Meccatronica: il fiore all’occhiello

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Giovedì, ore 00:00
L’ultima puntata di Report, commentata dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone
“L’ampio servizio sul distretto pugliese della meccatronica andato in onda nell’ultima puntata di Report su Raitre ha reso evidente al grande pubblico nazionale quello che noi in Puglia sappiamo ormai da lungo tempo: quel distretto – che raccoglie le maggiori multinazionali dell’automotive localizzate nell’area industriale di Bari, dalla Bosch alla Getrag, e alcune Pmi ad altissimo profilo tecnologico come la Mer.mec e la Masmec – rappresenta ormai da anni un fiore all’occhiello non solo del manifatturiero regionale e meridionale, ma anche di quello italiano – afferma l’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone – Infatti, nel 2° trimestre del 2012, secondo le analisi dell’Osservatorio dei distretti dell’Istituto Bancario Intesa San Paolo, il distretto barese della meccatronica è stato in assoluto in più trainante in Italia con un aumento delle esportazioni del 40,7% (82 milioni di euro in più in termini assoluti). Non è l’unico successo sul fronte delle esportazioni. Dal 2009 al 2012 l’export pugliese verso il mondo è cresciuto di oltre 3 miliardi di euro passando da 5,7 miliardi del 2009 ad 8,8 del 2012. Si tratta del 52,6% in più”.
“Un risultato casuale questo? Nient’affatto – prosegue – ma l’effetto combinato fra l’eccellenza delle produzioni, l’impegno di maestranze qualificate nel realizzarle, lo standing dei manager e degli imprenditori delle imprese interessate e il tenace e massiccio lavoro di sostegno della Regione che, impiegando con sistematicità e celerità i fondi comunitari del periodo 2007-2013, sta contribuendo al conseguimento di performance produttive che hanno consentito a grandi e medi stabilimenti non solo di fronteggiare con successo la durezza della crisi ma anche, e direi soprattutto, di porre le premesse per un forte rimbalzo di vendite in Italia e all’estero una volta che la domanda fosse tornata a crescere”.
“Il pregio dell’azione regionale è stato progettare una precisa politica industriale. Infatti, quando si misero a punto le varie misure per l’incentivazione industriale, la Giunta regionale e lo staff dell’assessorato allo Sviluppo economico focalizzarono i comparti trainanti dell’industria pugliese e definirono pacchetti di incentivazioni e procedure di accesso alle stesse molto flessibili, modellate sui punti di forza del sistema, ma anche sui comparti che avrebbero potuto essere rilanciati con un mix di misure, la prima delle quali è stata quella di puntare sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica. Senza ricerca e innovazione non si compete, anzi non si sopravvive neppure: e perciò, alla luce di questo indirizzo strategico, la Regione ha destinato e impegnato oltre 478 milioni per ricerca e innovazione i cui frutti si stanno cogliendo anche con i risultati prima ricordati nella meccatronica”.
“Attenzione però: la Regione in questi anni non ha puntato nelle sue politiche di incentivazione solo sui Contratti di Programma per le grandi imprese italiane ed estere del manifatturiero, ma ha guardato anche alle Pmi con i Pia e con altre precise misure per favorire l’artigianato, le start up, le star up innovative, le microimprese dei soggetti svantaggiati, il commercio e il turismo, l’internazionalizzazione e la diffusione delle nuove tecnologie. Sono state inoltre rafforzate le azioni per favorire l’accesso al credito. Ne è derivata così una capillare politica di ammissione ai benefici di incentivi che – lungi dall’assumere carattere di distribuzione ‘a pioggia’ – ha voluto invece favorire in profondità una vera e propria emersione e la crescita di ‘capacita’ microimprenditoriali latenti, destinate forse a rimanere inespresse se non fossero state ammesse al godimento di agevolazioni modellate sulle loro molteplici specificità di comparto. Il risultato di oggi, lungi dal farci riposare sugli allori, deve spronarci a migliorare ancor più il nostro lavoro – conclude – Nell’interesse dei nostri disoccupati e dei tanti giovani cui dobbiamo offrire speranze e soluzioni concrete alle loro legittime attese e non slogan o favole illusorie”.

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