Redazione The Monopoli Times 13 febbraio 2014
Alcuni dei presenti al tavolo tecnico PCC - Foto Paola Calabretto
Alcuni dei presenti al tavolo tecnico PCC – Foto Paola Calabretto

Giovedì, ore 14:02

I dettagli dell’aggiornamento del tavolo tecnico. IL DOCUMENTO dei Comitati

La pubblicazione della bozza (comprensiva di elaborati e tavole) del redigendo Piano Comunale delle Coste si attende, nelle prossime ore, in rete sul sito ufficiale del Comune di Monopoli.

Dalla discussione derivata dall’aggiornamento del tavolo tecnico sull’argomento, questa mattina presso l’Area Organizzativa IV dell’Ufficio Tecnico di via Isplues – 2° piano è infatti emersa la necessità di esaminare attentamente la nuova bozza elaborata dai tecnici all’indomani (21 gennaio 2014) della prima riunione del tavolo tecnico (risalente al 18 novembre scorso) per permettere ai vari comitati ed associazioni, oltre che dei concessionari e dei tecnici, di fare delle osservazioni e far pervenire delle proposte entro un termine (che sarà stabilito in una successiva comunicazione via e-mail).

Alla prossima riunione del tavolo tecnico (in cui l’Assessore alla Pianificazione Integrata ed al Demanio Stefano Lacatena assicura sarà presentata la proposta dell’Amministrazione Comunale) si arriverà così con una convocazione che esamini i punti all’ordine del giorno ed i tempi di intervento per fare sintesi.

Nel frattempo, il WWF di Monopoli, Terra d’Egnazia, #salvaiciclisti di Monopoli, Salviamo il Paesaggio, il Comitato Costa Libera di Monopoli ed il movimento naturalMENTE hanno presentato delle osservazioni, proposte e domande sul Piano Comunale delle Coste, che sottoponiamo alla vostra attenzione.

IL DOCUMENTO

Ill.mo Sig. Sindaco – Comune di Monopoli

Ill.mo Assessore all’Urbanistica – Comune di Monopoli

Preg.mi Tecnici Progettisti incaricati per il Piano Comunale delle Coste del Comune di Monopoli

Oggetto:    Tavolo tecnico del 13.02.2014 – Osservazioni, proposte e domande sul Piano Comunale delle Coste

PREMESSA

Sappiamo che il Piano Comunale delle Coste costituisce lo strumento per la tutela e la gestione delle aree costiere, specificamente per quanto riguarda quelle demaniali.

Allo stesso tempo, la redazione del PCC rappresenta un’occasione irripetibile per la salvaguardia e la valorizzazione dei contesti ambientali e paesaggistici legati ad una fascia di territorio che, partendo dalla linea di costa, si estende verso l’interno ben oltre i 300 metri individuati nella bozza di Piano finora presentata.

Il Piano Regionale delle Coste attribuisce rilevanza giuridica ai Piani Comunali esclusivamente per le funzioni di gestione del demanio marittimo; ma il PUG del Comune di Monopoli (art. 9.17 delle previsioni strutturali) demanda allo stesso Piano l’ulteriore compito di disciplinare l’uso e la gestione dell’area litoranea e dell’area annessa alla costa.

Riteniamo che in questa ulteriore attività di previsione attribuita al PCC, risieda una possibilità unica in cui compiere un ulteriore sforzo finalizzato alla tutela di quelle risorse ambientali che, viceversa, rischiano di restare compromesse dalle trasformazioni, a volte irreversibili, che vengono continuamente operate sul territorio.

Per la stima della sensibilità ambientale, ad esempio, si potrebbe riconoscere l’approccio del PRC, da cui si evince come la sensibilità non sia da valutare solo in funzione della situazione esistente nella fascia demaniale, ma anche di una profonda porzione del territorio a monte.

Si potrebbero, ancora, riconoscere le valenze culturali e paesaggistiche individuate nel PPTR (Piano Paesaggistico Regionale), anticipando ed integrando il recepimento degli indirizzi ivi contenuti, ancor prima che lo stesso divenga vigente anche per il Comune di Monopoli.

