Bancarotta fraudolenta: due arresti

bancarottaDistrazione ed al depauperamento delle risorse economico-finanziarie della società per circa un milione di euro


Nella mattinata odierna i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Lorenzo Giancarlo, di anni 56, residente in San Pancrazio Salentino (BR)  e Ricciardi Francesco, di anni 54, residente a Gioia del Colle (BA), rispettivamente amministratore di diritto ed amministratore di fatto di una società di Gioia del Colle (BA), operante nel settore dello “stampaggio di materiali termoplastici e produzione di imballaggi per prodotti caseari”, fallita nel febbraio del 2012.

I soggetti arrestati sono accusati, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta aggravata, sia patrimoniale che documentale (ex artt. 216, comma 1 – n. 1) e n. 2), 219, comma 2 – n. 1), 223 del R.D. 16.03.1942 n. 267 e 110 C.P.).

Il provvedimento è stato emesso al termine di una complessa ed articolata attività investigativa svolta dai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, Articolazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari – specializzata nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari.

Le indagini di polizia giudiziaria, sviluppate sia attraverso approfonditi accertamenti contabili, bancari e documentali che assunzioni di testimonianze di numerose persone informate sui fatti, hanno permesso di far luce sul disegno criminoso ideato ed attuato dall’amministratore di diritto unitamente all’amministratore di fatto della società, nel periodo 2010-2012, finalizzato alla distrazione ed al depauperamento delle risorse economico-finanziarie della società per circa un milione di euro.

Inoltre, è stato accertato che gli indagati, al fine di procurarsi l’ingiusto profitto in pregiudizio dei creditori, hanno distrutto, occultato e sottratto le scritture contabili della società da essi amministrata ed, in particolare, il sistema informatico (server gestionale contabile e personal computer), in maniera tale da ostacolare se non addirittura impedire la corretta ricostruzione della reale situazione economico-patrimoniale della società.

In particolare, a seguito delle attività investigative, è stato accertato che il Ricciardi aveva assunto il ruolo di “regista” della politica aziendale della società fallita, determinando ed aggravando, nel tempo, il dissesto societario, anche dopo le sue dimissioni formali dall’incarico di amministratore unico, successivamente conferito, fittiziamente e con la preordinata volontà di sottrarsi alle emergenti responsabilità penali, al Lorenzo, vero e proprio “prestanome” considerata l’assenza, in capo allo stesso, di qualsivoglia cognizione in ordine alle vicende economico-gestionali concernenti la fallita.

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