Contraffazione di opere d’arte

07 broccato fiume in g custodia40 persone denunciate, sequestrate decine di dipinti falsi pronti per essere immessi sul mercato come autentici

Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, unitamente ai paritetici Nuclei di Torino, Bologna, Monza, Genova, Firenze, alla Sezione di Siracusa e con la collaborazione dell’Arma territoriale, eseguivano, in tutto il territorio nazionale, venti decreti di perquisizione, emessi dalla Procura della Repubblica di Bari nell’ambito di un’attività d’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bari (Gruppo di lavoro dei reati in materia di ambiente, tutela del territorio e dei beni culturali) e tesa al contrasto del fenomeno della contraffazione di opere d’arte contemporanea. Gli accertamenti, che si sono protratti per molti mesi, hanno consentito di ricostruire la rete che vedeva coinvolte, a vario titolo, quaranta persone, alcune delle quali domiciliate in Bari, ritenute responsabili della falsificaizone delle opere pittoriche, della loro immissione sul mercato attraverso mercanti d’arte, case d’asta e fiere e della falsa attestazione della loro autenticità, mediante contraffazione della documentazione che accompagnava dipinti. Sono stati sequestrati presso gallerie d’arte e privati collezionisti, nelle città di Bari, Roma, Pescara, Ravenna, Ferrara, Forlì, Firenze, Lecco, Mantova, Novara, Torino, Savona e Ragusa:

–          otto tavole preparatorie per la realizzazione di opere false dell’artista Nino Caffè;

–          ventisette dipinti, olii su tela e olii su tavola, falsamente attribuiti a Nino Caffè;

–          venti dipiuti, olii su tela di vari artisti contemporanei quali Schifano, Borghese, Alinari, Sassu, Guidi, Dorazio, Scheggi e Vasarely, ritenuti falsi;

–          243 fotografie di opere di Nino Caffè;

–          3 autentiche false di opere (Nino Caffè e Pistoletto);

–          34 faldoni e raccoglitori contenenti schede di catalogazione e riproduzioni fotografiche di opere fotografiche di Nino Caffè;

–          Documentazione utile alle indagini e attrezzatura per la realizzazione di opere false;

–          Computer e supporti informatici.

Si ritiene che il valore dei beni sequestrati, qualora immessi sul mercato come autentici, si aggiri intorno ai 400 mila euro.

L’attività d’indagine è nata dai numerosi sequestri di opere false di Nino Caffè, operati dal Nucleo CC TPC di Bari in Puglia nel corso dei vari servizi preventivi effettuati presso operatori del settore (gallerie d’arte, mercatini, fiere, ecc).

I reati contestati sono quelli della ricettazione e della contraffazione di opere d’arte.

Fotogallery: http://www.flickr.com/photos/103043165@N07/sets/72157637723271503/

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