L`ex parlamentare Pierfelice Zazzera torna alla carica

Pierfelice Zazzera - Foto Facebook
Pierfelice Zazzera – Foto Facebook

Venerdi`, ore 00:04

L`intervista esclusiva a tutto tondo rilasciata alla nostra redazione

Dalla scorsa legislatura in cui ha ricoperto l`incarico di deputato e di Vice-presidente della VII Commissione (Cultura, Scienza ed istruzione) sino al 14 marzo 2013, l`ex parlamentare Pierfelice Zazzera pare fosse uscito dalla scena politica locale e nazionale.

Per tale motivazione, la nostra redazione di “The Monopoli Times” gli ha sottoposto una breve intervista esclusiva per fare il punto della situazione.

Dott. Zazzera, da quando non è più parlamentare, ha lasciato la politica o è vicino ad una particolare parte politica?

Da quando non sono più parlamentare mi sono dedicato a tempo pieno alla mia professione di medico. Diciamo che sono stati due anni in cui mi sono disintossicato, ritemprato e rigenerato. Ma la politica non la puoi lasciare mai. La politica la fai anche fuori dal Parlamento ogni giorno quando vedi delle ingiustizie, nel tuo lavoro, in coda davanti a un ufficio pubblico. Sono stati due anni in cui volutamente sono rimasto lontano da ogni impegno diretto in politica, tuttavia sono un cittadino elettore e il mio impegno l’ho espresso alle elezioni europee votando il Movimento 5 Stelle. Questo Movimento rappresenta ancora oggi l’unica forza politica capace di interpretare la voglia di cambiamento mia personale e di una parte consistente del paese. Diciamo che senza i 5 stelle il rischio di una reazione violenta ed extraparlamentare sarebbe stato forte e reale, loro invece sono stati capaci di incanalare nelle istituzioni la rabbia dei cittadini. Adesso devono trasformarla in una proposta di governo rompendo l’isolamento, in cui il sistema vuole rinchiuderli”.

Come commenta la situazione politica nazionale e come crede sia recepita dalla cittadinanza italiana?

“La situazione italiana si commenta da sola, i dati sono impietosi nonostante Renzi: 13% di disoccupazione, 43% quella giovanile, il paese che non riparte con il PIL ancora negativo e un debito pubblico che ormai è oltre i 2.200miliardi di euro. E’ una crisi terribile che sta facendo arretrare il paese di decenni, un paese triste e arrabbiato. E poi scopri che mentre il paese soffre e la povertà aumenta a Roma c’è il saccheggio delle risorse pubbliche, tangenti a gogo e un presidente di Cooperativa che guadagna 25.000 euro al mese 25 volte più di quanto guadagna un suo socio lavoratore. Sono contraddizioni terribili e drammatiche. Ci hanno detto che avrebbero tagliato sprechi e privilegi, e invece ti accorgi che il Senato si trasformerà in una camera alta della casta con senatori “nominati” da professionisti della politica. Le province dovevano scomparire e invece sono più vive che mai; si sono eletti votandosi tra di loro. Queste sono le riforme di Renzi. E’ un paese stremato ormai da una classe politica che non vuole fare sacrifici e non vuole rinunciare ai privilegi. E questo è un insulto ai cittadini che soffrono la crisi, perdono il lavoro, non possono mangiare. Renzi per il momento dimostra di essere tutto fumo e niente arrosto. Direbbero a Monopoli “troppe chiacchiere””.

Per quanto riguarda la città di Monopoli, invece, come giudica l’operato dell’attuale Amministrazione Comunale e su cosa crede debba concentrare la propria attenzione?

“Il secondo mandato di un sindaco è sempre il più difficile ed è tale anche per il sindaco di Monopoli. Credo però si sia esaurita quella spinta innovativa, che pure c’era nella fase iniziale. Adesso è solo un tirare a campare, o sarebbe meglio dire un si salvi chi può. Questa città non ha ancora una idea di sviluppo. Chiunque amministra non ha che da percorrere una strada, e solo una, su cui concentrare ogni sforzo e ogni risorsa. Bisogna investire tempo e denaro sul turismo, unica vocazione vera della nostra Città, l’unico vero petrolio. E’ finito il tempo dei capannoni industriali ed è finito il tempo anche per mattoni e cemento. Capisco che in molti casi queste scelte hanno portato consenso, ma non è detto che sia stata fatta la scelta migliore per la città e per i cittadini. Bisogna valorizzare i nostri prodotti e le bellezze che abbiamo per difenderle con i denti dalle aggressioni delle multinazionali petrolifere. Ma anche le colate di cemento volute da questa amministrazione, soffocando ogni possibilità di sviluppo, rappresentano un’aggressione al territorio. Anche radere al suolo l’ex Cementeria senza immaginarne un possibile recupero all’interno di una nuova idea di sviluppo rappresenta un’aggressione a questa città e ai suoi cittadini. Servirebbe un forte movimento delle coscienze, che ancora però non vedo”.


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