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In hoc signo vinces

Domenica, ore 21:06

A XVII secoli di distanza dall’Editto di Costantino

La Chiesa è un bene essenziale per l’uomo di ogni tempo e cultura.

Questo dato di fatto è emerso durante “In hoc signo vinces. L’Editto di Costantino e il tempo della tolleranza”, l’evento – organizzato ieri sera – all’interno della Sala Conferenze del Museo Diocesano di Monopoli dall’Associazione Onlus “Amici di San Salvatore”, in occasione dell’Anno Costantiniano.

Un taglio storico, filosofico ed antropologico di quello che è il valore della libertà religiosa, evidenziato dai relatori intervenuti (il prof. Pasquale Corsi – docente di Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari, il prof. Achille Chillà – docente di Lingua e Letteratura Italiana ed il prof. Antonio Bini – docente di Storia e Filosofia), a distanza di XVII secoli dal 313 – anno in cui i due Augusti dell’impero romano, Costantino e Licinio, siglarono il famoso “Editto di Milano” con il quale si concedeva libertà di culto e si poneva fine alle atroci persecuzioni dei Cristiani – si propone dunque un momento di riflessione e discussione sul valore della libertà religiosa e dei diritti dell’uomo.

«La celebrazione dell’anniversario – ha asserito don Vito Castiglione Minischetti, Responsabile dell’Archivio Unico Diocesano della Diocesi di Conversano-Monopoli – di quello che qualcuno ha definito l’inizio di libertà, che incrocia grandi temi di attualità. Pensiamo al contesto multietnico in cui ci troviamo a vivere: le comunità religiose che si ritrovano in Italia, ebraiche, cristiane, ortodosse, protestanti, musulmane, asiatiche, buddiste, tutte quante sono chiamate alla costruzione dell’epos delle nostre culture e società, il loro ruolo nella costruzione dei legami con le persone, il loro contributo nel conseguimento del bene comune, continuamente messo in discussione».

Una scelta non casuale, quella dell’Associazione “Amici di San Salvatore”, di rendere omaggio all’Imperatore Costantino (che secondo quanto riportato nella Cronaca seicentesca del Primicerio Giuseppe Indelli, infatti, la chiesa di San Salvatore fu costruita nel 313 “con l’ajuto dell’Imperador Costantino allora dominante e di cui è ben conta la pietà e munificenza”; una fondazione quanto mai leggendaria, cui sarebbe legata la più antica chiesa della città, che sicuramente costituisce oggi un prezioso spunto di riflessione) che ha portato ad una profonda riflessione da parte dei numerosi presenti (tra cui i soci dell’Associazione Culturale “Pietre Vive Cattedrale Monopoli”).

Altre foto: http://www.flickr.com/photos/103043165@N07/sets/72157638259879174/

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Redazione The Monopoli Times
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