Redazione The Monopoli Times 30 novembre 2013

stalking-reciproco

Sabato, ore 17:49

Le minacce, le offese e le intimidazioni erano ripetute continuamente, anche in presenza di altre persone, che si accompagnavano alla compagna e che, unitamente a questa, diventavano oggetto delle minacce di morte

Nei giorni scorsi, in Andria, personale della “Squadra Anticrimine” del locale Commissariato di P.S. ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del “Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani, nei confronti di M.R., cittadino andriese  di  anni 36,  resosi responsabile dei reati di “maltrattamenti in famiglia, lesioni personali ed atti persecutori”. In particolare il predetto, con continui atti vessatori, con minacce anche di morte, con percosse che causavano lesioni fisiche, pregiudicava l’integrità fisica e morale della compagna, ingenerando nella malcapitata il timore concreto per la propria vita, tanto da modificare radicalmente le proprie abitudini ed evitare di uscire di casa per il timore d’incontrarlo. Le minacce, le offese e le intimidazioni erano ripetute continuamente, anche in presenza di altre persone, che si accompagnavano alla donna e che, unitamente a questa, diventavano oggetto delle minacce di morte. Quando nel mese di ottobre dello scorso anno, la donna decideva di interrompere definitivamente la loro relazione sentimentale, durata circa dodici anni, durante la quale erano nati due figli, il malfattore aumentava le proprie condotte persecutorie, con regolari appostamenti giornalieri presso l’abitazione dei genitori della stessa, dove si era trasferita unitamente ai figli. Seguivano, quindi, numerosi interventi delle Volanti per liti ed aggressioni, tutte provocate dall’uomo.

Il suddetto provvedimento cautelare è solo l’ultimo di altre cinque esecuzioni  di applicazione di misure emesse dal Tribunale di Trani, a seguito della commissione dei cosiddetti “reati di genere”, eseguito da parte di questo Ufficio dall’inizio dell’anno. Solo la denuncia delle donne vittime della violenza di mariti e compagni, seguita da una mirata attività d’indagine compiuta presso i luoghi e le persone abitualmente frequentati dalle stesse, consente di porre un freno ad un fenomeno divenuto di reale allarme sociale. Fondamentale è il supporto psicologico fornito dal personale della “Squadra Anticrimine” del locale Commissariato di P.S., dedito alla trattazione di questa tipologia di reati, alla vittima che, in sede di denuncia, viene opportunamente accolta, protetta ed accompagnata nel percorso. Tale attività fornisce la necessaria sicurezza che, unita alla determinazione delle donne, consente a queste ultime di aprirsi e fidarsi delle istituzioni, al fine di riscattare la propria vita.

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