Degrado ed incuria stavano mietendo una vittima innocente

Domenica, ore 21:15

Un tempestivo ed efficace intervento ha permesso di salvarle la vita

Ancora una volta, sono gli esseri indifesi a fare le spese dell’inciviltà umana.

In questo primo mese di attività, la nostra redazione di Monopoli Times ha già avuto abbastanza occasioni per segnalare e denunciare le conseguenze negative di una condotta indisciplinata, di un comportamento incivile che non fa altro che distruggere la natura, la biodiversità e tutto ciò che di speciale e meraviglioso ci circonda.

La storia che vi stiamo raccontando questa sera ha dell’incredibile, che nonostante il lieto fine, lascia una sorta di amarezza per come sarebbe potuta andare a finire.

La protagonista è una gattina, che è solita cibarsi nei pressi del cassonetto stradale di contrada Santa Lucia (sulla strada che conduce ad Alberobello, al bosco della ciminiera) e che ieri è rimasta con il capo intrappolato all’interno di un barattolo di latta.

A salvarla, Pino Selicato del Comitato Costa Libera di Monopoli ed altri due suoi amici.

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Mentre stavano passeggiando per questa strada stretta ed abbandonata assistendo allo scempio perpetrato con l’abbandono di rifiuti di ogni genere (dall’indifferenziato ai rifiuti ingombranti ed ai rimasugli edili), ecco che da dietro un cespuglio di rovi molto fitto, a circa due/tre metri dal cassonetto stradale: «abbiamo udito un lamento; era uno strano miagolio. Non si capiva bene di cosa si trattasse, ma abbiamo ipotizzato che ci fosse una gatta nell’intento di partorire  – ci racconta il Comitato Costa Libera – quando la mia amica, incuriosita, è riuscita a scorgere una scena raccapricciante: la gattina aveva il capo all’interno di un barattolo di latta. Probabilmente ci era entrata perché aveva annusato un invitante profumino di cibo, ma non era riuscita a liberarsi».

Accanto a lei, un altro gatto che sembrava stesse cercando di aiutarla o di cercare aiuto.

È stato così che i tre hanno pensato di soccorrerla: la donna, nel tentativo di acchiappare la gatta (che forse ha istintivamente voluto difendersi) si è ritrovata con la mano sanguinante per i graffi infertigli: «Non vi preoccupate per me – ha sussurrato, incitando gli altri ad agire – pensate a liberare il gatto».

Con grande caparbietà ed un incondizionato amore, mentre Pino è riuscito a tenerla ferma, il suo amico ha provveduto delicatamente a liberarla dalla trappola, che quasi sicuramente l’avrebbe portata a morte certa.

Un gesto che la gatta non dimenticherà mai: «prima di fuggire via col suo amico – ci rivela il signor Selicato – si è fermata a guardarci per un attimo, quasi come se volesse ringraziarci».

Fortunatamente tutto si è concluso per il meglio, ma se non ci fosse stato il tempestivo ed efficace intervento dei tre amici, la gatta sarebbe andata incontro alla morte per un triste scherzo del destino. Una tragica fine che si sarebbe potuta impedire a priori se non fosse per l’inspiegabile inciviltà che ci contraddistingue.

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