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La natura non è in vendita

wwf monopoliLa nota di sensibilizzazione del WWF Monopoli

Con rammarico, il WWF Monopoli è venuto a conoscenza dalla stampa della situazione nazionale che vede come proposta di legge la privatizzazione delle spiagge. Perciò ha deciso di scrivere la seguente nota di sensibilizzazione, nella speranza che ogni cittadino possa sentire la propria libertà violata ed accompagnarlo nella lotta per  opporsi a  questa proposta di legge.

È con grande rammarico che veniamo a conoscenza della proposta di nuovi emendamenti nell’ambito della legge di stabilità in merito a privatizzazione del demanio marittimo. Si tratta di un emendamento che avrebbe il fine di sanare il bilancio dello Stato.
Ma il fine giustifica i mezzi?
La nostra risposta è: ASSOLUTAMENTE NO!
Vendere le spiagge già private per concessione di demanio, e rendere passibili di acquisto o concessione quelle rimaste libere, vuol dire non lasciare libera neanche una striscia di litorale.
Il che può sembrare normalissimo in una realtà in cui la privatizzazione sembra il rimedio a qualsiasi malattia del nostro Paese, ma non è così.
La libertà è un valore che ancora dimora nei nostri cuori e noi, cittadini italiani, abbiamo il diritto di accedere liberamente alle spiagge che Madre Natura a creato e ci ha donato.
L’unica concessione qui è quella che la Terra ha fatto a noi permettendoci di godere delle sue meraviglie; ora, chi siamo noi per arrogarci il diritto di dare in concessione ad altri ciò che non ci è stato venduto ma donato, ciò che non abbiamo comprato ma è per natura di tutti indipendentemente dal reddito e dal ceto sociale a cui ciascuno appartiene? Se questo provvedimento ha lo scopo di sanare il bilancio di un’Italia impoverita, come si pretende che gli italiani possano permettersi o vogliano pagare per andare in spiaggia e fare un bagno?
Anche se il passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato dovesse riguardare soltanto le aree dove sussistono i manufatti e le proprietà immobiliari degli stabilimenti balneari, in ogni caso verrebbe ostacolato l’accesso alle spiagge e chissà quali scempi in cemento potrebbero subire quei poveri habitat già messi duramente alla prova da stabilimenti balneari e spiagge private (ora che le aree sono date solo in concessione).
Fortunatamente la proposta non è stata ancora messa ai voti e noi ci auspichiamo che i parlamentari abbiano il buon senso di bocciarla.
Generazioni prima di noi hanno lottato per ottenere le libertà che noi oggi vendiamo per pochi spiccioli. A dispetto di quel che vogliono farci credere noi abbiamo diritti, diritto di essere liberi e, in questo caso, diritto di andare a mare liberamente. Non vogliamo vedere il nostro mare, che già tentano di macchiare di nero, nelle mani di ricchi Mangiafuoco. Non vogliamo vedere granelli di sabbia e rocce secolari imprigionati in labirinti di cemento. L’uomo è parte della natura e non può pretendere di soggiogare i suoi fratelli più forti.

Sara Bianchi per WWF Monopoli

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Redazione The Monopoli Times
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