Vito lilloMercoledì, ore 00:19

Intervista esclusiva al Presidente e Coordinatore cittadino NCD Vito Lillo

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di Paola Calabretto, giornalista
di Paola Calabretto, giornalista

“Monopolinsieme”, ovvero il Circolo cittadino del Nuovo Centro Destra, sarebbe appetibile ad alcuni esponenti politici locali della maggioranza Romani.

A sostenerlo, il Presidente (che parteciperà alla convention che si terrà a marzo a Roma) e Coordinatore cittadino NCD Vito Lillo: «dopo l’adesione al Comitato promotore nazionale del Nuovo Centro Destra (che ha raggruppato tutti i circoli d’Italia, mediante la sottoscrizione dello statuto da almeno dieci soci), da rumors, sembrerebbe che si sia creata una certa curiosità nei confronti del “nuovo PDL”». Nel frattempo, però, nessuno si sarebbe ancora fatto avanti, nonostante alcuni giovani avrebbero espresso la volontà di fondare una giovanile.

«Il NCD di Monopoli – ci spiega il Coordinatore Lillo – è nato condividendo i principi che l’hanno costituito a livello nazionale: un atto di responsabilità compiuto restando al Governo del Paese».

Nei giorni scorsi, il neo costituito “Monopolinsieme” che, in Consiglio , è rappresentato dal gruppo consiliare che fa capo ai Consiglieri Comunali Angela Pennetti, Pietro Barletta e Giovanni Palmisano, ha avvalorato un direttivo composto da Francesco Caleprico, Andrea Fiume, Giampaola Lapertosa, Teodoro Romanazzo, Rocco Santostasi ed Espedito Speciale (Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori-Circolo Cittadini di Monopoli): «un gruppo che rende l’idea della valorizzazione del ricambio generazionale delle persone in politica, gente che non ricopre incarichi, che ha una propria attività e non ha bisogno di ricoprire un incarico perché necessita di un posto di lavoro».

Insomma, un’arma in più per sconfiggere il vento di antipolitica che continua a imperversare sull’intera penisola italiana: «la gente è arrabbiata: ecco spiegato perché nascono i movimenti cittadini a difesa delle varie situazioni. I cittadini sono delusi dalla politica e decidono di fare da sé; un male per la società perché è il ruolo della politica quello di raccogliere le istanze e farle valere nelle varie sedi istituzionali». Uno degli obiettivi del NCD, infatti, rimane quello di essere una forza seria che difenda i valori della famiglia e del sociale.

Nel frattempo, anche alla Provincia di Bari si è costituito il gruppo consiliare del Nuovo Centro Destra che sarà rappresentato dall’ex PDL Damiano Somma, dall’ex Lista Schittulli Marino Gentile e dal monopolitano Giovanni Palmisano: «una risorsa importante per la città di Monopoli perché è una persona costantemente attiva e che porta avanti l’attività politica con spirito di dedizione e servizio, che l’ha portato ad essere apprezzato così come nella vita privata. E poi, un’importante fonte dati i suoi quindici anni di formazione politica».

Un incarico assegnato nonostante le province (tra cui quella di Bari) siano state commissariate. Cosa pensa dell’argomento?

«Quando venne fuori la volontà di eliminarle, mi informai dell’argomento e mi confrontai con un ingegnere, mio ex collega di Padova, esperto in Urbanistica e nelle varie problematiche attigue e sono venuto alla conclusione che, in Europa, non esiste una zona vasta che non sia interposta da enti che siano le Province. Tuttavia – sostiene il Presidente “Monopolinsieme” – le Province, così come sono, non sono nelle condizioni di poter produrre; sono inutili perché le competenze che svolgono sono già del Comune o della Regione. È un soggetto a volte scomodo, ma se diventa funzionale con delle competenze specifiche, la Provincia diventerà un’istituzione importante».

Venendo ai tasti dolenti, in città, non si fa altro che parlare della sospensione dei lavori di demolizione dell’ex cementeria. 

«Non conosciamo le intenzioni dei nuovi proprietari, ma ritengo che anche loro vogliano il bene della città. In compenso, dovremmo concentrarci sul futuro dell’area: un progetto che la renda bella, per via del panorama del Porto, del Centro Storico e del centro abitato. Una cosa, però – prosegue Lillo – mi preme sottolineare: sarebbe grave se anche nel corso della prossima estate, la città e soprattutto i residenti della zona fossero investiti dalle polveri della demolizione. Sono testimone del fatto che la General Smontaggi, pur essendo leader mondiale nel suo campo, non abbia salvaguardato la dispersione delle polveri di quarzo all’interno del cemento, più che dell’amianto e forse anche più pericolose di quest’ultimo».

Cosa mi dice invece circa la vicenda della rimozione del vincolo di inalienabilità dell’Istituto delle Ancelle del Santuario? Il gruppo consiliare del NCD ha aderito alla richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc..

«La questione delle Ancelle mi tocca in modo particolare, così come preme all’interno di “Monopolinsieme”. All’epoca dei fatti, due dei componenti del NCD erano genitori di bambini letteralmente messi fuori dalle suore. Abbiamo vissuto sulla pelle di cosa furono capaci con un anticipo di due mesi rispetto alla chiusura. A nulla valse la costituzione di un comitato (di cui ero rappresentante) che insieme al Comandante si recò a Roma per dissuadere le suore con un business plan, che provava come la scuola sarebbe potuta restare aperta».

In merito al parapiglia scatenatosi all’indomani del Consiglio Comunale del 9 dicembre, ha altresì precisato: «quando il provvedimento fu portato in Consiglio Comunale, i nostri Consiglieri Barletta e Palmisano erano via per impegni lavorativi, mentre la Pennetti non conoscendo i dettagli e ascoltando le parole dell’Assessore Lacatena e dell’Avvocatura Comunale è caduta nel tranello. Soltanto grazie al Comitato Costa Libera e Circolo Cittadini di Monopoli, rileggendo le carte nel dettaglio, è venuta fuori la famosa clausola: perché quindi non provare a rientrare in possesso del terreno al posto di fare un regalo alle suore?».

I dettagli sarebbero stati taciuti volutamente?

«Non ho idea, so soltanto che il provvedimento è stato approvato senza essere a conoscenza dell’adeguata documentazione. Come San Tommaso, se non vedo non credo!».

Certo è che l’Amministrazione Romani non è la prima volta che avrebbe stupito negativamente l’ex gruppo consiliare del PDL: «Subito dopo le elezioni, anche grazie al nostro contributo sono scattati ben cinque consiglieri comunali. Successivamente, si costituì un direttivo di coordinamento per prendere le decisioni e sappiamo tutti come è andata a finire: il PDL ne rimase fuori. Una cosa che mi ha stupito negativamente, in democrazia».

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