Misteriosa morte del monopolitano Giampiero Maggio. Concesso il nullaosta al seppellimento

Domenica, ore 12:00

 

La salma è vegliata all’interno della Chiesa di San Vincenzo sino a domani, 29 dicembre 2014, quando sarà trasportata presso la Parrocchia della SS. Trinità in San Francesco da Paola dove saranno celebrate le esequie alle ore 15:30

È arrivato soltanto qualche ora fa, da parte del Pubblico Ministero, il nullaosta al seppellimento della salma (ora vegliata all’interno della Chiesa di San Vincenzo sino a domani, 29 dicembre 2014, quando sarà trasportata presso la Parrocchia della SS. Trinità in San Francesco da Paola dove saranno celebrate le esequie alle ore 15:30) – posta “a disposizione dell’autorità giudiziaria” – del 28enne monopolitano Giampiero Maggio, ritrovato esanime verso le 5:30 del mattino del 25 dicembre scorso, all’interno del bagno al piano di sopra dell’abitazione di Viale Aldo Moro, a sud della città, dai due fratelli minori – tornavano da una nottata trascorsa a Fasano per festeggiare il Santo Natale – con cui conviveva e che hanno dato l’allarme, provocando l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Monopoli.

L’ennesimo dramma che colpisce l’intera comunità monopolitana che, negli innumerevoli messaggi di cordoglio rivolti anche tramite il social network di Facebook ai familiari ed agli attestati di amicizia nei confronti del defunto che lascia l’amore della sua vita, il sangue del suo stesso sangue, l’amata figlia, si stringe al dolore della famiglia, già recentemente sconvolta da un altro lutto: la tragica morte di Addolorata Palmisani, rammentata proprio qualche giorno fa, il 15 dicembre scorso, con la messa in onda su RaiTre del servizio realizzato tempo addietro dalla nota trasmissione di “Amore Criminale”.

Così come si ricostruisce attraverso le parole dei cari, tra cui è presente l’amato figlio Giampiero Maggio, nel garage della casa in cui egli stesso è venuto improvvisamente a mancare per cause e circostanze ancora da chiarire da parte degli inquirenti, il 4 settembre 2011 avvenne il macabro uxoricidio della monopolitana Ada – come tutti amavano chiamarla – ad opera dell’ex marito Domenico Maggio, reo confesso, cui è stata comminata una pena di quindici anni e quattordici mesi di reclusione per essersi scagliato sulla donna con un’ascia, recidendole la vena giugulare.

Soltanto con l’autopsia eseguita presso la Medicina Legale di Bari, venerdì mattina, dal prof. Vinci ed il prof. Galliano Gambena sul cadavere del Maggio, tuttavia, si potranno stabilire con certezza l’ora esatta della morte e le cause che l’hanno comportata.

Di grande aiuto saranno altresì gli esiti dell’esame tossicologico (si preventivano una sessantina di giorni) per scoprire se il 28enne sia realmente deceduto per un’overdose, come si ipotizza: come vi abbiamo già anticipato, nonostante sul luogo del ritrovamento, come vi abbiamo raccontato attraverso l’articolo “Ultim’ora/FLASH: giallo sulla morte di un monopolitano”, sia stata ritrovata una siringa di sostanza stupefacente (in fase di determinazione per comprovare di quale si tratti) riversa sul pavimento – elemento che fa presupporre che fosse stata assunta – e tra le mani, invece, ne sia stata rinvenuta un’altra (verosimilmente ancora da iniettare), tuttavia, il decesso potrebbe non essere stato causato dall’assunzione di un’eccessiva dose, ma bensì da un cocktail letale.

Pare infatti che il giovane monopolitano, in cura presso il SERT di Monopoli, assumesse perciò antipsicotici e metadone, che mischiati alla “normale” dose iniettata, ne avrebbero potuto causare una morte per overdose.


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