Nuova intesa tra Gjakova e Monopoli

DSCN0494Nascono i presupposti per un gemellaggio

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Si prospetta un florido futuro per una proficua collaborazione, tra le città di Monopoli e Gjakova.

I destini delle due realtà sembrano già incrociarsi, tanto che l’intesa è ormai prossima.

Determinante, la calorosa accoglienza dei monopolitani che, questa mattina, hanno piacevolmente ospitato il Vice Ministro della cultura della Repubblica del Kosovo Gjergj Dedaj, il Presidente del Tribunale di Gjakova, il Direttore Editoriale del Corriere di Puglia e Lucania, nonché Presidente del CRATE, Cavaliere Dr. Antonio Peragine e l’interprete, nonchè vice-presidente del CRATE e avvocato in Cassazione, dott.ssa Natasha Shehu, presso la Sala Consiliare “Ignazio Perricci” a Palazzo di Città, «nella terrà più bella d’Italia».

A fare gli onori di casa, il Presidente del Consiglio Comunale di Monopoli Aldo Zazzera e diversi Consiglieri Comunali, che – nonostante l’ora – non hanno voluto declinare l’invito ad essere presenti e conoscere le spiccate personalità in visita istituzionale in Puglia (un incontro promosso dall’Associazione culturale “I love Puglia”, rappresentata per l’occasione dal Presidente, nonché segretario cittadino Grande Sud, Massimo Dileo).

«È per me un onore ospitarla a Monopoli – ha pronunciato il Presidente Zazzera – la sua è una storia umana e politica (autore, ideologo e compilatore di decine di risoluzioni per la libertà e l’indipendenza del Kosovo), che non ha bisogno di presentazioni, perché è un esempio di amore per il proprio Paese e per il proprio popolo. La Repubblica del Kosovo – ha proseguito, accennando una splendida sintonia – è per l’Italia un interlocutore importante, con il quale si mantiene un dialogo costruttivo e consapevole. Crescita non è solo produzione di reddito e ricchezza, ma soprattutto istruzione, formazione, assistenza sanitaria, libertà di espressione e di informazione e partecipazione ai processi decisionali».

Un dialogo che il Presidente ha auspicato possa favorire una crescita culturale reciproca, che ha solleticato anche il Vice Ministro Dedaj: «Non dimenticheremo mai il contributo di voi italiani, degli europei e degli statunitensi nel nostro processo di indipendenza ed è proprio per questo, che confidiamo in un futuro di collaborazione e di gemellaggio col vostro Comune».

Un desiderio comune che speriamo possa concretizzarsi al più presto, sancito da una bella stretta di mano e dallo scambio reciproco di un pensiero: mentre il Presidente Zazzera ha donato alla città di Gjakova il caratteristico gozzo monopolitano, il Vice Ministro Dedaj ha offerto a Monopoli una statua della principessa sulla poltrona.

Il Kosovo
Il Kosovo o Cossovo  è un territorio amministrato dall’ONU; ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008.

Lo status giuridico del Kosovo non è univocamente condiviso: viene riconosciuto come stato da 106 dei 193 paesi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (tra cui 23 dell’Unione europea, Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito membri permanenti del consiglio di sicurezza con diritto di veto), mentre altri 51 stati membri (tra cui Russia e Cina, membri permanenti del consiglio di sicurezza con diritto di veto) si sono dichiarati contrari al riconoscimento.

A quattro anni e mezzo dalla proclamazione d’indipendenza, il 10 settembre 2012 è cessata la sorveglianza esercitata dal Gruppo internazionale di orientamento (ISG).

La proclamazione dell’indipendenza del 2008

Il 17 febbraio 2008 il Parlamento di Pristina, riunito in seduta straordinaria, ha approvato la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo letta dal premier Hashim Thaçi e ha battezzato i suoi simboli nazionali: la bandiera e lo stemma. Il discorso pronunciato dal premier parla di una Repubblica democratica, secolare e multietnica, guidata da principi di non discriminazione e uguale protezione da parte della Legge. Immediatamente dopo la proclamazione, il governo serbo si è affrettato a dichiarare illegittima tale affermazione,chiarendo che mai la riconoscerà.

Lo stesso 17 febbraio il governo della Costa Rica è stato il primo paese a riconoscere l’indipendenza del Kosovo. Il 18 febbraio sono arrivati gli importanti riconoscimenti da parte di Stati Uniti e Albania. L’Unione Europea, riunita in assemblea a Strasburgo non è riuscita a disegnare una linea guida unitaria e ha lasciato i vari stati liberi di riconoscere la provincia secessionista. Da tempo si erano dichiarati favorevoli Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia, mentre fortemente contrari sono Spagna, Grecia, Cipro e Romania, che vedono in un riconoscimento ufficiale un gravissimo pericolo di instabilità interna per le autonomie che chiedono più spazi e riconoscimenti (vedasi i Paesi Baschi e Cipro del Nord tra gli altri). In campo extraeuropeo, fortemente contrari sono Russia e Cina, entrambe con potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che non si è pronunciato a favore dell’indipendenza, ribadendo che resta valida la propria Risoluzione n. 1244.

Ufficialmente in Kosovo vige ancora la Risoluzione numero 1244 che definisce il territorio kosovaro sotto sovranità serba.

Sembra inoltre profilarsi il rischio di una nuova separazione territoriale, ad opera della comunità serba che risiede nella parte nord del Kosovo (Kosovo del Nord) confinante con la Serbia (a nord del fiume Ibar), tuttora in una situazione caotica dal punto di vista istituzionale. La comunità serba, maggioranza in questa zona, minaccia infatti a sua volta la separazione dal Kosovo e il ricongiungimento con la Serbia. Questo provocherebbe di fatto la divisione della città di Kosovska Mitrovica, attraversata essa stessa dal fiume e abitata dai serbi sul lato nord e dagli albanesi sul lato sud.

Il 9 aprile 2008 il Parlamento del Kosovo ha votato all’unanimità la nuova Costituzione. Il capo della missione Eulex ha controfirmato il testo, riconosciuto essere in linea con gli indirizzi degli Stati europei. Nella Costituzione si sancisce che il Kosovo sarà uno stato laico e rispetterà la libertà di culto, garantendo i diritti di tutte le comunità etniche.

La Costituzione è entrata in vigore il 15 giugno 2008, data nella quale è avvenuto anche il passaggio di consegne definitivo dalla missione UNMIK alla missione EULEX.

Il 22 luglio 2010 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo non ha infranto il Diritto Internazionale, in quanto essa, da sola, non viola le leggi internazionali e nemmeno la risoluzione 1244 dell’Onu, la cui validità è stata riconfermata.

Il 9 settembre 2010 è stata approvata alle Nazioni Unite una risoluzione preparata dalla Serbia e dall’Unione Europea che ha aperto la strada ai negoziati tra Belgrado e Pristina. Il 19 aprile 2013 è stato firmato un accordo, sponsorizzato dall’Unione Europea, tra Belgrado e Kosovo. L’accordo, nel quale la Serbia non riconosce l’indipendenza, riconosce comunque l’autonomia del Kosovo e in qualche modo legittima il governo kosovaro attuale. Cuore dei negoziati è stato il futuro dei serbi del Kosovo del Nord, ai quali il governo kosovaro ha riconosciuto una certa autonomia, comunque inquadrata all’interno delle istituzioni della Repubblica del Kosovo. Il governo serbo smantella le istituzioni parallele, ancora esistenti nel nord Kosovo, e sponsorizza la partecipazione della popolazione serba alle elezioni amministrative organizzate per il 3 novembre 2013.

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Redazione The Monopoli Times

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