poliziaSabato, ore 15:05
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Nel pomeriggio di ieri, a Bari, nell’ambito di specifici servizi, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto, in flagranza di reato, DE GIGLIO Alessandro di anni 29, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile di porto illegale di arma da fuoco clandestina con relativo munizionamento e di resistenza a pubblico ufficiale.

In particolare, nell’ambito di attività info-investigativa, si apprendeva che l’arrestato, già sorvegliato speciale di P.S., potesse detenere e portare con se una pistola; pertanto, veniva predisposto un mirato servizio di osservazione nel quartiere San Paolo, dove risiede l’arrestato, il quale veniva rintracciato a bordo di un’autovettura, condotta da una donna. Gli operanti, dopo aver proceduto al fermo del veicolo, notavano il calcio di una pistola fuoriuscire dalla cintola dei pantaloni del DE GIGLIO, il quale, all’intimazione di mettere entrambe le mani sul cruscotto, reagiva tentando d’impugnare l’arma. L’arrestato, prontamente bloccato e disarmato, nel vano tentativo di guadagnarsi la fuga sferrava un calcio ad uno degli agenti; la perquisizione a suo carico consentiva di sequestrare una pistola semiautomatica cal.7.65 con matricola abrasa e completa di caricatore con 7 cartucce. (FOTO in allegato)

Nella mattinata di ieri, gli agenti delle Volanti hanno proceduto all’arresto in flagranza di un cittadino extracomunitario di anni 25, resosi responsabile di possesso di documento personale falso valido per l’espatrio.

La scorsa notte, in zona San Paolo, gli operanti notavano che al loro transito il predetto tentava di defilarsi e sottrarsi ad un eventuale controllo di polizia. Quindi decidevano di procedere al controllo. Dalla carta d’identità che l’uomo aveva nel portafogli risultava che lo stesso era un cittadino polacco. Dalla successiva attività d’indagine emergeva che il predetto documento era palesemente falso, non essendo dotato dei prescritti dispositivi di sicurezza, e che il 25enne era irregolare sul territorio italiano.

Nel corso della stessa giornata, personale delle Volanti, unitamente a personale del Reparto Prevenzione Crimine, ha inoltre denunciato in stato di libertà due baresi per resistenza a pubblico ufficiale, uno dei quali è stato, altresì, denunciato per guida senza patente e possesso ingiustificato di arnesi atto allo scasso. Gli operanti, in zona San Paolo, durante un ordinario servizio di perlustrazione, notavano due giovani a bordo di uno scooter aggirarsi con fare sospetto, quindi decidevano di procedere al controllo. I due sospetti, all’alt polizia, intimatogli, reagivano ponendosi immediatamente in fuga, determinando, con manovre di guida sconsiderate, gravissimo pericolo per i veicoli ed i pedoni in transito. L’inseguimento aveva termine, poco dopo, con l’intervento di altri equipaggi, nel frattempo giunti in ausilio, che accerchiavano i fuggitivi occludendo loro ogni via di fuga. All’esito del controllo, nel vano sottosella del ciclomotore, venivano rinvenuti un martelletto normalmente in dotazione alle autovetture per infrangere i vetri in caso di emergenza e guanti di gomma. Trattandosi di materiale atto allo scasso, il cui possesso, i due giovani non erano in grado di giustificare, si procedeva al sequestro penale. Dagli accertamenti svolti risultava che lo scooter era di proprietà del giovane alla guida, già noto alle forze dell’ordine, e che era sprovvisto della necessaria patente di guida.

 

Provincia

Nei giorni scorsi in Canosa, gli uomini del locale Commissariato di P.S., hanno deferito in stato di libertà un 52enne del luogo, ritenuto responsabile del reato di Truffa e Falso. Gli operanti sin dal 2012, nel corso di una complessa indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Trani nel settore della gestione dei servizi funerari in Canosa, avevano individuato un filone investigativo relativo a un business occulto di loculi. Le risultanze investigative appuravano che il denunciato, abusando della sua condizione di necroforo presso il cimitero di Canosa di Puglia, aveva indotto in errore persone anziane, assicurando loro che avrebbe assegnato un ossario od un loculo dove custodire i resti di persone care già seppellite nel cimitero di Canosa, al momento della  loro riesumazione. In realtà, gli ossari e i loculi da questo promessi non erano in alcun modo nella sua disponibilità, ma nonostante tutto il malfattore si adoperava, raggirando le vittime, per intascare somme di denaro fino a 10000,00 (diecimila euro). In particolare, per una cella in prima, seconda e terza fila, il reo intascava 4000,00 (quattromila euro) per loculi e ossari inesistenti, falsificando fatture e documenti della ditta CSC srl.

Al fine di arginare tale fenomeno, s’invita la cittadinanza di Canosa di Puglia a  diffidare di improbabili e sedicenti figure che avvicinano i familiari dei cari estinti al fine di indurli in errore.

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