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Venerdì, ore 00:26

Ieri all’interno del Teatro Margherita di Bari, la 2^ edizione del PugliArch (Festival dell’Architettura) organizzato dal GAB (Associazione Giovani Architetti della Provincia di Bari) in collaborazione con Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti PPC della Puglia e che prevede una tre giorni lectures, mostre e workshop dedicati al tema “Crossing Architecture”, è stata inaugurata alla presenza di numerosi ospiti d’eccezione, dai nomi altisonanti nel campo dell’architettura, provenienti dall’Europa intera, che offriranno il proprio contributo in ordine di idee, innovazione e confronto sul tema dell’incrocio (cross) tra città e campagna: Oriol Capdevila Arus (Spagna), Arriola & Fiol (Spagna), Joao Morgado (Portogallo), AWP (Francia), CZ Studio (Italia), Eduardo Costa Pinto (Portogallo), Uwe Schröder (Germania), Joäo Gomes da Silva (Portogallo), Valeria Maria Mininni (Italia) e Giuseppe Scaglione (Italia), Antonio Monestiroli (Italia), Carlo Garzia (Italia) e molti altri.

“Il Pugliarch nasce da un’idea di un gruppo di giovani – ha esordito l’arch. Palma Librato, coordinatore del Festival PugliArch – che nel 2008 fonda l’Associazione GAB_Giovani Architetti della Provincia di Bari. Nel 2012 abbiamo partecipato ad un bando di finanziamento della Regione Puglia_Assessorato al Mediterraneo, Cultura, Turismo. L’idea, così, prende corpo divenendo FESTIVAL PUGLIARCH, un marchio oggi registrato. Avevamo in animo di dare una cadenza biennale, così dopo due anni abbiamo riproposto il Festival, focalizzando l’attenzione sul tema “Crossing Architecture. Un titolo che si riferisce all’incontro-incrocio qui a Bari, città che rappresenta la Puglia, di esperienze europee in architettura, progetti e idee che vedremo espresse e raccontate durante i nostri tre giorni di lavori sul tema ancora poco indagato in aree periferiche di frangia tra la città e la campagna che non sono semplicemente le periferie urbane, ma sono quelle aree ancora più esposte verso il paesaggio, l’ultima corona, quelle aree senza autore che non sono città e non sono campagna. Per la prima volta in assoluto nel sud-Italia – ha sottolineato – noi architetti sponsorizziamo altri architetti viventi contemporanei locali ed europei, perché vogliamo formarci vedendo progetti dei nostri illustrissimi colleghi, vogliamo dire alla società che l’Architettura è lo spazio in cui vivono tutti, non è distante da nessuno di noi e che fare una bella città, un buon progetto è interesse di tutti”.

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