Sgominata un’organizzazione criminale

images (1)Era collegata alla Sacra Corona Unita. Quindici arresti nel nord leccese 

Dalle prime luci dell’alba, 80 militari della Guardia di Finanza di Brindisi, supportati dalla componente aerea e dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Lecce, hanno 15 provvedimenti di custodia cautelare disposti dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia a quella sede e diverse perquisizioni.

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, colpisce un’agguerrita frangia dell’organizzazione criminale di stampo mafioso, comunemente denominata “Sacra Corona Unita”, imperante nel territorio del nord leccese, ove diversi sono stati gli episodi criminali succedutisi negli ultimi tempi.

Particolarmente gravi sono i reati contestati ai soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, rapina a mano armata, detenzione e porto abusivo d’armi, lesione personale, furto, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale.

Sono state indagate ventisei persone, di cui una donna.

Quattordici sono state destinatarie della custodia cautelare in carcere ed una degli arresti domiciliari.

Le indagini

Sono state svolte dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce (nelle persone del Procuratore Cataldo Motta, del Sost. Proc. Alessio Coccioli e del Proc. Agg. Della Procura della Repubblica di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi), ha riguardato noti esponenti della “Sacra Corona Unita”, tra cui Caramuscio Salvatore (alias “Scaramau”, già condannato, in passato, per analoga fattispecie di reato) e Leandro Luggeri, (alias “il nipote”), che nonostante il regime detentivo, continuavano a dirigere le innumerevoli attività illecite del sodalizio.

Al termine delle investigazioni è stato possibile procedere a:

– ricostruire gli attuali assetti dell’associazione di tipo mafioso;

– riscontrare la perpetrazione del c.d. metodo mafioso, attraverso la forza intimidatrice impressa dall’organizzazione criminale sul controllo del territorio e la conseguente condizione di assoggettamento ed omertà e la “mutua assistenza” fra affiliati;

– identificare gli autori di una rapina a mano armata perpetrata ai danni di una paninoteca ambulante di Trepuzzi, avvenuta nel mese di giugno 2011;

– identificare i responsabili ed i mandanti del ferimento di due appartenenti all’organizzazione;

– individuare i componenti dell’associazione dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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Redazione The Monopoli Times

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