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Domenica, ore 14:15

 

“Non parole, ma fatti: viva l’Italia, viva l’esercito, viva la Folgore”. Sono parole che lasciano riflettere, quelle pronunciate, nel tardo pomeriggio di ieri, all`interno del Castello Carlo V di Monopoli nel corso del convegno “L’Italia in Africa. L’inizio e la fine di un Impero. 1936-1943”, organizzato dall`Associazione Societa` Libera “Vito Intini” in collaborazione con il Polo Liceale “Galileo Galilei” di Monopoli e l`agente di Polizia Locale Pietro Pipoli, dal paracadutista 91enne Santo Pelliccia, reduce dalla battaglia di El Alamein che rappresenta uno degli avvenimenti piu` importanti del periodo.

“Si riesce meglio a guardare il futuro attraverso la conoscenza del passato, quando quest`ultimo ci lascia degli insegnamenti” sostiene il Sindaco Emilio Romani, che per l`occasione ha consegnato una pergamena al signor Pelliccia a testimonianza della giornata e all`agente Pipoli per “la dedizione e l`abnegazione per queste iniziative estemporanee, ma utili per tutti”.

“Non è facile partecipare a simili manifestazioni  – ha commentato il paracadutista 91enne – Mi state dando più di quanto avrei mai immaginato nella mia vita. Ai circa duemila ragazzi della folgore rimasti in quelle sabbie, è a loro che dedico queste manifestazioni. Sono soltanto un umile rappresentante di quei ragazzi; faccio del mio meglio per diffondere questa parte della storia. Una battaglia che cambiò il flusso della storia: far conoscere che gli italiani dimostrarono che pur essendo inferiori nel numero furono il piu` grande esercito del mondo mai messo in campo in Africa”.

Ne viene fuori il racconto di una “guerra praticamente sconosciuta, poco apprezzata, perche` scomoda – sostiene – il Presidente Associazione 1943 Michele Palma, presente per la presentazione del Museo “Il Secondo Risorgimento d’Italia” – raccontata nella formula di un romanzo storico ambientato nel 1935-36, durante il famoso tentativo mussoliniano di procurare all`Italia la conquista di un impero, che dimostra quanto quello italiano sia un popolo atipico che gioisce per le sconfitte belliche; difatti, nessuno ricorda della vittoria nella guerra di Etiopia”.

Percio`, “affidare alle nuove generazioni il ricordo di come sono stati i propri avi” e` l`auspicio che Vito Zita ha lanciato, relazionando sull`utilizzo degli Ascari nel Regio Esercito Italiano, mentre Antonio Bini ha relazionato sull’utilizzo dei gas in Africa Orientale, Pipoli dell’avanzata italiana in Africa Settentrionale nel settembre 1940, il prof. Giuseppe Pardini sulle tre battaglie di El Alamein, Daniele Moretto su cosa rimane oggi dell’archeologia militare di quel periodo ed, infine, Massimo Malandrino si e` soffermato sul ritrovamento del P40 del Sgt. Dennis Copping, un aereo inglese su cui sono state fatte volutamente ombre.

Il convegno si e` concluso con l’inaugurazione della mostra delle uniforme storiche, utilizzate dalle forze armate italiane in Africa durante la seconda guerra mondiale.


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