Inoltre, prendendo spunto anche dall’art 8.13 delle NTA del Piano Regionale delle Coste:

Art. 8.13 – Aree di rilevante pregio naturalistico ed ambientale

Il PCC definisce le aree da tutelare e valorizzare per il loro pregio naturalistico e ambientale, anche con riferimento a quelle dei sistemi dunali e quelle classificate ad elevata criticità e ad elevata sensibilità per le quali non è ipotizzabile una riqualificazione.

Tali aree sono riservate alla conservazione dell’habitat originario residuo, o in corso di ripristino, della spiaggia, con finalità di osservazione scientifica e didattica e di diversificazione dell’attuale paesaggio costiero.

Gli interventi di salvaguardia e di valorizzazione ambientale, da definire nel PCC, devono assecondare la ricostruzione delle peculiari caratteristiche naturali, quali i cordoni dunali e la vegetazione litoranea, e proporre forme di gestione territoriale anche affidate a cooperative o associazioni con comprovata esperienza nel settore. In tali aree è assolutamente vietato ogni intervento edilizio;

si potrebbe prevedere un’ulteriore fase di ricognizione lungo il territorio costiero, che consideri le peculiarità e l’assoluta unicità di alcuni sistemi ambientali presenti lungo la costa monopolitana, al fine di individuare alcuni contesti in cui salvaguardare la preziosa integrità naturalistica ancora esistente.

Ad esempio, nel Piano si potrebbe prevedere la realizzazione del progetto “Oasi blu”, nella zona nord, e di un progetto di “Parco costiero”, lungo le scogliere della zona sud.

Si tratta, in sostanza, di riconoscere l’unicità delle risorse naturali del nostro territorio, investendo sulla loro tutela e facendone l’asse portante per la promozione di un modello di sviluppo turistico ed economico compiutamente sostenibile.

Riteniamo, infatti, sia indispensabile maturare e promuovere una sensibilità ambientale che aiuti amministratori e cittadini a comprendere come il nostro territorio non rappresenti solo una risorsa da “sfruttare”, ma anche e soprattutto una risorsa da preservare e tutelare in quanto vera e duratura ricchezza; ricchezza competitiva che possiamo strategicamente “vendere”, ora e in futuro.

OSSERVAZIONI E PROPOSTE

Dall’esame della Tav.3 e dei documenti contenuti nella bozza, a nostro avviso, la redazione del PCC sta procedendo senza che vengano realmente considerate le valenze e le problematiche connesse al territorio retrostante la sottile fascia demaniale; e ciò rischia di costituire un serio pericolo per l’impatto che potrebbe risultarne, sia sulla esigua zona costiera, sia sui preziosi contesti ambientali, paesaggistici e culturali che caratterizzano il nostro territorio.

In particolare, nel tratto di costa a nord dell’abitato, andrebbe evidenziato il degrado che si è determinato a causa di una serie di interventi antropici (depuratore, cantieri navali, depositi, etc.), analizzando e proponendo le misure opportune per la rimozione del degrado ed il recupero della valenza ambientale originaria.

Parallelamente, nel tratto di costa a sud, che presenta aree particolarmente significative con un contesto ambientale e paesaggistico essenzialmente integro, sarebbe opportuno mettere in evidenza tale valenza, introducendo tutte le misure opportune per il suo mantenimento.

In altri termini, il territorio a ridosso della fascia demaniale, soprattutto laddove conserva a pieno la sua valenza ambientale, ma anche laddove questa sia stata in qualche misura negata dagli interventi realizzati negli ultimi decenni, andrebbe preso seriamente in esame nel Piano;

  • sia perché, essendo già stato preso in esame ai fini della classificazione della sensibilità ambientale, sarebbe incongruente recepire quei livelli di sensibilità, ma poi non tenere nel debito riguardo proprio quel territorio, più ampio, che ha contribuito a classificare quella stessa porzione di territorio in quel modo;
  • sia perché, considerato il valore di programmazione che il Piano assume, sarebbe opportuno contenesse delle valutazioni e delle indicazioni, non tanto perché possa introdurre da subito azioni di tutela o riqualificazione, ma perché possa stimolare e richiamare l’amministrazione attuale e quelle future ad intervenire per il recupero dei tratti di costa compromessi. Diversamente, significherebbe sancirne un uso di tipo produttivo o improprio, decretandone in maniera definitiva il degrado e la irrecuperabilità.

