Crollo al Grottone di Cala Porto Rosso. È emergenza archeologica

Martedì, ore 16:43

Si paventano rischi per la “Grotta delle Mura”

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le mareggiate di queste ultime settimane hanno dato il colpo di grazia alla volta del grottone di Cala Porto Rosso.

Pubblicando le prime immagini sulla propria bacheca Facebook, è il Comitato Costa Libera di Monopoli ad aver segnalato il crollo e ad allertare le autorità competenti, oltre che a commentare l’accaduto (una tragedia se fosse avvenuto durante i mesi estivi, quando la spiaggia brulica di gente) esaltando la previdenza della vicina Polignano a Mare che, contro il dissesto idrogeologico della propria costa, qualche anno fa, ha provveduto a fronteggiare il fenomeno erosivo con degli interventi speciali.

Dopo aver accuratamente delimitato l’area e transennato l’accesso pedonale nord della Cala Porto Rosso (dove insiste un cartello che avvisa i naviganti della pericolosità del tratto di costa, interessato da dissesto idrogeologico), pochi istanti fa, alle 16:36 (opportunamente documentato dalle immagini che state ammirando), è avvenuto un sopralluogo congiunto degli agenti del locale Comando di Polizia Municipale e del personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Monopoli.

EMERGENZA ARCHEOLOGICA ALLA “GROTTA DELLE MURA” – Correva il 2 febbraio 2013, quando la sottoscritta – attraverso un articolo pubblicato su una testata giornalistica online per la quale lavorava – in occasione de “La Costa di Monopoli tra emergenze storico-archeologiche ed itinerari naturalistici. Progetto e realizzazione di un percorso didattico e Grotta delle Mura”, prima lezione del XXI Corso per guide di turismo sociale e giovanile, organizzato dal Ctg gruppo “Egnatia” di Monopoli, tenuta dall’archeologo, dottor Maurizio Pastore, segnalava l’insistenza della problematica sensibilizzando l’opinione pubblica e le autorità competenti.

In questa circostanza, accennando ai tratti salienti del progetto di riqualificazione del tratto costiero da Portavecchia a Portorosso e del giacimento archeologico della “Grotta delle Mura” (di cui si è personalmente occupato, mediante una collaborazione mirata all’installazione di dieci pannelli ortografici che descrivono le peculiarità storiche, paesaggistiche ed archeologiche dell’area), il più storico e forse anche il più importante dell’intero territorio nazionale, per il rinvenimento dello scheletro di un bambino di 18 mesi in perfetta connessione scheletrica e dell’industria litica (cultura materiale che permette la datazione di un giacimento archeologico, del Paleolitico e dell’ultima fase del Musteriano, utensili che utilizzavano per la caccia e la sussistenza) che, proprio per l’importanza che riveste questo sito archeologico, il dottor Pastore ha avuto la possibilità di solleticare le Amministrazioni Comunali, oltre che a conservare e valorizzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale cittadino, soprattutto a preservarlo dall’emergenza archeologica: «rappresentata dalla presenza del giacimento archeologico a ridosso della costa marina, in quanto potrebbe presto divenire soggetto al fenomeno del bradisismo negativo della costa o dell’erosione marina che tendono ad occultare, rovinare e cancellare del tutto i siti archeologici».
Una vera e propria minaccia a cui, momentaneamente, la “Grotta delle Mura” non era esposta in quanto non collocata a ridosso del mare, ma che con l’ultimo accaduto, in futuro, potrà esserne interessata se non si procede con un immediato intervento di salvaguardia dell’intera zona.

346 Visite totali, 1 visite odierne