Shakespeare incanta gli studenti monopolitani

020Martedì, ore 00:19

Odio, vendetta, ostilità, rancore, sfida, acredine, gelosia. Cosa sono di fronte ad un amore puro, grande, vero, profondo, tragico e travolgente? Montecchi e Capuleti, Tebaldo e Mercuzio, sono solo il simbolo di quanto odio possa scorrere tra gli esseri umani, generando divisione e morte. Perché abbiamo ancora bisogno di personaggi come Romeo e Giulietta? Non è solo un classico della letteratura inglese, tragedia scritta da Shakespeare alla fine del XVI secolo che fa ancora commuovere. È una storia universale che invita a riflettere su quanto forte sia l’amore, anche più della morte.

Il Musical messo in scena al Palaflorio di Bari, venerdì 5 dicembre, ha lasciato senza parole gli studenti dell’IISS “Luigi Russo” – Liceo Artistico e IPSIAM “San Francesco da Paola”.

Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo, produzione targata David Zard, è uno spettacolo grandioso, per il numero degli artisti, per la grandezza del palco, per i molteplici cambi scena, per la ricchezza dei costumi, per una macchina teatrale incredibile che ne assicura un successo strepitoso. La regia di Giuliano Peparini, le musiche di Gérard Presgurvic, i testi di Vincenzo Incenzo, le coreografie di Veronica Peparini, la bravura di Davide Merlini  nei panni di Romeo e Giulia Luzi in quelli di Giulietta, ma anche di tutti gli altri artisti, le finzioni scenografiche, la tecnologia prestata all’arte, restituiscono uno Shakespeare che danza e canta, ma che sa parlare oggi come allora a tutti: adolescenti e adulti. Non si può rimanere impassibili di fronte alla storia di due amanti che vedono il loro amore ostacolato dalla cecità dell’odio familiare. L’amore e la morte di Giulietta e Romeo sono un sacrificio quasi necessario perché il cuore pietrificato dal calcolo e dall’ostilità capisca che tutto può cambiare, che il mondo cambia se si riparte dal perdono e dall’amore.

Un musical, dato in pasto a centinaia di studenti provenienti da scuole medie e superiori, capaci di cogliere la bellezza universale dell’opera di Shakespeare.

Prof.ssa Laura Turi

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