IMG_20130910_114227Mercoledì, ore 15:30

Introna: “incomprensibile ed ora Corte Europea”

“Questa bocciatura ha dell’incredibile e solo la lettura delle motivazioni della sentenza della Consulta potrà chiarirne le ragioni, dato che il referendum è stato ritenuto ammissibile dalla Cassazione, perché sono state rispettate le procedure previste dalla Costituzione”. È il commento a caldo, del presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, alla dichiarazione di inammissibilità, da parte della Corte costituzionale, della richiesta di nove Consigli regionali di consultazione abrogativa sulle norme statali che hanno tagliato un migliaio di uffici giudiziari in Italia (34 tribunali nelle sei province pugliesi).
Il problema rimane, fa notare Introna e restano anche le ricadute negative e i risparmi mancati, nonostante gli interventi normativi siano motivati da esigenze di spending review. “Il Governo nazionale non potrà che riflettere sul perché molte Amministrazioni comunali, gli ordini professionali e i cittadini abbiano sostenuto a fondo questa iniziativa delle nove Regioni. L’organizzazione del sistema giudiziario deve tenere in debito conto che non può essere in alcuna maniera negato il diritto dei cittadini a un accesso più diretto alla giustizia”.
La battaglia del Consiglio regionale pugliese non si ferma, fa sapere il presidente Introna. “D’intesa con le Amministrazioni comunali, continueremo sollecitare correttamente il confronto con il Governo e il Ministero, per garantire la sopravvivenza delle sedi giudiziarie territoriali, i cosiddetti tribunali minori o distaccati. E valuteremo con le altre Regioni l’opportunità di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea”.

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