in fondo si trattava di personalità diverse per caratteristiche attinenti all’esperienza politica, alla storia professionale, oltre che alla più evidente ma non secondaria, differenza di genere.
Per queste differenze e non solo, le due proposte di candidatura hanno, non lo nascondo, aperto un confronto acceso all’interno del nostro partito per comprendere che percorso seguire al fine di individuare un candidato locale per il consiglio regionale. Un confronto lecito e costruttivo secondo il mio punto di vista, partendo dall’assunto di base che chiunque dei due fosse stato il candidato avrebbe sostenuto l’atro. In questo percorso complesso ma anche fisiologico si è discusso, ci si è confrontati ed anche aspramente criticati, ad un certo punto Angelo ha però deciso di ritirare la sua disponibilità a candidarsi, riferendo le sue motivazioni personali ed umane, oltre che politiche, che io ho rispettato e continuo a rispettare
».

Cosa rappresenta la tua candidatura per la città di Monopoli?
«Credo che avere una rappresentanza locale in consiglio regionale sia importantissimo per la nostra città che per troppo tempo ha subito questa carenza. Non bisogna però commettere l’errore di pensare banalmente che ogni consigliere dovrebbe “portare acqua al proprio mulino” in una visione antica ed antiquata della politica, bisognerebbe invece fare uno sforzo in più per immaginare Monopoli all’interno di un’area più vasta ed in collegamento con altri paesi. Ed è così che mi piace immaginare la nostra città, “motrice” di un territorio più vasto del quale potrebbe essere il riferimento. Ma per fare ciò bisogna che ci sia qualcuno che sia “megafono” di istanze e progetti, che colga i bisogni emergenti della nostra realtà e insieme ad altre realtà vicine collabori per creare una risposta a tali bisogni oltre che un’alternativa valida di sviluppo».

Infine, quali sono i tuoi propositi?

«La voglia di migliorare le cose che sarà banale ma pur sempre indispensabile, soprattutto in un periodo nel quale la demagogia e il populismo imperanti che tacciano tutti i politici come corrotti e fannulloni rischiano di lasciare ancora più spazi agli affaristi della cattiva politica, e poi la voglia di fare qualcosa di concreto ed incisivo per la mia città. Penso alla questione del nuovo ospedale che sta per sorgere, alla questione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, al piano delle coste, ad una gestione del territorio che non favorisca solo la speculazione edilizia e penso poi alle provenienti dai cittadini di Monopoli e della provincia che possano migliorare la qualità della vita. A riguardo ritengo che bene abbia fatto Emiliano a pensare di costruire il suo programma “dal basso” istituendo forum tematici attraverso i quali raccogliere idee e spunti su vari temi (sanità, ambiente, infrastrutture, turismo, imprese e lavoro)».


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