Sarebbe auspicabile, inoltre, anche nel caso in cui il Piano non venga sottoposto a VAS, introdurre comunque delle misure di monitoraggio, al fine di poter seguire le dinamiche che si vanno sviluppando sul territorio (individuando, ad esempio, i casi in cui si sta producendo una pressione antropica non preventivata, o quelli in cui le fasce contigue cominciano ad essere utilizzate per usi non previsti nel piano) e poter individuare tempestivamente le opportune misure correttive di mitigazione.

Inoltre, ci sembra che nella Bozza di Piano non siano state affrontate valutazioni sulla pressione antropica e ambientale che le varie scelte progettuali possono generare. Nel rapporto preliminare di verifica, che non risulta essere presente fra gli elaborati pubblicati sul sito web del Comune di Monopoli, devono essere individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l’attuazione del piano potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative di piano. Il rapporto preliminare di verifica dovrà dare atto degli esiti della consultazione preliminare e dovrà evidenziare il modo in cui saranno presi in considerazione i contributi.

Dalla stessa Tav.3, infine, risulta anche come sia stata prevista una ridottissima superficie destinata a verde pubblico (Aree di supporto ai contesti della trasformazione per servizi di nuovo impianto).

DOMANDE

Al fine di poter contribuire in maniera significativa a costruire il percorso progettuale e le scelte che si andranno ad operare, chiediamo che sia precisamente spiegato:

  • Se è stata avviata la procedura di verifica di assoggettabilità a VAS.
  • Se è in fase di redazione ed è disponibile il rapporto preliminare di verifica, che è parte integrante del Piano con l’elenco di tutti i soggetti interessati alla consultazione.
  • Se e in che modo si intende tenere conto dei contributi acquisiti in fase di consultazione.
  • Quali situazioni sono state individuate nel rapporto preliminare di verifica al fine di valutare gli impatti significativi che l’attuazione del Piano potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative di piano.

Dall’esame dell’ipotesi di zonizzazione dell’area annessa alla costa (Tav.3 e Art.11 delle NTA), risulta come in tali aree sia possibile realizzare tutta una serie di strutture e attività a supporto delle attività turistico-ricreative e/o balneari, nonché (nelle cosiddette aree a verde attrezzatoimpianti per lo sport in genere, strutture per intrattenimento e servizi per attività balneari.A nostro avviso, sussiste il rischio che tali attività, in aree apparentemente innocue, possano tradursi in forti criticità ed incidere pesantemente sulla salvaguardia e sulla qualità finanche della stessa area demaniale.

A tale proposito, chiediamo:

  • Se sono state effettuate stime e simulazioni della pressione antropica ed ambientale che tali attività (che potrebbero presentarsi anche in maniera massiccia sulle aree in oggetto) produrrebbero sulle stesse aree e – direttamente e/o indirettamente – sulla stessa zona demaniale che il Piano si prefigge di tutelare.Se è stata effettuata, ad esempio, un’analisi che traduca la realizzazione di tali attività (considerando anche il caso, non escludibile a priori, che le zone in oggetto vengano interessate da tali interventi in tutta la loro estensione) in parametri, quali: numero di strutture da insediare, numero di persone, numero di auto, flussi veicolari, inquinamento, disturbo alla fauna, etc..
  • Se è stata effettuata una valutazione di come le attività previste dalla zonizzazione nell’area a ridosso della fascia demaniale possano impattare negativamente sulla fruibilità pubblicadella costa stessa, rischiando di compromettere significativamente quella quota del 60%, apparentemente garantita dal Piano, prevista nelle norme regionali (di questo, in verità, si deve tenere conto nella procedura valutativa avviata e, in particolare, già nel rapporto preliminare di verifica nell’ambito della VAS).

Ringraziando per l’attenzione che sarà dedicata alla presente, porgiamo distinti saluti.

Monopoli, 13 febbraio 2014

WWF MonopoliFabiana Cazzorla 

Terra d’EgnaziaGiambattista Giannoccaro 

#Salvaiciclisti-MonopoliCosimo Micelli

Salviamo il Paesaggio – MonopoliDomenico Di Leo

Movimento naturalMENTE Gianluca Aresta

Comitato Costa Libera Monopoli Giuseppe Selicato

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