Operazione “Tax Refund”: maxi sequestro preventivo di beni

Lunedì, ore 00:06

Nell’ambito di un procedimento penale incardinato presso la Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Bari, militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari, coordinati dalla locale Procura, nei giorni scorsi hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari.

L’attività si è conclusa con il sequestro di beni immobili (un appartamento ed un’autorimessa), conti correnti e titoli per un valore complessivo di circa 420.000 euro, nella disponibilità del legale rappresentante di una società barese operante nel settore del commercio all’ingrosso di imballaggi in materie plastiche, indagato per il reato di utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti.

L’operazione, denominata “Tax Refund”, ha permesso di quantificare e segnalare al locale Ufficio Finanziario, circa 2.200.000 euro di IVA evasa dalla società barese negli anni dal 2007 al 2012.

Il meccanismo fraudolento individuato è quello classico utilizzato nelle cosiddette “frodi carosello”: diverse società italiane (A) simulavano cessioni intracomunitarie di beni (non imponibili ai fini IVA) nei confronti di società estere fittizie (B); queste simulavano cessioni intracomunitarie nei confronti di diverse società italiane cartiere (C),  create al solo scopo di emettere fatture con l’indicazione dell’IVA nei confronti di società nazionali (D), mai versata nelle casse dell’erario.

In realtà le merci, senza mai uscire dall’Italia, venivano trasportate direttamente dai fornitori iniziali (A) ai destinatari finali (D), tra cui la società barese che dalla frode, ha tratto un duplice vantaggio.

Da una parte la società detraeva interamente l’IVA risultante dalle fatture emesse dalle società cartiere ottenendo indietro anche la restituzione di circa la metà dell’imposta (da cui scaturisce il nome dell’operazione); dall’altra, disponendo di prodotti a prezzi concorrenziali, ha notevolmente incrementato il proprio volume delle vendite a discapito degli operatori onesti del settore.


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