Andrea Yuu Dentuto insegna la tecnica manga

foto_proiezione1Domenica, ore 12:20

La lezione del famoso storiografo di Lupen III all’interno di “Monopoli a fumetti”

“L’animazione giapponese”, un vero e proprio laboratorio di tecniche di animazione a cura del mangaka Andrea Yuu Dentuto organizzato da Monopoli&Comics in collaborazione con Formentis all’interno dell’iniziativa “Monopoli a fumetti” (la prima edizione di una mostra-evento in città dedicata interamente al mondo del fumetto), nel tardo pomeriggio di martedì scorso, ha piacevolmente coinvolto un gruppo di ragazzi nello splendido scenario offerto dalle sale del Castello Carlo V di Monopoli.

Nell’immaginario collettivo, il fumetto è un mondo riservato principalmente ai più piccoli.

Così come i cartoni animati che li tengono col fiato sospeso e quella magica bramosia di conoscere come si evolveranno i fatti, i fumetti sono gli strumenti utilizzati dai genitori (soprattutto nelle vecchie generazioni) per appassionare i propri pargoli ad una lettura leggera, ma nello stesso tempo istruttiva.

In entrambe le arti, è il Giappone ad essere la terra prediletta da cui tutto ha inizio: la parola giapponese manga-ka (漫画家), o mangaka, indica infatti un’artista creatore di fumetti specie giapponesi, i manga.

«Una bellissima esperienza quella vissuta con “Monopoli a Fumetti” – racconta il mangaka Yuu Dentuto – ho tenuto una lezione di animazione e in due ore i ragazzi che si erano iscritti hanno realizzato tanto! Spero stiano continuando a casa». Insomma, un vero e proprio auspicio affinchè la sua mission di far appassionare un numero sempre più maggiore di ragazzi ai manga in Italia possa presto concretizzarsi. Dopo essersi trasferito nel suo Paese natio all’indomani di una lunga esperienza in Giappone (durata ben undici anni), lo storiografo di Lupin III (molto apprezzato tra i giapponesi) ha intrapreso la sua carriera di insegnante, proprio per stimolare i giovani ed insegnargli come disegnare manga per poter magari iniziare a lavorare come assistente o mangaka in Giappone, oltre all’insegnamento dell’animazione.

La serata è proseguita con l’introduzione al linguaggio tecnico dell’animazione giapponese e, per finire, la visione di “Omohide Poro Poro” di Tsao Takahata (Studio Ghibli), proiettato così per la prima volta in Italia, ha concluso quest’interessante appuntamento.

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