L’arrivo degli storni

Martedì, ore 20:33

Una minaccia per gli agricoltori

Già da qualche settimana, gli storni hanno preso piede in città.
Volatile passeriforme appartenente alla famiglia Sturnidae (originario dell’Eurasia ma introdotto in tutti i continenti tranne America Meridionale e Antartide) è stato inserito nell’Elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo.

Difatti, essendo un uccello molto gregario che si riunisce in stormi (che possono contare diverse centinaia di individui) e che dopo aver trascorso l’intera giornata nei campi o nei parchi alla ricerca di cibo, la sera si dirige verso i “dormitori” (costituiti da canneti o gruppi di alberi, dove, prima di trascorrere la notte, si contendono chiassosamente le postazioni migliori) è considerato una minaccia dagli agricoltori.

I grandi stormi di questi volatili possono addirittura distruggere interi raccolti, per questo, nonostante, in Italia ed in molti paesi europei, sia un uccello protetto, quest’uccello è considerato nocivo soprattutto per le coltivazioni di frutta e olive e per le semine.

Inoltre, secondo degli studi recenti, le feci di storno presenti in grosse quantità nei centri urbani (soprattutto sotto gli alberi scelti come dormitori) rappresentano un vero e proprio pericolo per la proliferazione diffusione di alcune malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche.

Per questi motivi sono in corso dei piani di controllo per limitare il numero di questi volatili soprattutto in prossimità delle città.

D’altro canto, però, anche l’uomo ha le sue “colpe”: con la cementificazione e la deforestazione selvaggia, infatti, le acque non riescono a defluire più come prima e non essendoci le radici degli alberi a trattenere il terreno, le precipitazioni piovose, nevose o tutti gli altri fenomeni atmosferici non fanno altro che creare frane e smottamenti e, valanghe.

1465203_10202800117992841_81356921_nFoto Antonio Selicati

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