Redazione The Monopoli Times 24 dicembre 2013

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Martedì, ore 00:09

Raccolti già 760 euro per l’acquisto di un defibrillatore per il Comando di P.M.

760 euro è il ricavato raccolto che è stato devoluto per l’acquisto di un defibrillatore da donare al Comando di Polizia Municipale di Monopoli, grazie al contributo degli atleti (che domenica 22 dicembre hanno partecipato alla CrossFit HC for Hope) della CrossFit HC, della Crossfit Bari, Crossfit 080, Crossfit Load, Armour 23 e Born2cross ed agli esercizi commerciali Afc White, Piazza Grande, Fun Box, Noleggio auto esclusive Sposi, Raffaele De Girolamo parrucchiere, Test Investigazioni, Net integratori, de “Il Guazzetto Ristorantino” ed al Bar Smeraldo e Gieffecafè Bar (che sabato 21 dicembre hanno donato addirittura il 10% di tutte le consumazioni).

In pratica, domenica è stata una “giornata di sport dedicata alla sicurezza di tutti” che ha visto la collaborazione del Comando della Polizia Municipale ed  il patrocinio del  Comune di Monopoli, affinchè si riuscisse a raccogliere fondi per acquistare lo strumento “di prevenzione, sempre utile, che deve essere diffuso il più possibile e non soltanto alle forze dell’ordine”.

L’ARRESTO CARDIACO – La CrossFit HC ci informa che: “Ogni anno in Europa circa 700.000 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso; in Italia approssimativamente si registrano 60.000 casi all’anno.
L’arresto cardiaco di questo tipo può colpire anche senza preavviso ed in qualsiasi situazione, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalle condizioni fisiche.

In caso di arresto cardiaco provocato da fibrillazione o tachicardia ventricolare, se non si interviene in tempo la curva di sopravvivenza subisce una drammatica flessione: in pratica le probabilità di sopravvivere si riducono di 10% al trascorrere di ogni minuto.
Oltre il 10° minuto dall’evento le possibilità di sopravvivenza diventano praticamente trascurabili. Si stima inoltre che la morte improvvisa cardiaca costituisca il 15% delle morti totali, ed il 50% delle morti dei pazienti riconosciuti cardiopatici.

Se in più della metà dei casi l’episodio colpisce chi è già noto come cardiopatico, negli altri casi si tratta spesso di persone apparentemente sane, nel pieno degli anni, nelle quali la morte avviene entro un’ora dai primi disturbi, ma spesso è istantanea e coincide con il primo sentirsi male.

Dell’arresto cardiaco sappiamo che, oltre che improvviso, è anche inatteso e determinato in prevalenza da un attacco cardiaco/minaccia di infarto cardiaco.

Può però avvenire anche in seguito a trauma toracico,annegamento, soffocamento, folgorazione elettrica, intossicazione da farmaci o droghe.

L’arresto cardiaco improvviso è quindi un evento quantitativamente rilevante che, purtroppo, si verifica in prevalenza al di fuori delle strutture sanitarie, ove il servizio medico di emergenza può impiegare parecchi minuti per sopraggiungere e prestare soccorso.

Se a ciò si somma il tempo necessario per eseguire le manovre di rianimazione e soccorso si comprende come oggigiorno il tasso di sopravvivenza sia veramente molto basso. Perciò trattare tempestivamente in loco diventa un obbligo per la sopravvivenza.

Tuttavia non sempre tecnica di soccorso praticata in questi casi – la RCP, Rianimazione CardioPolmonare, che consiste nelle ben note manovre di massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca – è in grado di ristabilire un normale ritmo cardiaco.

Qui entra in gioco il defibrillatore: per aumentare le possibilità di sopravvivenza della vittima è necessario fornire uno shock tramite defibrillatore entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco”.

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