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Mercoledì, ore 10:31

Appuntamento al 20 Dicembre 2014, con inizio h. 19:00, presso Villa Carenza – C.da Due Torri n. 184

Quest’anno ricorre il 150° anniversario dalla fondazione della Croce Rossa Italiana e Internazionale. Il 15 Giugno 1864, infatti, veniva fondato il Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra, ad opera del Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana, successivamente denominato Croce Rossa Italiana. A soli due mesi di distanza, il 22 agosto 1864 seguì la Convenzione di Ginevra, sottoscritta anche dall’Italia, che diede origine alla Croce Rossa Internazionale. Nel 1876 anche la Turchia aderì alla Convenzione come primo Stato musulmano a farvi parte, istituendo la Mezza Luna Rossa e dando vita all’ente umanitario così come lo conosciamo.

Per commemorare l’evento, il Comitato Locale della Croce Rossa di Monopoli organizza per il 20 Dicembre 2014, con inizio h. 19:00, presso Villa Carenza – C.da Due Torri n. 184, un evento unico patrocinato dalla Città di Monopoli.

I biglietti per partecipare alla serata sono in prevendita al costo di €. 15,00, il cui intero ricavato sarà interamente destinato all’acquisto di un’autovettura per il trasporto degli infermi, in particolar modo dei malati dializzati e oncologici. Partecipare e contribuire alla raccolta fondi è importante, in quanto tutta l’attività svolta dai volontari del comitato locale della Croce Rossa viene svolta in favore della popolazione presente sul nostro territorio, con dedizione, forte spirito del dovere e di solidarietà.

La manifestazione, che si svolgerà in diverse fasi, prevede la narrazione della storia della C.R.I., la proiezione di filmati esplicativi dell’attività svolta dai volontari, una cena e, in chiusura, uno spettacolo di musica dal vivo suonata dall’Olympia Simone Quartet. Nel corso dell’intera serata vi sarà inoltre la degustazione di vini locali e di dolci, nonché l’estrazione di premi che verranno assegnati a coloro che avranno acquistato i biglietti della lotteria, in distribuzione durante la manifestazione.

Chiunque sia interessato ad aderire all’iniziativa può contattare i seguenti recapiti telefonici: 3930740583, 3293330697, 3477073359.

Qualche notizia in più…

 Pochi sanno che l’ente umanitario ebbe in Italia il suo primo precursore in Ferdinando Palasciano. Chirurgo e medico militare dell’esercito borbonico e poi deputato, nacque a Capua il 13 Giugno 1815 da Pietro Palasciano, segretario comunale monopolitano (trasferitosi successivamente nella città campana) e Raffaella Di Cecio, capuana, e morì a Napoli il 28 novembre 1891.

Nel corso dei moti antiborbonici e dell’assedio di Messina del 1848, Ferdinando Palasciano curò indistintamente tutte le vittime degli scontri, sia che fossero sodati borbonici, rivoltosi o civili, andando consapevolmente contro l’ordine proveniente dal Comandante Generale in capo di non dare né campo né ricovero ai feriti del nemico, pena la fucilazione dei disobbedienti. Fu, quindi, accusato di alto tradimento e portato dinnanzi al Tribunale di Guerra “ ….. perché si fece spontaneo custode della vita dei feriti delle fila nemiche …..”, dove si difese affermando che “…..la mia missione di medico è troppo più sacra del dovere del soldato …..” e che “…..la vita dei feriti di guerra fosse sacra e che essi dovessero essere considerati neutrali…..”. La condanna a morte non fu mai eseguita, in quanto il re Ferdinando II, secondo alcuni rimasto impressionato dal comportamento avuto dal chirurgo nei confronti dei rivoltosi o per meri motivi politici secondo altri, lo risparmiò commutando la pena in un anno di reclusione.

Dopo la liberazione del regno delle Due Sicilie e la caduta dei borboni, Palasciano espresse liberamente le proprie idee davanti al Congresso internazionale dell’Accademia Pontaniana di Napoli, il 21 aprile 1861. In quella sede affermò: “Bisognerebbe che tutte le potenze belligeranti, nella Dichiarazione di Guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell’aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra”. Questo discorso ebbe una vasta eco in tutta l’Europa, tanto che tre anni più tardi costituì la base della Convenzione di Ginevra. Con esso Palasciano aveva proclamato per la prima volta, uno e forse il più importante dei principi fondamentali della Croce Rossa.

Parallelamente agli accadimenti sopra narrati Henry Dunant (Ginevra, 8 Maggio 1828 – Heiden, 30 Ottobre 1910), imprenditore e filantropo svizzero, dal canto suo rimase profondamente colpito dal gran numero di morti e feriti provocati dalla battaglia di Solferino e San Martino del 24 Giugno 1859, ritenuta da molti l’evento bellico più cruento di tutto l’Ottocento, tanto da superare la battaglia di Waterloo in termini di vittime. Per dare adeguato soccorso, Dunant organizzò assieme a don Lorenzo Barziza (Castiglione delle Stiviere, 16 Luglio 1829 – 28 Agosto 1907) un ospedale da campo che potesse offrire ricovero e prime cure ai feriti, fino a quel momento considerati nemici sul campo di battaglia. In quell’ospedale, per la prima volta, vi potevano accedere feriti provenienti da ambo gli schieramenti, a prescindere dalla nazionalità. Qualche anno dopo, nel 1862, Dunant pubblicò l’opera“Un souvenir de Solferino”, in cui l’autore esponeva la cruda cronaca di quegli avvenimenti, dando l’avvio ad una serie di eventi il cui esito finale sarebbe stato rappresentato proprio dalla nascita della Croce Rossa internazionale.

Da quegli uomini, fatti e riflessioni sono nati i sette principi fondamentali su cui l’organizzazione umanitaria fonda, ancora oggi, tutta la sua attività: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità.


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