Bancarotta fraudolenta scoperta a Monopoli. Tre soggetti finiscono nei guai

Martedì, ore 09:47

Sequestrati due immobili

Questa mattina i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Rivoli Adriano, di anni 80, amministratore di una società di Monopoli (BA) operante nel settore della “produzione di elementi prefabbricati in cemento e laterizio, di manufatti in cemento e di elementi in ferro” fallita nell’aprile del 2012 e dei figli Rivoli Massimo, di anni 47 e Rivoli Alberto, di anni 45, tutti residenti in Monopoli (BA).

I soggetti arrestati sono accusati, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta aggravata patrimoniale (ex artt. 216, comma i – n. 1) e 223, comma 1 – n. 1), del R.D. 16.03.1942 n. 267 e 110 C.P.). Le indagini di polizia giudiziaria condotte dai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, delegate dalla Procura della Repubblica hanno permesso di far luce sul disegno criminoso, ideato ed attuato dall’amministratore Rivoli Adriano, nel periodo 2008-2012 che, in concorso con i suoi prossimi congiunti, ha posto in essere condotte finalizzate alla distrazione ed al depauperamento delle risorse economico-finanziarie della società, per circa otto milioni di euro.

In particolare, è stato accertato che gli indagati, al fine di procurarsi ingiusto profitto  in pregiudizio dei creditori, hanno utilizzato il denaro sottratto alle casse aziendali per finanziare altre due società a loro riconducibili, anch’esse oggi in fallimento. Rivoli Adriano, facendo confluire parte del denaro distratto nei conti correnti della consorte, Simiele Rachele (socia della società fallita) e dei figli Rivoli Alberto e Massimo, ha consentito a quest’ultimo, sempre attraverso il versamento del denaro sul conto corrente della moglie, Sonno Marisa Rita, l’acquisto di due immobili siti in Monopoli di proprietà della società fallita. Il suddetti immobili sono stati oggetto di sequestro eseguito congiuntamente con le misure cautelari personali.


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